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Ecotassa ed ecobonus 2019, si parte tra tante incertezze

26 febbraio 2019

Dal 1° marzo il provvedimento è in vigore, ma permangono ancora tanti dubbi.

Ecotassa ed ecobonus 2019, si parte tra tante incertezze

BONUS O MALUS - Così come previsto dalla Legge di Bilancio, venerdì 1 marzo 2019 entrano ufficialmente in vigore l’ecotassa e l’ecobonus. Nello specifico, l’ecotassa prevede l’introduzione dell’imposta progressiva sulle immatricolazioni di veicoli in base alle emissioni di anidride carbonica. La soglia massima di CO2, valida per le immatricolazioni dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021, oltre la quale l’acquisto del veicolo sarà tassato, è stata fissata in 160 grammi/chilometro (fa fede il dato di omologazione, riportato sul libretto di circolazione). Coloro che acquisteranno veicoli con emissioni comprese tra 161-175 g/km, pagheranno una sovrattassa di 1.100 euro, che andrà ad aggiungersi alle altre tasse già esistenti (Iva, Ipt e bollo); per i veicoli con emissioni che si attestano tra 176-200 g/km, l’importo della ecotassa sarà di 1.600 euro; tra i 201-250 g/km, sale a 2.000 euro; per emissioni superiori a 250 g/km, si dovranno corrispondere 2.500 euro.

COME VERSARE? - Da questo provvedimento risultano particolarmente penalizzati le Suv e le autovetture di grossa cilindrata. Se il meccanismo dell’ecotassa risulta chiaro, assai meno chiare risultano le modalità con cui versare l’imposta dovuta. Incertezze dovute alla natura della tassa da pagare. Infatti, se il malus fosse simile a una tassa di immatricolazione, sul modello dell’Imposta provinciale di trascrizione (Ipt), la riscossione sarebbe praticamente certa, invece, se assomiglierà al bollo, il rischio di evasione potrebbe essere concreto. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate deve ancora fissare il codice del tributo. Incertezza anche sulla scadenza entro la quale l’automobilista deve saldare il conto con lo Stato. Ad esempio, dopo la formalizzazione dell’acquisto di un veicolo per cui è previsto il corrispettivo di un malus, l’esatto importo da versare è stabilito soltanto al momento in cui, con l’immatricolazione, l’auto viene targata e le emissioni sono debitamente riportate sulla Carta di circolazione. Rimane quindi un tempo “morto”, di difficile interpretazione, rappresentato dall’intervallo di tempo che intercorre tra la firma del contratto e la messa in strada del mezzo. 

E IL BONUS? - Discorso opposto per l’ecobonus. Il Governo, che per questo provvedimento, sperimentale ha stanziato 60.000.000 per il 2019, 20.000.000 quelli inizialmente disponibili, e 70.000.000 per il 2020 e 2021, ha previsto degli incentivi validi dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021 per chi acquista veicoli che abbiano un prezzo massimo ivato di 61.000 euro (vi rientra anche la Tesla Model 3) con una soglia massima di emissioni di 70 g/km. L’ecobonus sarà commisurato alle effettive emissioni dei veicoli: si avrà diritto a 4.000 euro di incentivi per veicoli con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 20 g/km; se le emissioni si attesteranno tra 21 e 70 g/km, l’ecobonus ammonterà a 1.500 euro. Con il fine di incentivare la radiazione di veicoli a combustione, l’ecobonus sarà più consistente in caso di acquisto con rottamazione di una Euro 1, 2, 3 e 4: per veicoli con emissioni comprese tra 0 e 20 g/km di CO2, l’incentivo sarà di 6.000 euro; se le emissioni si collocheranno nel range 21-70 g/km, l’ecobonus ammonterà a 2.500 euro. 

LE ELETTRICHE - Il Governo inoltre ha previsto una detrazione fiscale del 50% delle spese per l'acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, in edifici e locali esistenti. L’importo è calcolato su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro. La misura è valida per le spese documentate sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021.

SCONTI IN CONCESSIONARIA - Il meccanismo dell’ecobonus funziona sulla base di sconti che i concessionari riconosceranno ai clienti e che poi lo Stato rimborsa. I venditori si devono prenotare su una piattaforma online, gestita da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa di proprietà del Ministero dell'Economia, che pure essendo pronta, non risulta ancora attiva. Il rischio in questo caso è rappresentato dalle prenotazioni a cui potranno non seguire effettive chiusure dei contratti; per ovviare a questo problema è probabile l’impiego di un meccanismo di finestre temporali.

