TEMPI LUNGHI - Oltre ad aver portato alla riduzione di auto consegnate, fatturato e guadagni (qui per saperne di più), le conseguenze della pandemia si sono fatte sentire anche a livello produttivo per la Ferrari, che ha dovuto ritardare l’avvio della produzione della Ferrari SF90 Stradale, la prima hypercar ibrida plug-in della sua storia. Ad incidere, oltre alla chiusura dell’impianto di Maranello, sono stati i ritardi accumulati da alcuni fornitori, anch’essi rallentati dall’emergenza sanitaria, ed i rigidi standard qualitativi rispettati dal Cavallino, che non hanno permesso all’azienda di bruciare i tempi dopo la riapertura della fabbrica. La Ferrari lo ha annunciato nel corso della presentazione del bilancio gennaio-giugno 2020.
POI TOCCA ALLA ROMA - Queste circostanze fanno sì che la prima Ferrari SF90 Stradale non verrà consegnata prima dell’ultimo trimestre dell’anno, quasi un anno e mezzo dopo la presentazione, mentre la casa di Maranello aveva previsto di far arrivare l’auto ai primi clienti entro la fine di giugno 2020. Il ritardo dovuto alla pandemia ha causato anche un allungamento dei tempi di attesa: dal momento dell’ordine a quello del ritiro, i clienti dovranno aspettare più dei 18 mesi annunciati in precedenza. Dopo le prime consegne della SF90 Stradale, i clienti inizieranno a ricevere la granturismo Roma.
DI ROTTURA - In vendita a partire da 430.000 euro, la Ferrari SF90 Stradale è stata svelata a maggio 2019 ed è una vettura rivoluzionaria per la casa di Maranello, in quanto dotata di batterie ricaricabili dall’esterno. Queste alimentano 3 motori elettrici, per complessivi 220 CV, che si aggiungono ai 780 CV del V8 4.0: la Rossa conta dunque su 1.000 CV e accelera da 0 a 100 km/h in soli 2,5 secondi, per 340 km/h di velocità massima e una entusiasmante dinamica di guida, come abbiamo raccontato nel primo contatto (qui per saperne di più).







































