Mentre questo articolo va online, sono 2.225 le firme raccolte per la petizione con cui l’associazione Bugatti Automobili Campogalliano, in uno dei momenti più tristi per la storica Fabbrica Blu, intende richiamare l’attenzione delle istituzioni. Lo scorso 31 ottobre, nella notte di Halloween, l’ennesima violazione alla memoria storica di un luogo-simbolo dell’eccellenza automobilistica italiana: un rave party non autorizzato con 5.000 persone arrivate da tutta Italia e dall’estero ha lasciato una lunga scia di graffiti e vetri rotti che impone una riflessione urgente sul futuro delle aziende in disuso. E che fa male al cuore di chi, come Ezio Pavesi (foto qui sotto), ex custode della fabbrica, la Bugatti la porta nel cuore da 35 anni.

Quando ha iniziato a lavorare per la Bugatti?
“Era il 1990, di lì a poco sarebbe partita la produzione della EB110. Nel 1995 ci fu il fallimento, ma mi diedero un trattorino tosaerba e io e la mia famiglia da allora abbiamo sempre tenuto in ordine il prato. Questo fino al 2022, poi, per divergenze con la nuova proprietà, non siamo più entrati in fabbrica”.

Che sensazione faceva prendersi cura di un luogo così importante ormai abbandonato da decenni?
“Lì dentro abbiamo costruito quella che per me e per i lavoratori della Fabbrica Blu, ma non solo, è stata e rimarrà per sempre la supercar per eccellenza. I capannoni erano stati completamente smantellati, ma tenerli in ordine era l’unico modo per tenere accesa la fiamma del passato della Bugatti. E anche per far sì che gli appassionati ne parlassero tra di loro”.
Il passaparola ha funzionato?
“Sì, tant’è che nel 2019 il Gruppo Volkswagen (di cui la Bugatti fa parte dal 1998) scelse la nostra fabbrica per presentare la Bugatti Centodieci, l’auto del centenario. Ci facemmo prestare delle lucidatrici da imprenditori della zona e tirammo a lucido i pavimenti. Poi abbiamo festeggiato i trent’anni della EB110 e della EB112: abbiamo aperto i cancelli ai proprietari delle auto per una foto ricordo”.

Pensa che possa esistere un futuro diverso dall’abbandono e dalla vandalizzazione per l’ex fabbrica Bugatti di Campogalliano?
“È quel che io e la mia famiglia ci auguriamo. Abbiamo lanciato questa petizione in un momento in cui l’attenzione intorno alla fabbrica è molto alta. Vogliamo trovare un modo per salvarla. Lasciare che venga distrutta significa distruggere non solo uno stabilimento, ma anche il cuore di tutti quelli che ci hanno lavorato”.
FOTO di Gabriele Natalini. Firma la petizione.









































