AIUTI SENZA “RITORNO” - Le speranze e le aspettative suscitate dall’auto elettrica rischiano di avere delle conseguenze non da poco se l’effettiva diffusione dei veicoli a emissioni zero continua al ritmo con cui ha proceduto sino a oggi. Lo si può constatare anche in Europa, ma negli Stati Uniti la cosa è di grande attualità anche grazie alla campagna elettorale per le elezioni presidenziali. E a essere criticato è il presidente uscente Barak Obama (nella foto), accusato di aver messo troppo denaro a disposizione dei progetti per l’auto elettrica, senza avere un “ritorno” adeguato.
IMPEGNO CONVINTO - Il piano su cui puntò Obama quando scese in campo per salvare l’agonizzante industria automobilistica americana riservava una posizione di rilievo all’auto elettrica, tanto che vi furono destinati ben 5 miliardi di dollari. La contropartita fu che nel giro di poco tempo le vendite sarebbero cresciute ampiamente, con beneficio per l’ambiente.
50 MILA INVECE DI UN MILIONE - Il piano prevedeva di vendere un milione di auto a motore elettrico entro il 2015. La realtà però per il momento è sensibilmente diversa. Sino a oggi le vendite di questo tipo sono state soltanto 50 mila, vale a dire il 5% di quelle preventivate. La cosa non poteva non diventare materia di discussione e polemica elettorale. Il candidato presidente Mitt Romney ha accusato il presidente Obama di essersi fatto condizionare dall’industria dell’auto mentre il candidato vice presidente Paul Ryan ha chiesto esplicitamente che vengano bloccati i finanziamenti.

MA C’È CHI CI CREDE - Le critiche sono state raccolte e illustrate in un dossier dell’agenzia Bloomberg che cita l’enorme cifra dei 5 miliardi di dollari investiti, di cui 1,4 andato interamente alla Nissan per la sua Leaf (foto qui sopra). Ma va detto che nel quadro complessivo c’è anche chi insiste a credere nella soluzione elettrica, argomentando con i minori costi di uso: per un percorso quotidiano di una cinquantina di chilometri, con una vettura a benzina occorre una spesa di circa 300 dollari al mese, mentre con l’auto elettrica si resta sotto la decima parte. E questo fa credere nell’inevitabile successo dell’auto elettrica quando potrà essere venduta a prezzi minori di quelli attuali, ancora elevati.
NUMERI DELUDENTI - Resta però il fatto delle vendite deludenti: la Chevrolet Volt vendute nel 2011 siano state 7.671 mentre da gennaio a settembre di quest’anno non si è andati oltre le 16.348 unità. Non per nulla la General Motors ha ridotto di un terzo le previsioni di vendita, da 60 mila a 40.000. Dati in rosso anche per la Nissan, che quest’anno ha visto le vendite della sua Leaf scendere del 28% rispetto allo stesso periodo del 2011.












