BATTAGLIA LEGALE - Alla fine, la compagnia ha perso: ma, per arrivare al verdetto, la battaglia legale è stata lunga. Tutto è cominciato con un incidente causato da un uomo, che porta una protesi al braccio, alla guida di un’auto non adattata alla sua menomazione. L’assicurazione aveva risarcito il danneggiato, esigendo però il rimborso dal disabile perché si era messo al volante di una macchina non idonea: il tribunale di Milano aveva dato ragione alla compagnia, aderendo alla tesi secondo cui il caso era assimilabile alla guida senza patente. Il verdetto, però, è stato rovesciato in secondo grado, per cui la compagnia ha presentato ricorso in Cassazione. Dove ha perso ancora: in base alla sentenza 6403/2016, la Rca era regolarmente attiva perché l’uomo aveva una patente speciale, perfettamente valida. Il disabile non aveva rispettato le limitazioni imposte dalla patente speciale, ma questo non comportava alcuna mancanza di validità della sua patente: la rivalsa può scattare solo per guida senza licenza, oppure per altri fatti gravi quali un incidente in stato di ebbrezza.





