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Dieselgate VW: coinvolto il vertice della casa

07 novembre 2016

Indagato anche l’attuale presidente del consiglio di sorveglianza, che all’epoca dei fatti era direttore finanziario.

Dieselgate VW: coinvolto il vertice della casa

SEMPRE PIÙ IN ALTO - La magistratura tedesca che si occupa dello scandalo Dieselgate della Volkswagen punta sempre più in alto. L’ultima novità inerente l’indagine è infatti il coinvolgimento come imputati di due alti manager della casa. Uno è l’attuale presidente del consiglio di sorveglianza Hans Dieter Pötsch (nella foto) che ai tempi dei fatti al centro dell’inchiesta della magistratura era il direttore finanziario del gruppo (dal 2003 all’ottobre del 2015 (pochi giorni dopo lo scoppio dello scandalo).

PER LA CASA TUTTO È REGOLARE - La Volkswagen ha diffuso un comunicato che conferma il coinvolgimento dei due manager facendo il nome soltanto di Pötsch e ribadendo che secondo la sua opinione, basata su quella di esperti legali interni ed esterni, il vertice della casa ha sempre operato nel rispetto delle leggi tedesche sul mercato dei capitali. Detto questo la Volkswagen conferma la piena collaborazione sua e di Pötsch con i magistrati inquirenti.

QUATTRO MANAGER COINVOLTI - Il coinvolgimento di Pötsch e dell’altro per ora anonimo manager rappresenta un allargamento dell’inchiesta avviata nel giugno scorso dalla Procura federale di Braunschweig, competente per territorio sulle vicende Volkswagen. Fin da allora furono indagati i top manager Martin Winterkorn (allora capo del gruppo) e Herbert Diess. 

QUESTIONE DI BORSA - L’ipotesi di reato alla base dell’inchiesta è la manipolazione dei mercati per vantaggi finanziari. In pratica la Volkswagen e i manager sono accusati di aver tenuto nascosto per parecchio tempo i rischi connessi con le contestazioni avanzate dall’ente americano dell’ambiente, ciò per proteggere l’andamento borsistico delle azioni del gruppo. Come noto, quando la vicenda venne poi a galla a metà settembre del 2015 i titoli Volkswagen precipitarono con perdite elevatissime.



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Ritratto di basti73
8 novembre 2016 - 12:05
WOW, addirittura nel comune di Cosenza? Questo si che è tutto dire!!! Allora le vendite stanno andando alla grande.
Ritratto di Enrico1975
8 novembre 2016 - 13:21
Audi a4 è una bella macchina, sicuramente molto bella se allestita bene ma manca qualcosa. Dovevano farla un pò più aggressiva. La Giulia secondo me è un fuoco di paglia. Se la si vede bianca ancora ancora è carina. Di altri colori la confondi con la 159. Non ci siamo proprio. Già tra 6 mesi prevedo un forte ridimensionamento delle vendite della Giulia. Appena finita la novità addio Giulia
Ritratto di Luzzo
8 novembre 2016 - 15:30
si enrico, bravo....anche oggi l'hai sparata
Ritratto di Ercole1994
9 novembre 2016 - 09:49
Sono contento che nella mia città, la Giulia abbia totalizzato un +56 %, visto che posso confermarvi che l'Audi è lo status symbol dei miei concittadini.
Ritratto di Davelosthighway
8 novembre 2016 - 21:11
Fxb88 :un landiniano 2.0.... Tante tante parole ma sinceramente credo ti manchi il grido di battaglia per sfondare. Col trattore in tangenziale andiamo a comandare poteva suonare bene come slogan ma purtoppo é troppo tardi per usarlo.
Ritratto di giorgiogrillo
8 novembre 2016 - 10:11
Dai dati delle vendite, magari letti un po’ superficialmente, non sembra che il Gruppo VW abbia patito in alcun modo le conseguenze di tanto parlare sui media di ogni tipo. Capisco che questa affermazione non è scientifica: nessuno ci assicura che senza tutta quella pubblicità negativa i risultati sarebbero stati molto migliori ma, a spanne, considerando la crescita dei concorrenti e gli andamenti precedenti di VW, non si riescono a leggere influenze che non siano quelle di tutte le altre marche. Quindi: 1) Forse al pubblico non interessa (affatto) che la Casa alla quale daranno 20.000 o più euro sia fondamentalmente (passatemi il termine grezzo) imbrogliona come il verduraio sotto casa che ti infila la mela bacata assieme a quelle buone. 2) Forse al pubblico non interessa poi granché dei record ecologici delle autovetture moderne: comprarne una che inquina un po’ di più di un'altra non dà nessun mal di pancia ai clienti. In questo caso direi che il rilievo che la stampa, specializzata e no, dà al tema ecologico è del tutto esagerato rispetto ai desideri del pubblico. 3) A quanto sembra dai primi articoli apparsi a proposito degli interventi correttivi sulle auto VW, il problema (in Europa) si risolve con una riprogrammazione della centralina e pochissimo altro. Non ci posso credere! Una Casa colossale come la VW ha scelto una via così sofisticata di raggiro non per superare problemi tecnici altrimenti insormontabili ma quasi per diletto, visto che la soluzione legale non impatta su prestazioni, consumo, durata e costa pure poco in tempo e denaro. Personalmente sono convinto che non sia così: nel passaggio dall’era dei carburatori alle varie omologazioni Euro 1, Euro 2, etc, si è assistito alla costate crescita delle potenze e delle coppie motrici, sia in relazione alla cilindrata che in assoluto. Certo, sono saliti anche i pesi, ma è fuori di dubbio che un’auto Euro 1 con 90 CV è molto più spigliata e pronta nei cambi di regime, con qualsiasi marcia ingranata, rispetto a una Euro 6 con 120 CV (+ 33 %). Cioè, i valori massimi di potenza e coppia crescono ma nelle variazioni di regime, nei transitori tra un regime ed un altro, le briglie ecologiche si fanno sentire.
Ritratto di nicktwo
8 novembre 2016 - 12:38
puo' gentilmente mettere sotto al presente il proprio commento di consenso chi come me vorrebbe che si potesse smettere (o comunque parzializzare) di parlare di questi brutti e demoralizzanti argomenti a favore, invece, di cose del mondo automobilistico che entusiasmano e danno buon umore tipo per esempio eventuali sfide al nurb per cercare di insidiare il predominio di berlina piu' veloce alla giulia quadrifoglio? saluti
Ritratto di caronte
15 novembre 2016 - 13:56
La lista dell' epurazione si fa sempre più lunga.

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