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Dieselgate: dubbi sui test eseguiti sulle Renault

24 agosto 2016

Secondo ex membri della commissione Royal i risultati finali dei test, seguiti allo scandalo Dieselgate, sarebbero stati manipolati.

Dieselgate: dubbi sui test eseguiti sulle Renault

ACCUSE DI SCORRETTEZZA - Un articolo del Financial Time ha sollevato seri dubbi sulla validità degli esiti ufficiali della commissione tecnica indipendente voluta dal ministro dell’Ambiente francese Ségolene Royal dopo lo scandalo Dieselgate con lo scopo di verificare quale fosse la situazione anche per le vetture degli altri costruttori oltre la Volkswagen. Il servizio del quotidiano economico inglese si basa su quanto riferito da tre membri della stessa commissione (composta da 17 membri) e in sostanza contiene l’accusa secondo cui il lavoro della commissione sarebbe stato “purgato” di parti che avrebbero danneggiato la Renault, di cui lo Stato francese è azionista per il 19,4%. In pratica ci sarebbe stato una evidente situazione di conflitto di interessi.

QUADRO NON BUONO - Va ricordato che la relazione conclusiva dei lavori della commissione aveva messo in luce numerosi “superamenti” dei limiti di legge per quel che riguarda le emissioni dei diesel, ma evitando di creare un polverone. Sottolineato che i risultati erano allarmanti, la commissione aveva concluso con l’auspicio-invito che si procedesse a nuove prove ufficiali, ciò perché oltre a rilevare valori di scarichi fuori dalla norma, aveva incontrato non poca reticenza da parte delle case di fronte alle richieste di chiarimenti e di informazioni tecniche più dettagliate. Il già grigio quadro delineato dalla relazione conclusiva della commissione è stato ora ulteriormente peggiorato con il sospetto di vere e proprie “censure” praticate per salvaguardare il valore della Renault. L’accusa proviene dall’interno stesso della commissione. A parlare al Financial Times sono infatti stati tre membri della stessa commissione. Due hanno richiesto che fosse mantenuto l’anonimato, il terzo è Charlotte Lepitre, dell’associazione ecologista France Nature Environnement. 

PUBBLICAZIONE PARZIALE - Secondo quanto sostenuto dai tre “ex commissari”, la relazione ufficiale ha ignorato alcuni elementi tecnici pur rilevati dai commissari nel corso dei test e delle prove su strada. Uno dei modelli interessato da questo comportamento sarebbe la Renault Captur (nella foto). L’articolo del Financial Times lancia il dubbio che la Captur fosse dotata di un software particolare, in grado di far avere scarichi di NOx (ossido di azoto) in regola con la legge durante i test, mentre una volta terminato il test di omologazione, il motore diventerebbe ben più pesante. Va ricordato che il rapporto conclusivo della commissione Royal non ha fornito il dettaglio di tutti i test compiuti sulle 86 vetture prese in considerazione con tre test per ciascuna: quello secondo lo schema di omologazione, in laboratorio sul banco a rulli; un altro test in laboratorio ma con un ciclo differente rispetto a quello di omologazione, e infine il terzo test è quello effettuato su strada (pista per la precisione) con strumentazione di rilevamento a bordo e con l’obiettivo di guidare con guida stradale normale.

LE SMENTITE - La Renault ha negato che le sue vetture siano dotate di software “furbi” capaci di far cambiare modi di funzionamento al motore. Al tempo steso il ministro dell’Ambiente Segolene Royal ha smentito che il rapporto sia stato elaborato dal ministero.

