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I concessionari Stellantis alla UE: le auto elettriche non si vendono

Pubblicato 08 ottobre 2024

I dealer europei appoggiano la linea dell’Acea, rinnegando quella del ceo del gruppo Carlos Tavares e chiedendo una revisione dei limiti delle emissioni fissati per il 2025.

I concessionari Stellantis alla UE: le auto elettriche non si vendono

POSIZIONE CONTRARIA - Dopo le dure critiche arrivate dai dealer statunitensi (qui la notizia), Carlos Tavares finisce nel mirino anche dei concessionari europei. Le associazioni dei venditori del Vecchio Continente si esprimono infatti in contrasto con quanto detto recentemente dal ceo del gruppo automobilistico, che si era detto contrario a un cambio delle regole in tema di emissioni (ne abbiamo scritto qui): “In qualità di distributori, siamo in contatto quotidiano con clienti finali che spesso rifiutano le auto elettriche a causa di preoccupazioni su prezzo, autonomia e accessibilità. Ciò ci pone in una posizione contraria a quella del produttore che rappresentiamo, che rimane ottimista circa il rispetto di queste severe normative Ue”, scrivono i concessionari in una lettera inviata alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Il punto di vista è chiaro: “Il settore non è ancora pronto a raggiungere il volume necessario di vendite di veicoli elettrici”.

OBIETTIVI IRREALIZZABILI - In questo modo i concessionari europei di Stellantis prendono le distanze da quanto detto da Tavares, avvicinandosi invece alle posizione dell’Acea, l’Associazione dei costruttori europei di automobili, che invece aveva chiesto una revisione delle normative che altrimenti avrebbe portato a multe salatissime per tutto il settore (ricordiamo che Stellantis è uscita dall’Acea nel 2022). I concessionari hanno dichiarato di “sostenere pienamente” la proposta dell’Acea, dicendosi fermamente convinti che gli obiettivi di riduzione delle emissioni stabiliti per il 2025 “sono irrealizzabili” con le attuali condizioni del mercato. 

concessionaria jeep

BISOGNA RIDURRE LA PRODUZIONE - Anche l’Anfia, L’Associazione nazionale che raccoglie le imprese legate alla filiera dell’industria automobilistica, reputa un “grosso problema” il mantenimento degli obiettivi, che prevedono una riduzione del 15% delle emissioni da parte delle case europee nel 2025: “È un target che, con gli attuali numeri dell’elettrico, è raggiungibile solo riducendo la produzione di auto endotermiche di 2/2,5 milioni di unità. È un paradosso in un periodo già difficile per l’automotive”, dichiara l’associazione. 

FARE SQUADRA - Di fronte alle accuse nemmeno troppo velate, Stellantis chiede l’unione di intenti, ricordando che con i suoi 40 modelli completamente elettrici “abbiamo già raggiunto la terza posizione sul mercato Bev dell’UE, molto vicino a Tesla, e siamo molto orgogliosi di contribuire come squadra nella lotta contro il riscaldamento globale”. L’azienda promette di lavorare a stretto contatto con i dealer, per stabilire un mix di vendite per rimanere all’interno dei limiti imposti dall’Europa.



