Il bollo auto e la sua abolizione nel 2027 per le auto al di sotto degli 80 kW è stato uno degli argomenti principali dell’ultima settimana. E proprio sulla tassa regionale di possesso del veicolo sta circolando in questi giorni una truffa online, segnalata da Cert-Agid, la struttura per la sicurezza informatica dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
Il tentativo di phishing segnala all’utente una presunta morosità relativa al bollo auto, prospettando l’esistenza di un pagamento non effettuato entro la scadenza e facendo leva sui timori di possibili conseguenze come ulteriori sanzioni, fermi amministrativi o sospensioni dalla circolazione.

L’automobilista viene invitato a verificare la propria posizione su un sito fraudolento che riproduce la veste grafica del portale istituzionale dell’ACI, inserendo il proprio codice fiscale e la targa del veicolo. Dopodiché, il sito mostra una pagina in cui inserire le “Informazioni di contatto”: nome, cognome, indirizzo email, numero di telefono, indirizzo di residenza, provincia e codice postale.
Nell’ultima fase viene simulata una schermata di pagamento della sanzione, pari a 15,87 euro: in questa pagina, che riporta il codice fiscale e la targa precedentemente inseriti, vengono chiesti i dati completi della carta di pagamento: nome dell’intestatario, numero della carta, data di scadenza e CVV. Una volta inseriti, tali dati sono alla mercé dei criminali, che possono utilizzarli per effettuare ulteriori transazioni non autorizzate.

Anche quando i siti sembrano identici a quelli ufficiali, ci sono molti indizi che dovrebbero far scattare diversi campanelli d’allarme prima di fornire i propri dati ai truffatori. È necessario specificare anche che una grafica accurata non è sinonimo di autenticità: anzi, il phishing punta molto sulla coerenza tra loghi, colori e struttura rispetto alle pagine ufficiali.
Tuttavia, spesso basta analizzare attentamente il dominio da cui arriva la richiesta per capire che non si tratta dell’indirizzo ufficiale dell’ente. Bisogna inoltre ricordare che l’ACI consente di pagare il bollo solo identificandosi attraverso i sistemi ufficiali di identità digitale, come SPID o CIE (carta d’identità elettronica).
Per questo motivo, se una pagina raggiunta tramite un SMS o un’email chiede dati personali o bancari prima di effettuare l’accesso con la propria identità digitale, è opportuno considerarla un possibile tentativo di frode.



