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De Tomaso: Rossignolo cede il controllo

09 febbraio 2012

In arrivo un misterioso socio di maggioranza per salvare la De Tomaso: la famiglia Rossignolo rimane in azienda, ma i capitali dovrebbero arrivare dall’estero. Uno spiraglio per gli oltre mille operai oggi in cassa integrazione.

IL SOCIO È SENZA NOME - Le difficoltà economiche della De Tomaso (vedi qui) hanno toccato il culmine e la famiglia Rossignolo, che aveva rilevato lo storico marchio nell'autunno 2009, ha annunciato di avere ceduto il controllo dell’azienda. Finora il nome di chi avrebbe rilevato la De Tomaso non è stato rivelato. Il nuovo socio, spiega però un comunicato, è “costituito da un gruppo di investitori esperti del settore automobilistico, che si sono dichiarati assolutamente convinti della validità del piano industriale”. Se in passato si era parlato di un socio indiano (vedi qui), ora la tesi che circola è quella di un “salvagente” cinese (ipotesi già ventilata a fine dicembre 2011, leggi qui la news). I Rossignolo, comunque, continueranno “a occupare alcuni fondamentali ruoli in azienda, legati soprattutto alla produzione e alla commercializzazione del prodotto, mentre al nuovo socio di maggioranza faranno capo tutte le decisioni finanziarie”. Un’iniezione di capitali, infatti, potrebbe portare alla fine della cassa integrazione per gli oltre mille operai dell’ex stabilimento Pininfarina di Grugliasco, vicino a Torino, e dell’ex Delphi di Livorno. I due siti industriali potrebbero così iniziare a sfornare la suv di lusso Deauville e altri futuri modelli. Per sapere i dettagli dell’operazione si attende una conferenza stampa che dovrebbe avere luogo all’inizio della prossima settimana.

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La crossover Deauville, presentata al Salone di Ginevra del 2011


IL SUCCESSO DEGLI ANNI 70
- Nata nel 1959, la casa prende il nome dal fondatore, il pilota argentino Alejandro De Tomaso. La prima vettura stradale è la Vallelunga del 1964, seguita dopo soli due anni dalla Mangusta (uno dei primi lavori di Giugiaro). Il successo, però, arriva nel 1970 con la Pantera, un’elegante coupé sportiva disegnata dall’americano Tom Tjaarda e prodotta in ben 7260 esemplari. L’auto è motorizzata Ford e, in tempi recenti, si è tornati a parlare di questa vettura per una sua possibile erede, della quale circolavano anche i primi prototipi (leggi qui per saperne di più). Sempre nel 1970 arrivano la Deauville e la Longchamp (la versione con telaio accorciato e carrozzeria da coupé). Il successo della Pantera porta Alejandro ad acquistare prima le due case motociclistiche Benelli e Guzzi, e poi anche la Maserati e l’Innocenti. Le difficoltà finanziarie prima, e la malattia del fondatore poi (De Tomaso morirà nel 2003), danno però il colpo di grazia all’avventura industriale della casa, alle prese con crisi di liquidità già dall’inizio degli anni 90 del secolo scorso. A sei anni dalla morte di Alejandro, Gian Mario Rossignolo (ex manager di Lancia e Telecom), rileva il marchio, presentando anche un restyling del logo (foto in alto) nel 2010 (vedi qui).



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Ritratto di mustang89
9 febbraio 2012 - 17:23
Ben venga la rinascita del marchio, ma evitiamo di essere colonizzati dai cinesi...
Ritratto di Bmw Xdrive
9 febbraio 2012 - 17:28
non mi piace
Ritratto di P206xs
9 febbraio 2012 - 17:43
Storia MOLTO triste per gli operai .....RIDICOLA per l'immagine......mi ricordo che quel cesso di crossover fu presentato in pompa magna anche da dei politici .....ma alla fine manco uno ne hanno prodotto o venduto!! speriamo che arrivi della gente seria a sviluppare il progetto .....magari con una nuova PANTERA!!
Ritratto di Sprint105
9 febbraio 2012 - 18:07
di un insuccesso annunciato
Ritratto di miniJCW
9 febbraio 2012 - 18:29
ma dall'era rossignolo la de tomaso non ha prodotto nessuna auto o sbaglio?
Ritratto di Limousine
9 febbraio 2012 - 18:34
Auspico, ovviamente, miglior fortuna possibile agli oltre mille operai e relative famiglie, mentre ai Rossignolo li spedirei a calci a dissodar campi (a mani nude) dal dì al meriggio, onde far capire a codesti "prestidigitatori" della domenica, come ci si suda onestamente la pagnotta giorno per giorno. :(
Ritratto di Giumaz
9 febbraio 2012 - 19:59
12
quella di Limousine: un venditore di fumo. Era fin troppo facile prevedere che la risurrezione del marchio sarebbe finita così. Specie poi in tempi di crisi nera come gli attuali.
Ritratto di Robx58
9 febbraio 2012 - 22:07
13
credo che dissodar campi a mani nude sia poca cosa per costoro, meglio sarebbe impiegarli a pulire sterco e custodire pecore, con qualunque clima e tempo. Io se fossi con le istituzioni, mi farei rimborsare i soldi della cassa integrazione, ( che poi la paghiamo noi ) che l'Imps ha pagato agli operai, e paga tutt'ora. Saluti.
Ritratto di Limousine
10 febbraio 2012 - 16:14
Purtroppo, non è solo colpa dell'imbonitore Rossignolo se si giunge - sempre più spesso - a queste "carnevalate", ma pure delle Istituzioni preposte che quando si presentano codesti "saltimbanchi", non verificano ACCURATAMENTE la loro solidità economica, ma gli stendono pure il tappeto rosso e gli scodinzolano dietro come si trovassero innanzi il Padreterno. Viceversa, se si presenta un povero cristo con VALIDISSIMI progetti e, purtroppo, pochi fondi disponibili, gli ridono - come minimo - in faccia! Se ciascuno di noi ricordasse tutte le storture del nostro "sistema paese" ogniqualvolta si presenta alle urne, sono fiducioso che molti "onorevoli", prima o poi, li purgheremmo via!!!
Ritratto di trautman
10 febbraio 2012 - 19:58
Io non capisco il senso di tutta questa operazione di Rossignolo; lui di soldi ne voleva mettere pochi, si è preso lo stabilimento a Grugliasco ed è finito a litigare con la regione per la cassa integrazione, l'affitto.ecc. Insomma non c'erano fondi a pioggia da poter arraffare, perche' iniziare un'attivita' del genere, con delle spese importanti sapendo che era impossibile andare avanti. Solo a Termini Imerese ci sono tanti soldi da prendere, ma vanno a Dr.
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