ALLA RIBALTA - Da nome conosciuto principalmente dagli appassionati di auto inglesi, e per di più di quelle più particolari, in poco tempo il nome Caterham è diventato familiare a molti. Prima è entrato nel Circus della Formula 1, ieri ha conquistato l’attenzione come socio alla pari della Renault nel rilancio della Alpine. Ce n’è a sufficienza per far sorgere la curiosità sulla sua storia e la sua realtà.

LA NASCITA - Alle origini della Caterham c’è la Caterham Car Sales, che commerciava in auto e aveva un’officina di assistenza, nella cittadina di Caterham, nel Surrey, in Inghilterra. Ad avviare l’attività fu Graham Nearn nel 1954, per diventare poi negli anni successivi forse il più importante concessionario della Lotus 7, presentata nel 1957. Questa attività divenne tanto importante che quando, nel 1973, la Lotus smise di produrre la 7, la Caterham acquisì i diritti per proseguire in proprio la produzione. Iniziava così la storia della Caterham costruttrice.

MITO BRITISH - Da allora la produzione della Caterham 7 non è mai cessata, arrivando a realizzare circa 600 esemplari all’anno e dando vita a una evoluzione continua del modello. Tutto ciò sempre mantenendo caratteristiche estreme in fatto di leggerezza e di configurazione (poco più di una monoposto, con le ruote coperte da due esili parafanghi tipo moto o bici, telaio tubolare con leggerissima carrozzeria in alluminio, motore dapprima Ford, poi Rover, quindi di nuovo Ford). Inequivocabile quindi la sua caratteristica principale: la leggerezza (solo 600 kg). Ciò spiega perché la Caterham sia diventata un’icona del motorismo “british”.

DALLA F1 AGLI ALBERGHI - Questo per quanto riguarda la storia del nome e della vettura Caterham e lo sviluppo della relativa azienda. Nelle vicende di quest’ultima però ci sono stati almeno due giri di boa: il primo nel 2005, quando la famiglia Nearn vendette l’azienda a Ansar Ali, un manager proveniente dalla Lotus che sviluppò la Caterham con varie attività collegate, nell’engineering e nei materiali; il secondo quando nel 2011 Ansar Ali ha venduto a Tony Fernandes, imprenditore malese attivo nel settore delle linee aeree e degli hotel, ma soprattutto da poco entrato nel mondo dei motori addirittura acquisendo il Team Lotus di Formula 1 (per un certo periodo ci sono state due squadre di F1 che si rifacevano al nome Lotus).

HOLDING MOTORISTICA - È nata così la Caterham F1 Racing Team, che disputa il campionato del mondo di Formula 1, e che si è aggiunta al gruppo Caterham, di cui fa parte la Caterham Racing, presente nella categoria delle GP2, la Caterham Cars cioè la casa costruttrice che produce le Seven, la Caterham Composites che opera nel settore dei nuovi materiali, la Caterham Media e la EQ8 Energy Drink produttrice di bevande energetiche e, infine, la Caterham technology and Innovation (CTI) che è la società che formalmente ha siglato l’accordo di joint venture 50/50 con la Renault per la costituzione della Société des Automobiles Alpine Caterham di Dieppe per la produzione della Alpine e del modello gemello con marchio Caterham.

L'attività che ha dato notorietà al marchio è la Formula 1: il magnate Tony Fernandes ha acquistato la Caterham è ha dato il suo nome a quello che prima era il Team Lotus F1.
ALPINE, MA NON SOLO ALPINE - Con ciò si può dire che l’operazione Alpine per la Renault è forse qualcosa di più del solo rilancio del marchio Alpine, pur significativo e importante. Essa crea infatti un rapporto stretto con una realtà presente in Formula 1 (l’ambito in cui probabilmente è nata l’idea della collaborazione per la Alpine, visto che le monoposto di F1 della Caterham montano motori Renault) ma anche con un gruppo che è protagonista sullo scenario malese, considerato di notevole importanza sullo scacchiere industriale-automobilistico asiatico.