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Ritratto di Claus90
24 agosto 2016 - 11:50
Ma che bravi e poi volevano accusare FCA hahhahahaahaahha di illeciti con i diesel non aggiungo altro ma imparate da FCA
Ritratto di Luzzo
24 agosto 2016 - 13:05
CVD cosa?
Ritratto di impala
24 agosto 2016 - 17:38
Grandi i Francesi. Nelle informazione Francese alla radio, tutti a dire che la Fiat 500X era sopra delle normative di inquinamento. quando FCA ha soltanto due macchine che sono al di là delle normative di inquinamento : 500X e Jeep renegade, la renault a quasi tutta la sua intera gamma gasolio e anche le nissan, che fanno parte dello stesso gruppo, con valore di inquinamento alle stelle ben sopra della 500x ... non dobbiamo mai dimenticare che lo stato Francese fa parte del' capitale di renault .... cosi si capisce meglio perché hanno sparato sulla 500x ... è poi hanno "dimenticato" di parlare del caso renault. Poi, i Francesi come i Tedeschi dicono ché gli Italiani sono dei mafiosi ... mah
Ritratto di Enrico1975
24 agosto 2016 - 13:40
500x è sotto la lente perché è fuori di ben 17 volte i limiti di legge! Inchiesta del governo Francese.... il problema è che i costruttori non collaborano è quindi fanno fatica a scovare il perché in fase di test le auto rientrano nei limiti di legge e su strada si arriva a livelli ben più alti fino ad arrivare a 20 volte tanto. È semplicemente una vergogna e uno scandalo che coinvolge praticamente tutti e la fca c'è dentro fino al collo. Paghino tutti e collaborino altrimenti dirigenti in galera. Lo scandalo è talmente grande che i primi a tremare sono i Governi ed è per questo che adesso si tende a minimizzare, ma non è giusto!
Ritratto di Luzzo
24 agosto 2016 - 13:55
Pensa che la zafira 2.0 diesel, accusata esattamente come 500x di emissioni su strada oltre le norma' ( ovviamente è un'accusa che non esiste nell'ambito dei 'reati' ma facciamo finta) ha potuto dimostrare, AL SUO ENTE OMOLOGATORE che quello che fanno i suoi filtri è a norma, e il kba ha acconsentito...e sappiamo anche che sostanzialmente il motore della 500x è lo stesso della zafira
Ritratto di Enrico1975
24 agosto 2016 - 15:33
Quindi i limiti di legge non servono a niente.... se ci sono sforamenti su strada di 17 volte tanto rispetto ai test è tutto normale. Non credo sia così. Credo che la cosa sia talmente grossa che veramente i primi a tremare per la propria economica siano i governi e quindi preferiscono abbassare i toni ma non lo trovo giusto
Ritratto di hulk74
24 agosto 2016 - 16:01
Il punto è semplice. L'omologazione ti costringe a certi parametri. In caso di necessità, per preservare il motore puoi sforare. I produttori hanno semplicemente fatto funzionare tutto perfettamente per 20' e poi va in protezione. Semplice, efficace, immorale, ma legale
Ritratto di Luzzo
24 agosto 2016 - 17:17
No i limiti servono ma il legislatore (magari sotto pressione delle lobbies) ha previsto delle eccezioni ( scappatoie) che quindi sono legali, lasciando proibito alcuni sistemi di elusione, il defeat device essenzialmente, che e l'unica cosa contestabile ai costruttori al momento. Anche le prossime norme di omologazione pur più restrittive delle attuali avranno 'eccezioni'
Ritratto di Lorenz99
24 agosto 2016 - 13:07
MOLTE ASSOCIAZIONI ED ENTI TEDESCHI, ANZICHÈ CONCENTRARSI SUI PROBLEMI VW , HANNO COMINCIATO AD ATTACCARE ALTRI COSTRUTTORI, VOLENDO TRASMETTERE IL MESSAGGIO "TANTO IMBROGLIANO TUTTI, CHE VOLETE CHE SIA". CHE I DATI OMOLAGATI SIANO FALSI (LEGALMENTE) PER TUTTI È RISAPUTO, È DA IMPUTARE ALLE NORME DI OMOLOGAZIONE, CREARE UN SISTEMA CHE LI MODIFICA IN MODO FRAUDOLENTO È DIVERSO. IL PROBLEMA È CHE LA VERITÀ È DIFFICILE DA APPURARE QUANDO SONO COINVOLTE MULTINAZIONALI CON FATTURATI DA CENTINAIA DI MILIARDI, AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE È IL FATTO CHE I GOVERNI SIANO ESSI STESSI AZIONISTI (PSA, VW,RENAULT) QUINDI NON CI SARÀ MAI IMPARZIALITÀ QUANDO A CONTROLLARE UN AZIENDA È UN SUO AZIONISTA.
Ritratto di all'avanguardia della truffa2
24 agosto 2016 - 13:07
Perchè a posteriori si dovrebbero eseguire tre differenti test, per automobili concepite ad affrontarne uno specifico? Ovviamente, si sa già in partenza, che in condizioni differenti i risultati sicuramente cambierebbero. I test di omologazione furono concepiti e studiati, per poter effettuare prove comparative e ripetitive, al fine di evitarne il più possibile, l'alterazione di infinite varabili, che sommate in vario modo, avrebbero potuto pregiudicarne gli esiti conclusivi. Mi chiedo a questo punto, se si vuole verificare la presenza di un sistema già espressamente vietato dalla legge, e studiato ad arte, al solo scopo di truffare le autorità preposte, misurando i dati raccolti in fase di omologazione standard, oppure scoprire un logico aumento dei consumi e quindi, dei suoi derivati inquinanti, in condizioni di utilizzo totalmente differenti?
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