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Ritratto di sergioxxyy
9 ottobre 2024 - 09:20
Stellantis questa volta ha ragione!
Ritratto di Doraemon
9 ottobre 2024 - 10:42
Hanno ragione i concessionari. Facciamo il caso di Fiat, ne conosco uno, negli anni duemila era pieno di persone che andavano a vedere la 600, la panda, Punto, persino la multipla, e anche la prima Bravo! Era sempre pieno e vendeva un botto. Ora è sempre deserto, è diventato autorizzato per la crisi ed è stato costretto a prendere dei marchi cinesi per non chiudere. Questo è quello che vuole l’europa?!
Ritratto di pasc 27
9 ottobre 2024 - 11:56
Ma va non lo avrei mai detto
Ritratto di Suor Bertilla della Filippona
9 ottobre 2024 - 12:06
Ma quale mercato in rialzo: in Italia, le elettriche erano, sono e saranno una micro nicchia ridicola. Qualche esaltato fanboy elettrico ha ingenuamente esultato per un mini aumento nelle vendite di auto elettriche in Italia a settembre 2024, ma ora la realtà delle km zero full electric distrugge il castello di carta degli influencer in malafede. Massimo Artusi, presidente di Federauto, è perentorio. La normativa europea in materia di Green Deal Automotive prevede pesantissime multe per i costruttori fuori target nelle emissioni di CO2, questo induce i car-maker a forzare la fabbricazione di elettriche che il mercato non assorbe. I dati sulle immatricolazioni distorcono la realtà effettiva del mercato: più di 50 auto a batteria su 100 sono immatricolate, obtorto collo, dai concessionari con ingenti oneri finanziari di stock e di obsolescenza causata dal prolungato stop dell’invenduto. Poi, pesa l’assegnazione d’ufficio ad alcuni dealer di veicoli non ordinati e non abbinati a un cliente finale. La bufala dell’elettrico Le auto elettriche erano, sono e saranno una micro nicchia ridicola. Occhio pertanto alla bufala dell’elettrico che cresce, alla fake news del full electric in rialzo. Non solo: c’è stata la forte eco dei bonus statali, con immatricolazioni tardive causa consegne eseguite solo a inizio settembre 2024. Dramma venditori Oltre al disastro delle fabbriche auto che chiudono, all’infinita inquietudine per i disoccupati, all’indotto devastato, c’è il dramma dei venditori: la filiera distrutta dal Green Deal dell’Unione europea. Se tali norme non saranno modificate entro il 2025, i costruttori finiranno per trasferire l’onere di smaltire prodotti difficili da commercializzare sui concessionari: lo dice Artusi. I venditori potrebbero non essere più in grado di svolgere la naturale funzione di mercato. Vedi l’appello rivolto dalle associazioni europee dei concessionari Stellantis al presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. km 0 Meno termiche Per non incorrere nelle pesanti sanzioni previste dal 2025, i produttori finiranno per ridurre la produzione di vetture con motore a combustione. Alzeranno magari i listini. Così la media emissioni scenderà. Risultato: consumatore davvero massacrato. Ha auto termiche carissime, vetture elettriche care come il fuoco, un usato con prezzi stellari. Un cocktail Green indigesto. Effetto Cuba in Italia, con macchine vecchie, molto inquinanti, insicure. Mentre la Cina ride di gusto e dice ai politici di Bruxelles: grazie. La legge è chiara Il regolamento europeo 2019/631 dice che la quantità media di CO2 emessa dalla flotta di un costruttore la si calcola basandosi sulle auto di quel immatricolate nell’anno considerato. Conta solo se sono state immatricolate. Di conseguenza, le Case premono sui concessionari affinché questi immatricolino più BEV possibile per abbassare il livello di CO2 medio della flotta. Se vai in uno showroom, trovi le elettriche con la targa. Quelle senza vengono proposte come km 0: hanno una immatricolazione. Poi la vettura sta lì mesi o anni, ma è immatricolata, in attesa di essere venduta. (fonte: motorisumotori.it)
Ritratto di Sherburn
9 ottobre 2024 - 15:16
Bel post. Grazie!!
Ritratto di Michele Leone
9 ottobre 2024 - 13:11
Non si vendono ai prezzi che dicono loro. Si può pagare una 500 30.000 euro? O se metti qualche optional 40.000? Non si vendono perchè vogliono essere foraggiati da lauti incentivi statali. Si sono messi d'accordo, hanno fatto cartello. Perchè non si produce più la Volkswagen Up elettrica? Con 15.000 euro la portavi a casa. L'hanno tolta di mezzo e l'hanno rimpiazzata con le più costose ID2 e ID3. Ma andate a farvi un giro andate. Avete rubato incentivi allo stato italiano e ve ne siete andati a pagare le tasse all'estero, avete chiuso le fabbriche. Fuori dalle balle e fate entrare i cinesi a produrre qui, vediamo se non si vendono le auto elettriche.
Ritratto di lumiere1960
20 ottobre 2024 - 10:48
il vero problema dell'auto elettrica in italia è il costo dell'energia che è eccessivo. il costo del kilowat domestico è circa 25 centesimi, alla colonnina parte da 65 centesimi in Corrente Alternata e arriva anche a 95 centesimi per le colonnine fast. a questi prezzi l'elettrico non è conveniente da acquistare, è strano che anche le case automobilistiche non si lamentano e che nessuno segnali all'antitrust questa anomalia, tutte le compagnie energetiche fanno cartello nei prezzi alla colonnina. saluti

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