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DS Store: la nuova casa delle DS

10 giugno 2015

Apre a Milano il primo punto vendita indipendente del nuovo marchio francese DS.

DS Store: la nuova casa delle DS
CONCESSIONARIA, MA DI LUSSO - Gran festa, la sera del 9 giugno 2015, per l’inaugurazione del DS Store di Milano, la prima concessionaria italiana dedicata al nuovo marchio “premium” del gruppo PSA Peugeot-Citroën. L’accogliente sede di via Gattamelata 41 ripropone il concetto di lusso “alla francese” che caratterizza le vetture: forte personalità, attenzione ai particolari e lavorazioni raffinate. Oltre ai modelli che compongono la gamma attuale (DS3, 4 e 5, quest’ultima nella versione appena aggiornata), erano esposti anche un paio di esemplari dell’auto-simbolo della Citroën, quella che ha fornito il nome alla nuova casa (oltre a ispirarne la filosofia, riassunta nel concetto “spirito di avanguardia”): le due DS d’epoca, molto ammirate, erano una 23 Pallas del 1974, recentemente restaurata, e una rarissima 21 Cabriolet Chapron (il nome dello specialista che si occupava della trasformazione della carrozzeria per conto della Citroën) del 1961, proprietà di un fortunato collezionista. 
 
SOLO CINQUE IN ITALIA - Dopo esserci lustrati gli occhi davanti al modello forse più innovativo della storia dell’auto, abbiamo fatto anche quattro chiacchiere con l’entusiasta direttore dello sviluppo del marchio DS nel nostro paese, Andrea Valente. “Finora abbiamo dato vita a un’ottantina di Store - ha precisato Valente - dei quali sette in Europa. Dopo città come Parigi, Stoccolma, Bruxelles e Ginevra, adesso tocca a Milano, e a ottobre inaugureremo una sede anche a Roma. L’obiettivo è di averne 200 in tutto il mondo, cinque dei quali in Italia.”
 
 
ADESSO CORRE DA SOLA - La “nuova” storia della sigla DS è iniziata nel 2010, quando la Citroën ha scelto di utilizzarla per i suoi modelli di lusso: dapprima la piccola tre porte DS3, un anno dopo la crossover media DS4 e la più grande DS5. Fino a oggi, le vendite hanno superato i 550.000 esemplari, 35.000 dei quali nel nostro paese. Oggi, questo nuovo passo avanti: DS diventa un marchio a sé, con una rete di vendita e assistenza che acquistano una nuova indipendenza. Finora, infatti, nelle concessionarie Citroën c’era soltanto una “area DS”; adesso, nelle città principali ci saranno i grandi Store a sé stanti, e la presenza sul territorio sarà completata dai “Salon DS” (20-25 previsti in Italia) posizionati sempre all’interno di concessionarie Citroën, ma con un ampio spazio espositivo, decisamente caratterizzati dal punto di vista architettonico e di gestione e con venditori specifici. Stesso discorso per l’assistenza.
 
ESPERIENZA PREMIUM - “Punti vendita così curati e personalizzati - spiega Valente - servono per fornire un’esperienza di acquisto diversa da quella tipica di un marchio generalista, qual è Citroën. Le DS sono auto che si rivolgono a una clientela che cerca la raffinatezza fin dal momento in cui varca la soglia della concessionaria. Il principale motivo di acquisto non è lo sconto all’ultimo euro, ma il piacere di scegliere, e poi utilizzare, un bell’oggetto. Ecco perché vogliamo accogliere in maniera adeguata i nostri clienti e accompagnarli senza fretta alla scoperta delle nostre vetture, delle loro particolarità, delle possibilità di personalizzazione, in modo da farli innamorare del prodotto.” Il concetto è chiaro, ma è anche vero che nell’ultimo periodo quasi tutti i costruttori si stanno lanciando nel settore “premium”, che garantisce maggiori margini di guadagno. Secondo Valente, però, “il marchio DS non ha veri concorrenti, e ha tutto lo spazio per crescere. Da un lato ci distinguiamo dai classici marchi premium tedeschi, e anche giapponesi, per via dello stile e, in generale, di un modo di interpretare l’auto che è completamente diverso dal loro. Quanto invece a chi si affaccia ora nel settore (il riferimento è alla Renault, con l’allestimento Initale Paris, e alla Ford, con la Mondeo Vignale, ndr), realizzare modelli interamente nuovi, come i nostri, è ben diverso da proporre auto “normali” dotate di tutti gli accessori possibili. Quanto all’appeal dei nostri prodotti, posso poi dire che la gamma attuale è già composta da modelli moderni e molto appetibili, aggiornati anche di recente, e che stiamo lavorando a spron battuto per il futuro. Entro il 2020, ci saranno sei modelli DS tutti nuovi.”




