La versione elettrica della Dodge Charger, introdotta sul mercato americano nel 2024, è stata un fallimento. Del resto passare dal V8 della precedente generazione a un’elettrica non poteva che produrre questo risultato. Per fortuna della Dodge qualcuno aveva pensato a un piano B e, sin dall’inizio, era prevista anche la versione con motore termico, che ora finalmente è disponibile negli Stati Uniti.

Purtroppo per gli appassionati americani non si tratta del mitico Hemi V8, ma di un comunque notevole (e moderno) motore 6 cilindri in linea biturbo denominato Hurricane, proposto in due varianti, da 420 CV per la R/T e da 550 CV per la Scat Pack, entrambe con la trazione integrale. Nella sua versione più potente, la muscle car americana accelera da 0 a 60 mph (96 km/h) in 3,9 secondi e copre il quarto di miglio (400 metri) in 12,2 secondi. Gli ordini per la Charger sono aperti, mentre l’arrivo nelle concessionarie statunitensi è previsto entro la fine del 2025.

La Dodge appartenente al gruppo Stellantis assicura che le nuove versioni della Charger equipaggiate con il motore a 6 cilindri sono le uniche muscle car 4x4 in grado di trasformarsi in vetture a trazione posteriore. Il cambio automatico a 8 rapporti è infatti dotato di una frizione multidisco a bagno d’olio che si apre con la semplice pressione di un pulsante per abilitare la trazione posteriore su richiesta, consentendo l’invio del 100% della coppia alle sole ruote posteriori.
Se ciò è pensato in particolare per l’utilizzo in pista, su strada il sistema AWD della Charger vuole migliorare le prestazioni e la sicurezza in condizioni meteorologiche avverse e su diverse superfici stradali, oltre a consentire la massima efficacia in accelerazione. Il sistema di trazione integrale include anche la disconnessione dell’asse anteriore per migliorare il risparmio di carburante: alcuni sensori determinano i parametri ottimali per escludere dalla trazione le ruote anteriore e ridurre le perdite di efficienza della trasmissione.

La Dodge Charger, come pure la variante di carrozzeria a quattro porte Daytona, viene realizzata sulla base della piattaforma STLA Large, che sarà utilizzata anche dalla prossima generazione dell’Alfa Romeo Giulia, attesa nel 2026-27. Come la cugina americana, anche la Giulia doveva essere solo elettrica, ma alla fine sarà anch’essa equipaggiata anche con motori a combustione. E se il 6 cilindri Hurricane, con gli opportuni adattamenti e magari con una giusta dose di elettrificazione per rientrare nei parametri europei, fosse trasferito sulla futura Giulia Quadrifoglio?














































































































