Abbiamo guidato la Denza Z9 GT DM-i, la maxi-wagon plug-in hybrid 4x4 da ben 870 CV che arriverà nelle concessionarie italiane nei primi mesi del 2026. L’auto era arrivata sul lago di Garda in occasione della competizione velica Swan Lake Garda Challenge: il nuovo marchio di lusso del colosso cinese BYD sponsorizza uno degli equipaggi. Il prezzo che prevediamo per questa ibrida è intorno ai 70.000 euro, ma la Z9GT (di cui vi abbiamo anticipato i dettagli qui) sarà offerta pure in versione elettrica da 965 CV, con un prezzo non molto distante. L’auto del test era destinata al mercato cinese, per cui non escludiamo lievi modifiche estetiche e tecniche sulle vetture che arriveranno da noi.

La Denza Z9 GT è stata disegnata da Wolfgang Egger, il “papà” dell’Alfa Romeo 8C Competizione e con un passato anche presso l’Audi e la Lamborghini. Questa nuova wagon è lunga ben 520 cm, ha una linea slanciata e fianchi muscolosi. Alta 150 cm, ha un frontale affusolato con luci sottili e un lungo cofano attraversato da nervature appena accennate. L’auto del test aveva i retrovisori digitali: piccole telecamere prendono il posto degli specchietti esterni (riducendo la resistenza aerodinamica, aiutano a ridurre i consumi) e sono collegate a due display nell’abitacolo. Le fiancate (con maniglie che scompaiono nella carrozzeria) sono levigate e i passaruota sporgenti. Nella coda arrotondata spiccano invece il profilato spoiler con due cavità, il lunotto molto inclinato e un accenno di diffusore aerodinamico nella parte bassa del paraurti.

L’interno è lussuoso: della morbida ecopelle ricopre quasi interamente la plancia, i pannelli porta e i sedili (che sono regolabili elettricamente, riscaldabili, ventilati e pure massaggianti). Oltre all’ampio display principale di 17,3”, al cruscotto digitale di 13,2” e allo schermo “touch” del passeggero (sempre di 13,2”) ci sono altri tre monitor che fanno da retrovisori (due ai lati della plancia e uno centrale, sopra il parabrezza). Praticamente tutto si gestisce dal display centrale, inclusi il flusso e la portata dell’aria che esce dalle bocchette di ventilazione: non è un sistema comodo. Inoltre, lo schermo ha un’ottima risoluzione ed è reattivo, ma così ricco di sottomenù che serve tempo per orientarsi. Potente e immersivo l’hi-fi dello specialista francese Devialet, con addirittura 20 altoparlanti, mentre sono poco pratici i pulsanti nel tetto per aprire le portiere (a comando elettrico).

Lo spazio abbonda. Dietro possono accomodarsi senza problemi tre adulti di corporatura robusta, anche perché il pavimento piatto non dà noia ai piedi del passeggero che siede al centro. Abbassando poi il poggiabraccia nello schienale del divano si apre un vano refrigerato, comodo per sistemare le bevande. Il portellone motorizzato dà l’accesso a un vano che nel complesso ci è parso spazioso, regolare e ben sfruttabile, con pareti laterali piatte. A ciò si aggiunge poi un pratico vano aggiuntivo sotto il cofano anteriore, profondo quanto basta per i cavi di ricarica e un paio di borse.

La Denza Z9 GT DM-i ha la trazione integrale e quattro motori. Un 2.0 turbo a benzina a quattro cilindri da 207 CV è supportato da un’unità elettrica anteriore da 272 CV; dietro, invece, ogni ruota dispone di un motore a corrente da 299 CV e può sterzare in modo indipendente, con la gestione affidata a una centralina elettronica. In questo modo, oltre a vantaggi per la stabilità, si ottiene un diametro di sterzata di 9,24 metri (minore di quello di molte citycar) e l’auto può ruotare su sé stessa o traslare di lato. Non solo: facendo girare le due ruote posteriori in verso opposto e frenando una di quelle anteriori, l’auto compie un arco che consente di inserirsi facilmente nei parcheggi paralleli alla strada. I motori a corrente sono alimentati da una grande batteria da 38,5 kWh che, nelle condizioni d’uso previste dal ciclo d’omologazione cinese, promette fino 200 km d’autonomia in modalità elettrica. Alle colonnine veloci in corrente continua l’auto accetta 82 kW (molti per una plug-in), il che consentirebbe, in condizioni ideali, un 30-80% in 19 minuti.

La risposta degli 870 CV è istantanea e davvero decisa, soprattutto una volta inserita la modalità di guida Sport. L’auto prende velocità molto rapidamente (per la casa, lo 0-100 km/h richiede appena 3,6 secondi) e, con il particolare sistema di sterzo, rivela un’agilità insospettabile fra le curve. Le sospensioni a controllo elettronico con molle ad aria “lisciano” efficacemente le imperfezioni del fondo, senza mai rivelarsi troppo cedevoli, e le sospensioni posteriori multilink aiutano a tenere a bada il rollio, con l’auto che si corica in maniera evidente solo se proprio si esagera con la velocità. Notevole l’insonorizzazione dell’abitacolo e quasi inavvertibile il suono del 2.0 a benzina, con i fruscii aerodinamici e i rumori di rotolamento che vengono filtrati egregiamente. Lo sterzo è diretto (poco più di due giri di volante da una battuta e l’altra) e il pedale del freno ben modulabile. Complicato, invece, monitorare i due schermi digitali ai lati della plancia che fungono da specchietti: sono un po’ troppo in basso.







































































