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Ritratto di IloveDR
10 giugno 2015 - 19:33
4
un vero marchio premium, con vetture di straordinaria raffinatezza, eleganza e originalità. ARIA NUOVA IN QUEL DI MILANO
Ritratto di erminio82
10 giugno 2015 - 22:11
Lo ZERO ossoluto di contenuti condito da tanta arroganza.
Ritratto di francu
11 giugno 2015 - 06:42
la DS e' una sola ed e' un modello Citroën.,ora con tutti i modelli nuovi che si ispirano a linee del passato,questi hanno pensato di creare um marchio che dovrebbe ricordare la DS ma che non ha niente che ricordi l'auto del passato,perche non hanno usato il marchio TALBOT o SINCA
Ritratto di lucios
11 giugno 2015 - 11:13
4
....una bella DS in versione moderna, si lanciano in queste iniziative le cui vendite si concretizzano solo in Francia, grazie al loro presuntuoso sciovinismo. Perchè uno dovrebbe lasciare una tedesca e prende queste premium francesi? Non hanno un grande appeal! Ok la qualità, ma l'immagine o l'originalità che aveva la vecchia DS (o anche la CX) questi se la sognano! Eppure, ogni marchio che è stato rilanciato dal passato, ricreando in chiave moderne i modelli, ha avuto successo (MINI, 500, MAGGIOLINO). In Citroen potrebbero rispolverare ben 2 modelli in tal senso (DS e 2cv), ma giocano, presuntuosi, a sfruttarne solo il marchio! Ma a chi la date a bere?
Ritratto di supermax63
12 giugno 2015 - 01:34
oltre a non fare parte della famiglia Citroën se non periodi marginali,sono marchi di gran lunga meno evocativi,prestigiosi e di successo se comparati alla Déesse alias DS. Non trascuriamo il fatto che si tratta di case automobilistiche non più esistenti e che oggi sarebbero definite Low cost tanto per capirci un po' come Renault e Dacia Da un punto di vista di immagine,prodotto e marketing DS è il marchio giusto per creare un sub-marchio
Ritratto di carmelo.sc
11 giugno 2015 - 11:49
La gente continuera´ comunque a chiamarle e identificarle come Citroen Ds (cosi come e´ avvenuto con altri marchi che hanno tentato la cosa), quindi non vedo il motivo di tutto questo spreco di soldi, visto che PSA non sta messa proprio benissimo.
Ritratto di PopArt
11 giugno 2015 - 14:52
Presuntuosi sono i vostri commenti semmai. Grazie a quale qualifica specifica del settore potete sostenere l'idea che si tratti solo di un'operazione di marketing (che ovvio che conta ma non è tutto)?! Nei prossimi anni presentaranno nuovi modelli, e chissà quali innovazioni tecnologiche porteranno sul mercato. Questo significa fare impresa, investeri su progetti nuovi e coraggiosi. Gente che invece possiede già grandi marchi di prestigio non riesce a valorizzarli. Io ho fiducia in questo investimento, non sono sicuro se andrà bene o male ma mi piace l'idea e lo spirito che li sta guidando.
Ritratto di erminio82
11 giugno 2015 - 23:15
Mi hai fatto molto ridere! Grazie!
Ritratto di Vespa Primavera
12 giugno 2015 - 10:44
Ma perché usi sempre citazioni in latino, ma poi come ne sai cosi tante?
Ritratto di PopArt
12 giugno 2015 - 13:10
Sono contento per te, almeno non ti ho fatto piangere. P.S. Che avresti da ridire sulla Pop Art? Ti improvvisi anche critico d'arte?
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