La prossima generazione della BMW Serie 3 si sdoppierà: prima, in autunno, arriverà l’elettrica, che si chiamerà i3; in seguito, a cavallo tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, sarà il turno della Serie 3 “tradizionale”, dotata di motori a combustione. Sebbene le due auto saranno esteticamente piuttosto simili (qui sopra il nostro disegno della 3 Touring) e prenderanno ispirazione dalla concept car Vision Neue Klasse presentata nel 2023 (qui per saperne di più), sotto al vestito le differenze saranno profonde. A distinguerle sarà prima di tutto la piattaforma, che per l’elettrica sarà la nuova Neue Klasse per vetture a batteria del marchio, mentre la termica sfrutterà la piattaforma CLAR 2 per i veicoli termici.
Esteticamente i due modelli saranno riconoscibili dal cofano (più corto quello dell’elettrica), mentre entrambe adotteranno il “muso da squalo” e la nuova griglia a doppio rene ampia e bassa (chiusa nell’elettrica) che integra i fari anteriori. Nella fiancata spariscono le maniglie tradizionali, sostituite da quelle a scomparsa, mentre il posteriore ospita fanali a led montati in alto.
Comuni a entrambe le nuove BMW Serie 3 dovrebbero essere anche gli interni, ripresi da quelli che hanno debuttato per la prima volta sulla nuova iX3. Viene eliminato il cruscotto tradizionale, sostituito da un sottile monitor che occupa la base del parabrezza attraversando la vettura da montante a montante, a cui si abbina uno schermo centrale per il sistema multimediale di forma non convenzionale.
Non dovrebbero esserci grandi rivoluzioni sotto al cofano della BMW Serie 3 termica. Ci aspettiamo unità mild hybrid per il 4 cilindri 2.0 e per il 6 cilindri 3.0 a benzina, alle quali dovrebbe aggiungersi anche una variante plug-in, basata sul 4 cilindri. In Europa non mancherà nemmeno una versione a gasolio, con il 4 cilindri 2 litri mild hybrid.
La i3 avrà invece specifiche tecniche molto simili (o del tutto identiche) a quelle della suv iX3: il lancio dovrebbe avvenire con la bimotore da 470 CV e la batteria da 108 kWh, che in condizioni ideali consente un’autonomia superiore agli 800 km. È probabile che in seguito arrivino anche varianti a trazione posteriore.





































































