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Chi è Tom Matano e perché ha fatto la storia

Pubblicato 23 settembre 2025

Padre della Mazda MX-5, il designer giapponese si è spento all’età di 78 anni, ma ha lasciato un segno indelebile.

Chi è Tom Matano e perché ha fatto la storia

Il nome di Tsutomu “TomMatano (nella foto qui sopra) è legato a doppio filo alla roadster più venduta di sempre: la Mazda MX-5. Entrato in Mazda negli anni ’80, Matano ha firmato le prime due generazioni della MX-5, le iconiche serie NA e NB, ispirate da una filosofia tanto semplice quanto rivoluzionaria: creare un’auto leggera, accessibile e divertente da guidare. Un concetto espresso con estrema purezza, in linea con il principio giapponese del Jinba Ittai; perfetta armonia tra cavallo e cavaliere.

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Qui sopra una MX-5 prima serie.

La genesi della Mazda MX-5, nota come Miata in Nordamerica, parte da lontano. L’idea iniziale fu di Bob Hall, all’epoca giornalista di MotorTrend, che suggerì alla Mazda di realizzare una piccola sportiva a trazione posteriore. La proposta fu messa da parte, poi riscoperta e sviluppata grazie all’intuizione di Kenichi Yamamoto, che la trasformò in un progetto concreto. Il risultato? Una spider compatta, con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore, agile e coinvolgente, priva di fronzoli tecnologici ma capace di regalare a chi la guida sensazioni da sportiva, a un prezzo popolare.

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Qui sopra una MX-5 seconda serie.

Il tratto di Matano ha donato alla Mazda MX-5 linee pulite ed essenziali, tanto eleganti quanto funzionali. Non c’era nulla di superfluo nelle sue creazioni: solo ciò che serviva a far vivere al guidatore il piacere della guida nella sua forma più autentica. “Always inspired” (sempre ispirato) era il suo motto. Un’eredità che va oltre il design e che rappresenta un modo quasi perduto di concepire l’auto sportiva: leggera, equilibrata, sincera. Un’idea che oggi pare controcorrente e sideralmente distante, ma che resta un riferimento per chi crede ancora nell’arte del guidare.

mazda rx 7 5

Qui sopra una RX-7.

Oltre alla MX-5, Matano ha lasciato un’altra auto iconica per gli appassionati, la Mazda RX-7 FD del 1992, la terza generazione della coupé con motore rotativo. In questo caso, la mano del designer ha plasmato forme sensuali e senza tempo, capaci di emozionare ancora oggi. Con la scomparsa di Tom Matano, l’automobile perde uno dei suoi interpreti più puri e visionari. Ma la sua lezione resta: costruire auto che facciano gioire ogni volta che si mettono in moto.



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Ritratto di AZ
23 settembre 2025 - 19:45
Giù il cappello, signori.
Ritratto di Gordo88
23 settembre 2025 - 20:41
1
Matano non poteva che essere un designer mazda..
Ritratto di Torque5000
23 settembre 2025 - 21:42
Casomai chi era.
Ritratto di giuggio
24 settembre 2025 - 09:28
Mah... una copia delle auto inglesi e italiane di 20 anni prima. Non mi pare sta grande invenzione
Ritratto di Duke of Hazzard
25 settembre 2025 - 08:14
Non sai nemmeno di cosa stai parlando… magari rileggi l’articolo, sopratutto prova a guidare una Mazda. E oltre Mazda, in generale cosa rappresentano i brand giapponesi pera storia dell’auto e della guida sportiva …
Ritratto di Luc106
30 settembre 2025 - 22:46
E infatti non ci vuole chissà che genio per costruire auto decenti, solo che il 90% dei costruttori non lo ha ancora capito e continua a produrre auto che pesano il 50% in più di quello che dovrebbero, utilitarie da 12 quintali, medie da 15 o 16 quintali, auto dicharate coupé, che coupé non sono affatto e così via... quando basterebbero quattro ruote, un motore rigorosamente termico, un cambio rigorosamente manuale e peso, prezzo e dotazioni ridotti all'osso... poi se su un'utilitaria da 10 mila euro, uno ci vuole spendere 50 mila euro di optional, liberissimo di farlo, ma ci deve essere spazio anche per ch vuole un'auto semplice, economica ed affidabile...
Ritratto di otttoz
24 settembre 2025 - 09:48
Ma il Wankel avrebbe un senso solo con GPL e metano
Ritratto di lovedrive
24 settembre 2025 - 12:02
sono stati bravi. hanno preso l'idea del duetto. nel 1992 era la rivale del mio duetto (che ho tuttora). mentre alfa purtroppo non ha continuato nel 1994 , mazda ha capito che c'era un mercato e hanno fatto tanti profitti. bravi .
Ritratto di Tistiro
24 settembre 2025 - 13:04
Chiaro come il sole che per divertirsi non servono miglionate di cavalli. Basta un'auto fatta bene, appositamente per lo scopo e un cambio manuale. Mica un eCvt.............
Ritratto di Duke of Hazzard
25 settembre 2025 - 08:16
Abbiamo perso un tassello della storia dell’auto e rappresentante del concetto di piacere di guida

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