INCONTRI A ROMA - Mentre a Roma i vertici della Volkswagen Group Italia incontravano il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e quello per lo Sviluppo Economico Federica Guidi, rassicurandoli in merito all’imminente soluzione del problema delle vetture dalle emissioni non regolari, in Germania l’ente federale preposto al controllo delle vetture, il KBA, ha fatto sapere che la Volkswagen lunedì scorso aveva presentato una soluzione messa a punto dai suoi tecnici per riportare nella norma le auto con motore turbodiesel 1.6 EA 189 risultati irregolari nelle emissioni di NOx.
ANCORA TOP SECRET - Per il momento non è stato detto nulla a proposito di che cosa si tratti. L’intervento dovrebbe comunque riguardare non soltanto il software. Nel riferire del contatto con la Volkswagen il KBA ha anche affermato che la modifica in questione riguarderebbe 540 mila vetture vendute in Germania. Se gli organismi tedeschi accetteranno la soluzione, secondo le norme europee essa dovrebbe essere ritenuta valida anche negli altri paesi UE, e dunque l’intervento di richiamo potrebbe essere effettuato anche in Italia.
LE TEMPISTICHE E I COSTI - Il KBA non ha fatto previsioni sul tempo necessario per portare a termine il suo esame della proposta Volkswagen, ma si calcola che occorreranno alcuni giorni. Non per nulla il periodico
Automotive News Europe ha riportato la dichiarazione di un portavoce della Volkswagen secondo cui dopo che il KBA avrà dato la sua approvazione al piano della casa, tra fine novembre e metà dicembre sarà possibile avere un quadro delle tempistiche dei richiami da compiere. Da aggiungere che se come pare sia, occorrerà
sostituire dei pezzi e non soltanto dei software, i tempi saranno abbastanza lunghi, per i tempi necessari all’industria della componentistica per produrre quanto richiesto. Fatto sta che solo con l’avvio concreto dei richiami il
Dieselgate avrà cominciato il suo percorso risolutivo. Che ovviamente avrà i suoi costi non indifferenti.
GLI ASPETTI ECONOMICI - E a proposito degli aspetti economici della vicenda l’agenzia Bloomberg ha scritto che il gruppo Volkswagen ha deciso di rinviare di due o tre anni l’investimento che aveva previsto di fare in Cina nella partnership con la FAW. E questa è la prima decisione di rilievo conseguente al Dieselgate e alle scelte strategiche compiute dal gruppo a proposito della necessità di fare risparmi per poter disporre dei capitali necessari per far fronte ai vari impegni che dovrebbero derivare dalla vicenda. Nel complesso, pare che il gruppo Volkswagen ridurrà del 10% gli investimenti complessivi e starebbe valutando la chiusura dell'avveniristica fabbrica di Dresda (nelle foto, detta la fabbrica trasparente perché il processo di assemblaggio è visibile dall'esterno) dove viene costruita la Volkswagen Phaeton.