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CMF: nuovo modo di fare auto per Renault e Nissan

19 giugno 2013

Permetterà grandi risparmi sia per quanto riguarda il ciclo produttivo che per l’approvvigionamento dei componenti.

CMF: nuovo modo di fare auto per Renault e Nissan
CAMBIA LA FABBRICA - Costruire bene e costruire a costi bassi è diventata un’esigenza assoluta. Ma la cosa non è facile: il ciclo produttivo dell’automobile è quanto mai complesso e i fattori da considerare per realizzare un buon prodotto, spendendo nulla più dello stretto necessario, è una scommessa vitale per l’industria automobilistica. Nasce da questa realtà l’impegno profuso dalle case automobilistiche per la messa a punto di nuove piattaforme modulari e di nuovi processi produttivi.
 
NON SOLO PIATTAFORMA - L’Alleanza Renault-Nissan apre ora un nuovo fronte, o se si vuole un nuovo capitolo della sua storia industriale: una filosofia metodologica che mira a ottimizzare il lavoro di assemblaggio, concependo nuovi passaggi e nuove modalità. È la CMF, Common module family, definita dalla stessa Alleanza come una “architettura di fabbricazione” che dà risposte nuove a varie fasi dell’attività industriale.
 
TECNICHE ANCHE DA EXPORT - L’idea di fondo è l’organizzazione dell’assemblaggio sulla base dell’abbinamento di “mega moduli” non di singoli componenti, da applicare ad auto anche molto diverse tra loro: vano motore, cruscotto, parte anteriore e posteriore del pianale e sistema elettrico-elettronico. Una logica che permette di allestire una data attività di assemblaggio in stabilimenti diversi, così come consente a una linea di montaggio di assemblare modelli differenti.
 
MILIONI RISPARMIATI - Nella prima fase, la tecnica costruttiva basata sulla CMF sarà adottata per i modelli medi e medio grandi. I primi modelli concepiti con l'uso di questi “mega mattoncini del Lego” a uscire dalle linee saranno le nuove Nissan Rogue, Qashqai e X-Trail, già entro qust’anno. L’anno prossimo arriveranno le nuove Renault Espace, Scénic e Laguna. In tutto saranno 14 i modelli sviluppati con sulla base della tecnica CMF. Complessivamente saranno 1,6 milioni di veicoli al mondo.
 
DOVE I RISPARMI - L’arrivo della CMF permetterà alla Renault e alla Nissan di realizzare notevoli risparmi in sede di assemblaggio, ma non solo. Si calcola che non meno importanti saranno i risparmi resi possibili in sede di approvvigionamenti dei ricambi. Le stime della Renault parlano di un taglio tra il 20 e il 30%, che vanno ad aggiungersi alla riduzione del 30-40% dei costi di produzione legati alle attività di assemblaggio.


