LA MAGISTRATURA INDAGA - I giudici della procura di Braunschweig, che ha avviato un’indagine sulla vicenda del
software irregolare su 11 milioni di auto diesel del gruppo
Volkswagen (
qui per saperne di più, hanno fatto effettuare perquisizioni in diversi uffici del gruppo automobilistico tedesco. Secondo un comunicato della stessa Procura, gli agenti hanno compiuto la perquisizione “alla ricerca di documenti e archivi di dati che possono essere utili per ricostruire l’accaduto”. Da parte della casa costruttrice si è tenuto a far sapere che sta collaborando alle indagini, mettendo a disposizione ogni informazione e “una vasta quantità di documenti” che possono essere utili. “Ciò per contribuire a fare chiarezza e piena luce su quanto successo - ha aggiunto il comunicato della casa tedesca - come è di grande interesse per la Volkswagen”.
PRESA DI POSIZIONE DEL GOVERNO - A sostenere la necessità di una piena e trasparente ricostruzione dei fatti e quindi delle responsabilità è stato anche il vice cancelliere federale tedesco, nonché ministro dell’Economia, Sigmar Gabriel, che nel corso di un incontro con le maestranze dell’azienda a Wolfsburg ha detto: “È evidente che l’azienda deve chiarire tutto. Più terrà un atteggiamento difensivo, più le cose saranno difficili. Io credo che il consiglio di sorveglianza e il nuovo CEO della società siano consapevoli di questo”. Gabriel ha poi affermato che “non possono essere i lavoratori a pagare per il comportamento dei manager”, come a mettere le mani avanti su scenari di misure sull’occupazione conseguenti ai danni provocati dallo scandalo.