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Ferrari: conti a gonfie vele nel primo trimestre del 2018

3 maggio 2018

Il Cavallino ha aumentato i guadagni del 19,4% rispetto a marzo 2017, complice l’aumento delle vendite.

Ferrari: conti a gonfie vele nel primo trimestre del 2018

BILANCIO DA INCORNICIARE - Reduce dall’esito in chiaro-scuro del Gp d’Azerbaijan, la Ferrari può tornare a sorridere leggendo i numeri contenuti nel rendiconto economico del periodo gennaio-marzo 2018. In questo trimestre l’azienda di Maranello ha consegnato 2128 vetture (+125 unità rispetto a gennaio-marzo 2017) e ottenuto guadagni netti per 149 milioni di euro, in aumento di 25 milioni a fronte di un giro d’affari cresciuto da 821 milioni a 831 milioni di euro. La Rossa ha saputo inoltre ridurre l’indebitamento di 60 milioni e portarlo a 413 milioni di euro. L’azienda non a caso si dimostra ottimista in previsione del futuro e conferma i risultati fissati per il 2018, quando conta di vendere più di 9.000 auto, incassare almeno 3,4 miliardi e registrare un guadagno lordo superiore a 1,1 miliardi.

BENE LE V12 - L’area geografica principale rimane l’Europa, stando ai numeri contenuti nel bilancio trimestrale, dove la Ferrari ha venduto 1103 vetture nei primi tre mesi dell’anno (+69 auto) e registrato una crescita maggiore rispetto alle Americhe, regione in cui le consegne sono passate dai 545 esemplari di marzo 2017 ai 569 di marzo 2018. La zona più in “salute” si è dimostrata però quella di Cina, Hong Kong e Taiwan: qui le vendite sono passate da 161 a 183 unità (+14%). Le immatricolazioni delle Ferrari con motore 12 cilindri sono aumentate del 23,5% nei primi tre mesi dell’anno, complice il buon esordio della recente 812 Superfast, mentre le vendite delle “rosse” con motore 8 cilindri sono rimaste pressoché stazionarie (nella foto la Portofino). Nel primo trimestre la Ferrari ha incassato meno denaro dalla vendita dei motori V6 e V8 alla Maserati (-27 milioni), dopo che l’azienda bolognese ha registrato un calo di vendite.



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Ritratto di otttoz
4 maggio 2018 - 09:26
bene,allora si potranno riassorbire i lavoratori del gruppo FCA che oggi paghiamo in CIG! privatizzare i profitti,socializzare le perdite...
Ritratto di Luzo
4 maggio 2018 - 10:33
1) Ferrari non fa più parte di fca 2) la cig la pagano imprese e lavoratori come fondo di welfare, in buona sostanza.Conti alla mano, è sempre stata in attivo ( versato MOLTO di più di quanto erogato) e [cit sole24ore] " ...se si tiene conto della contribuzione delle aziende industriali nel suo complesso, il settore si finanzia la cassa integrazione ordinaria, la straordinaria, i contratti di solidarietà e si riesce anche a dare un contributo allo Stato sulla disoccupazione."
Ritratto di tramsi
4 maggio 2018 - 18:41
Per cortesia, non abbiamo l'anello al naso! La Fiat non è un’azienda "normale", perché QUALSIASI altra azienda sarebbe già fallita se si fosse trovata nelle sue medesime condizioni a causa di una bieca amministrazione. Invece, non ha sborsato nulla durante i periodi di magra, rastrellando però palate di miliardi (di euro o, se preferite, migliaia di miliardi di lire) dello stato per, cosa ancora più grave, per finanziare addirittura anche il disimpegno dall’Italia stessa, alla fine. Basti pensare a quella nuova tassa che si inven­tò il governo Andreotti nel 1976, chiamata superbollo per i moto­ri diesel. Sotto al vestito una grande mano ai motori torinesi che all’epoca erano quasi tutti a benzina e di cilindrate basse. Per lo stesso motivo venne introdotta l'aliquota del 38% per i motori a benzina superiori a 2.000 cmc e diesel superiori a 2.500 cmc! Per non parlare del regalo fatto da Prodi, all’epoca alla guida dell’Iri, alla Fiat: quell’Al­fa Romeo strappata alla Ford, che nel 1986 (governo Craxi) aveva messo sul piatto 4000 mi­liardi di lire, ben più dei 1050, da versare in cinque rate (la pri­ma sei anni più tardi) senza interessi, offerti dal Lingotto allora amministrato da Cesare Romi­ti. Fiat ha degli obblighi verso il paese e i lavoratori da cui ha avuto un aiuto grandissimo. Per tutto quello che si è fatta dare, la Fiat potrebbe essere considerata un'azienda pubblica: lo Stato italiano, con tutti questi soldi, la Fiat avrebbe potuto comperarsela da tempo. Incalcolabile il debito morale e materiale che ha contratto nei confronti della collettività, sotto ogni forma: aiuti, sussidi, incentivi, spintarelle, finanziamenti, sostegni diretti e indiretti, paletti protezionistici. La storia del Lingotto gronda di aiuti pubblici!
Ritratto di probus78
4 maggio 2018 - 21:06
Quoto in toto. Ma tedeschi e francesi soprattutto hanno fatto altrettanto con i costruttori automotive dei loro Paesi. Per decenni Renault non falliva solo perché era di proprietà dello Stato francese. Idem Peugeot appena 5 anni fa era tecnicamente fallita e la Francia ne ha comprato una fetta.
Ritratto di tramsi
4 maggio 2018 - 21:17
La differenza è ENORME: la Renaul è un'azienda di stato, Fiat no: lo stato (NOI itaGliani!!!) è servito solo per cacciare i soldi, ma l'azienda rimane privata, come i dividendi e tutte le loro decisioni, compresa quella di andarsene altrove. Non mi viene in mente azienda privata più parassita dello stato della Fiat, forse perché non è mai esistita un'altra azienda del genere!
Ritratto di Isogrifo70
5 maggio 2018 - 05:15
Caro tramsi. La Peugeot non é statale eppure senza i soldini dello stato francese sarebbe fallita!
Ritratto di tramsi
6 maggio 2018 - 22:33
Ben il 12,7% delle azioni dell'intero gruppo PSA sono di proprietà dello stato francese e solo recentemente l’APE, Agenzia delle partecipazioni dello Stato, ha ceduto il suo pacchetto di azioni alla banca d’investimento Bpifrance. Ciò non significa che lo Stato francese sia uscito dalla proprietà del gruppo, dal momento che Bpifrance altro non è che banca d’investimento dello stato francese. In sostanza, cambia la titolarità, ma rimane immutata la presenza pubblica nel gruppo PSA. Le azioni in questione, oltretutto, si accompagnano al 18,5% dei diritti di voto. Fiat era e rimane privata, nonostante lo stato italiano, con i soldi che s'è mangiata, avrebbe potuto interamente comprarla non so quante volte! Recenti stime, parlano addirittura di 100 miliardi di euro pappati dalla Fiat che, ovviamente, ha anche pensato bene di trasferire le sedi legale e fiscale altrove!
Ritratto di tramsi
8 maggio 2018 - 01:15
Che tu sia d'accordo o meno è ininfluente.
Ritratto di Challenger RT
5 maggio 2018 - 00:41
L'eccellenza italiana che molti invidiano!