TASSA

Emissioni CO2 (g/km)*

Tassa (euro)

161-175

1.100

176-200

1.600

201-250

2.000

Oltre 250

2.500

*valori secondo il ciclo di prova WLTP convertito in NEDC


> VEDI LE AUTO CHE PAGANO LA TASSA

 

INCENTIVO

Emissioni CO2 (g/km)*

Con rottamazione (euro)

Senza rottamazione (euro)

0-20

6.000

4.000

21-70

2.500

1.500

*valori secondo il ciclo di prova WLTP convertito in NEDC


> VEDI LE AUTO CHE BENEFICIANO DELL'INCENTIVO



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Ritratto di GeorgeN
26 febbraio 2019 - 16:10
se il CO2 è un inquinante, a contrario di PM2,5 e NOX, ha dimostrato l'ignoranza e la stupidit4' del relatore di questa tassa. I soliti grillini igno ranti. Tasserei in base alle emissioni del PM e non al co2 che è un gas innocuo. Legge da abrogare perchè danneggia l'economia e la produzione italiana.
Ritratto di deutsch
26 febbraio 2019 - 17:04
4
la co2 è solo clima alterante, bazzeccole tipo modifiche del clima, eventi naturali di forte intensità, innalzamento mari e della temperatura del mondo, alterazione degli habitat. il cambiamento del clima è il primo problema in cima alla lista mondiale, certo non puzza e non si sente però.....
Ritratto di DavideK
26 febbraio 2019 - 20:11
Follia antiscientifica. Nient'altro. Questi folli vogliono distruggere la civiltà industriale sulla base di ridicoli modelli che non funzionano, smentiti dal riscaldamento che fa diversamente da quanto previsto. Fermateli, che al confronto le follie totalitarie di un secolo fa erano poca cosa. Cari politici, Trump e Bolsonaro si sono svegliati. C'è posto anche in Italia per ribellarsi a questo scempio.
Ritratto di deutsch
27 febbraio 2019 - 09:50
4
trump non è certo un esperto di ambiente, invece il problema del riscaldamento globale e condiviso dall'intera comunità scientifica mondiale, non proprio degli incompetenti di parte
Ritratto di DavideK
27 febbraio 2019 - 14:39
E' condiviso dall'intera comunità di parassiti che vive di soldi pubblici per ripetere fesserie. Spesso in malafede, come dimostrato dal climategate. Nel frattempo, il clima NON sta facendo quanto previsto dagli pseudo scienziati. La scienza non è democratica, non va per "condivisione" o per alzata di mano di incompetenti che si autocitano, ma per fatti, che indicano chiaramente quanto tali teorie siano erronee.
Ritratto di deutsch
27 febbraio 2019 - 17:11
4
se questo è il tuo punto di vista torniamo pure alla benzina col piombo e liberalizziamo la cirolazione dei veicoli più vecchi ed inquinanti. d'altronde negli anni lo stato prima ci ha imposto le cinture di sicurezza, poi ci ha imposto di comprare la marmitta catalitica, poi l'abs, l'esp a breve pure gli adas. ci hanno pure appioppato patente a punti ed autovelox. si ben in effetti i morti sulle strade sono casualmente diminuiti e di consegeunze anche le assicurazioni.. ma fa niente
Ritratto di Mbutu
26 febbraio 2019 - 18:29
Perchè se invece tassassero in base a nox e pm la produzione italiana non ne risentirebbe? Aggiungo: nox e pm vengono già "attaccati" con i blocchi del traffico. In maniera completamente cinica aggiungo che come specie sembra che stiamo riuscendo a sopravvivere all'aumento di determinate malattie (con questo non voglio dire che non siano un grave problema a cui fare fronte); non sono sicuro di come potremmo resistere agli effetti dell'"innocuo" co2.
Ritratto di erresseste
27 febbraio 2019 - 11:46
Esatto. Dopo la vendita la ILVA inquina il doppio di quando era "statale" ringraziamo di cuore M5S per il traguardo raggiunto.
Ritratto di Alfiere
27 febbraio 2019 - 11:48
1
Prima di dare degli ingoranti, bisognerebbe essere sicuri al 100% di ciò che si scrive.
Ritratto di NeroneLanzi
27 febbraio 2019 - 11:57
Beh, nel caso specifico questi lo sono e pure alla grande. Hanno scritto un provvedimento coi piedi e ci han mezzo un mese a capire come aggiustarlo. Una volta approvato si sono seduti sui talloni invece di mettere su i decreti attuativi e le piattaforme necessarie per far funzionare il provvedimento stesso. Sono buoni a fare campagna elettorale e propaganda ma quando si tratta di lavorare concretamente si perdono in maniera miserevole. Il bello è che ad esempio per l’ecobonus sarebbe bastato copiare la procedura operativa che era stata attivata per la rottamazione ed aveva funzionato. Ma non sanno nemmeno copiare.
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