Quella dei motori PureTech (prima del gruppo PSA e poi di Stellantis) è stata una delle famiglie di propulsori più discusse degli ultimi anni: in particolare i primi 1.2 tre cilindri con cinghia a bagno olio hanno mostrato problemi di usura precoce, con conseguenti gravi danni al motore (qui per saperne di più).
Stellantis è stata costretta a intervenire con aggiornamenti tecnici ripetuti (in primis la sostituzione della cinghia con una più robusta catena nelle unità di nuova generazione) e con l’estensione delle garanzie e delle politiche di assistenza.
Ora il capitolo dei PureTech sembra destinato a concludersi definitivamente con la chiusura dello stabilimento di Douvrin, nel nord della Francia, dove le unità di questa famiglia venivano prodotte. Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha confermato che il 30 ottobre l’impianto cesserà la produzione, dopo oltre 55 anni di attività.
Lo stabilimento di Douvrin venne inaugurato nel 1969 come joint venture tra la Peugeot e la Renault con il nome Française de Mécanique. Da allora ha prodotto oltre 40 milioni di motori, tra cui il celebre V6 PRV oltre a numerosi propulsori a benzina della Renault e, in seguito, a una vasta gamma di motori del gruppo PSA. Come detto, negli ultimi anni il sito è stato soprattutto il centro produttivo dei benzina PureTech, impiegati su molti modelli Peugeot, Citroën, Opel, DS e altri marchi del gruppo Stellantis.
Il sito industriale non chiuderà del tutto: accanto allo stabilimento dei motori, continuerà a operare la fabbrica di batterie dell’ACC, in cui Stellantis ha una partecipazione. L’obiettivo iniziale era trasferire gran parte della forza lavoro dedicata alla produzione dei PureTech a quella delle “pile”, tuttavia l’aumento dei volumi è rimasto sotto le attese e per il momento solo una piccola parte dei dipendenti di Douvrin hanno trovato una nuova collocazione.





































