In Cina la guida autonoma non è più una prova di abilità di qualche prototipo lontano dalla produzione in serie: è realtà quotidiana. Lo dimostra la Xpeng P7+ (nelle foto qui sotto), una berlina elettrica presto in arrivo anche in Europa che abbiamo messo alla prova nel traffico di Canton e che, grazie a un sistema di assistenza estremamente evoluto, è in grado di portare l’auto dal punto A al punto B gestendo in autonomia anche situazioni complesse.
Il cuore tecnologico della P7+ combina 11 telecamere ad alta risoluzione, sensori radar e sensori di prossimità. Manca intenzionalmente ogni laser scanner (i costosi lidar), ma la qualità della percezione dell’ambiente resta elevatissima. Durante la nostra prova, la vettura ha affrontato senza esitazioni incroci affollati, manovre di inversione a U, passaggi tra motorini e autobus a pochi centimetri di distanza, mantenendo una traiettoria naturale e prevedibile. La gestione della distanza laterale, in particolare, è tra le più mature oggi disponibili in un’auto di serie.

Uno dei motivi principali di questa fluidità di guida è l’ecosistema in cui la vettura si muove: in molte città cinesi le auto dialogano con le infrastrutture. Semafori, telecamere e dispositivi cittadini inviano informazioni in tempo reale, permettendo alla P7+ di sapere, per esempio, con quanti secondi di anticipo un semaforo diventerà verde o di prevedere il rallentamento del traffico qualche decina di metri più avanti. Un vantaggio che, al momento, non ha equivalenti in Europa.
La dinamica della guida semiautonoma sorprende soprattutto per la sua naturalezza. La Xpeng P7+ accelera, frena e sterza con una progressività molto simile a quella di un guidatore esperto. Questo risultato è frutto di un’architettura software basata su intelligenza artificiale: i dati raccolti da radar, telecamere e navigazione satellitare vengono analizzati da un algoritmo che “apprende” continuamente dalle situazioni reali. Più la rete viene utilizzata dagli automobilisti, più la guida automatizzata acquisisce precisione, capacità predittiva e sicurezza.

Un altro elemento distintivo della Xpeng P7+ è la capacità di comunicare il proprio stato di guida autonoma agli altri utenti della strada. Quando il sistema è attivo, negli specchietti retrovisori compaiono luci bianche fisse che segnalano a motorini, auto e autobus nelle vicinanze che la vettura sta guidando in modalità semiautonoma. Una soluzione semplice ma efficace, che riduce l’ambiguità nelle situazioni affollate e favorisce comportamenti più prevedibili attorno alla vettura. La stessa intelligenza artificiale che gestisce la guida in marcia entra in gioco anche nelle manovre a bassa velocità. La P7+ riconosce con precisione spazi di parcheggio, ostacoli e distanze laterali, selezionando automaticamente l’area più adatta e impostando manovre fluide e ben calibrate.
Nonostante l’avanzamento tecnologico, la P7+ non elimina del tutto il ruolo del guidatore. In scenari limite - lavori in corso, deviazioni improvvise, veicoli non riconosciuti - il sistema chiede di riprendere il controllo, come avviene nei sistemi di Livello 3, oggi autorizzati in Germania solo in condizioni di traffico lento e su tratti specifici di autostrada. Ed è qui che si evidenzia il vero limite: in Cina le auto certificate come la Xpeng possono muoversi realmente in autonomia, ma la responsabilità legale e assicurativa resta in capo al conducente, che deve tenere le mani sul volante e mantenere l’attenzione sulla strada per tutta la durata del tragitto.

La nostra prova dimostra che la guida semiautonoma di nuova generazione è tecnicamente pronta per essere utilizzata ogni giorno e che, in un contesto come quello cinese, può gestire traffico e manovre con una maturità inaspettata. Resta però il nodo più delicato: la tecnologia è pronta, ma la legislazione non permette ancora di delegare davvero la guida. L’auto può condurci a destinazione quasi da sola, ma la responsabilità - almeno per ora - continua a essere interamente di chi guida.


















