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Ritratto di Sam1989
19 giugno 2013 - 21:39
Bravi Nissan e Renault se questo servirà anche ad abbassare i prezzi delle auto finali credo che avremo ottima qualità ad un costo decisamente inferiore. La Dacia potrà abbassare ancora i costi e la Clio sarà accessibile a molti di +. Ottimo movimento
Ritratto di yeu
19 giugno 2013 - 21:55
Semplicemente è l'ennesimo gruppo che adotta questa filosofia. Ormai i più grossi hanno intrapreso questa strada. I problemi ce li avranno i più piccoli che, come molti profetizzano ormai da tempo, spariranno. Prima fra tutte è stata l'Alfa Romeo Giulietta, che ha fatto d'apripista, poi Vag, adesso Psa e Renault/Nissan e a seguire Ford, GM, ecc. I problemi potranno averli costruttori monomarca tipo Suzuki, Volvo, Mazda, Tata e Cinesi, sempre che non si alleino con qualcuno che dispone, oltre che alle tecnologie, anche di volumi adeguati, per rendere il risparmio concreto.
Ritratto di Guzzo78
20 giugno 2013 - 08:37
ciò che scrivi i gruppi che tu hai citato lodandoli sono quelli che oggi soffrono dei più grandi problemi finanziari perche uniformando troppo i prodotti si sono fatti la concorrenza in casa ... Suzuki per altri è un azienda assemblatrice di tante di quelle auto per e conto di altri che nemmno immagini ... volvo e mazda mentre erano nell ordita ford stavano quasi per fallire oggi entrambe registrnao utili da fare invidia e mazda ha brevettato alcune delle più invidiate tecnologie che tutti gli cercano ma gelasamente sonserva idem volvo ... tata è un colosso anche se a noi non ci tocca e i cinesi bhe stanno crescendo spaventosamente in fretta ... comunque Alfaromeo a chiesto a Mazda di costruirgli il nuovo duetto (noi italiani non siamo più in grado) .... l'unico gruppo che sembra funzionare è proprio renault e Nissan perche intelligentemente stanno differenziando i prodotti senza crare troppa confusione e avendo mercati ben diversi ricoprono le vendite a livello mondiale
Ritratto di yeu
20 giugno 2013 - 18:30
Non so se lo sai, ma Volvo è in rosso e Mazda ha avuto un buon attivo dopo anni di continue perdite per via della ripresa del mercato nipponico e Usa. Tata, fino a quando non ha rilevato Jaguar/Range Rover, non aveva le tecnologie e di fatto produce in India automobili su base Fiat, di cui anche alcuni motori. Inoltre non è che Alfa Romeo ha chiesto a Mazda se gli produce il nuovo Duetto, semplicemente produrranno due auto insieme dulla stessa piattaforma, giusto per abbattere i costi, il che conferma quello che avevo scritto prima e riguardo alle tecnologie, Mazda ha la SKYACTIV che interessa a Fiat, ma Fiat ha sviluppato una tecnologia che elimina i ritardi e i vuoti del turbo e questo interessa a Mazda, inoltre gli accordi sono segreti, però si è capito che qualcosa insieme verrà prodotto. Riguardo a Suzuki, non è un caso che la SX4 viene prodotta insieme alla 16, come non è un caso che abbia fatto un accordo per la fornitura del 1.3multijet e il 1.6multijet, per il semplice motivo che svilupparli in proprio costano troppo. Mercedes si è alleata con Renault, Psa con GM, Bmw con Toyota, ed inoltre molti accordi stanno per nascere tra i costruttori, non è un caso che nel salone internazionale di Francoforte all'amministratore delegato di Volvo gli è scappato che ci possono essere degli accordi con Fiat per il Nord America. Guarda che la lista è ancora molto molto lunga. Nemmeno i più grossi vanno più da soli e se vedi, sono tutti accordi per abbattere i costi di fornitura, di progettazione e di produzione. Se ti sei informato bene, vedrai, che quello che dico è reale e se non sei informato, basta fare una semplice ricerca su internet. Inoltre io non ho lodato proprio nessuno, ho semplicemente scritto quello che so e che viene confermato da molti amministratori delegati delle case costruttrici e dagli esperti del settore, quindi, che tu sia daccordo o meno è irrilevante, però è la realtà di oggi che si proietta in quella di domani.
Ritratto di Porsche
20 giugno 2013 - 09:51
Molto molto poco. Certo meglio che nulla.
Ritratto di meo_tamigi
21 giugno 2013 - 07:56
ma io quando leggo "risparmi di progettazione" leggo un omologazione di raccordi tra i pezzi che induce un risparmio. Quando invece leggo, come in questo articolo "risparmi di ciclo produttivo" penso ai poveri operai. I pezzi anche se macro vanno assemblati prima della catena di montaggio. Gli operai nissan-renault a questo punto a cosa serviranno se i mattoncini lego, come li chiama l'autore dell'articolo, sono già assemblati? Sembra un gioco con i fornitori per dare a loro l'onere.

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