PERQUISIZIONI - Ancora una notizia sulle vicende delle emissioni delle vetture del gruppo Volkswagen: la Magistratura inquirente di Padova ha ordinato perquisizioni presso la sede della
Porsche Italia a Padova e nelle abitazioni di otto suoi manager. Motivo della iniziativa sarebbe la necessità di verificare se i manager in questione abbiano operato per la immissione sul mercato delle vetture irregolari nell'ambito del cosiddetto
Dieselgate. Secondo le notizie riportate dalle cronache di Padova, i giudici vorrebbero appurare se il management della filiale italiana della Porsche, fosse informato dell’uso del software irregolare delle centraline elettroniche. Come accennato le perquisizioni non hanno interessato solo gli uffici della Porsche Italia, ma hanno riguardato anche le abitazioni dei 9 manager coinvolti, anche in supporti informatici.
VERIFICHE O SOSPETTI? - Secondo quanto raccolto dal quotidiano la Repubblica, gli agenti della Guardia di Finanza che hanno compiuto l’operazione hanno operato come se ci fosse la possibilità che interventi irregolari fossero stati effettuati in Italia nella fase di distribuzione dei veicoli. Al momento non è stato detto se sono stati fatti ritrovamenti importanti, né sono stati comunicati i nomi dei manager al centro delle iniziative di perquisizione decise dalla Procura della Repubblica.
NOTIZIE DALLA GERMANIA - Dalla Germania, intanto arrivano altre notizie, di tipo diverso. Anzitutto che il gruppo Volkswagen sta trattando un maxi prestito con le banche per far fronte alle necessità che sorgeranno in conseguenza dello scandalo. La cifra in questione è di 20 miliardi di euro. Oltre a ciò la stampa tedesca ha anche scritto che a gennaio i contratti di lavoratori interinali di Wolfsburg non saranno rinnovati, ciò a causa del rallentamento della produzione causato appunto dalla minore domanda da parte del mercato, spiegata come conseguenza dello scandalo.