NUOVI SCENARI - Nell'eventualità che il progetto Fabbrica Italia, voluto da Marchionne per rilanciare la produzione in Italia, dovesse fallire per un mancato accordo con i sindacati, il gruppo Fiat potrebbe potenziare gli stabilimenti negli Usa, Polonia e Serbia. A riportare la notizia, facendo riferimento a “voci” vicine al gruppo torinese, è il sito Automotive News.
PRODURRE DI PIÙ ALL'ESTERO - Il "piano B" di Marchionne prevederebbe un aumento della capacità produttiva dello stabilimento di Tychy in Polonia dalle 606.000 auto l'anno dell'anno scorso a 780.000; il raddoppio a 400.000 unità per quello serbo dove verranno costruite le monovolume del progetto "L0", eredi della Fiat Multipla e Idea/Lancia Musa; e lo spostamento negli Usa dell'assemblaggio dei modelli Chrysler/Lancia e dell'Alfa Romeo Giulia (l'erede della 159).
FIAT IN ITALIA - Queste indiscrezioni sembrano trovare linfa nelle dichiarazioni rilasciate da Sergio Marchionne alla trasmissione “Che tempo che fa” (leggi qui la news) dove aveva detto che non un euro dell'utile Fiat arriva dall'Italia. Parole che hanno sollevato una dura reazione dei sindacati, ma successivamente sono state smorzate dal presidente della Fiat, John Elkann: “Lasciare l'Italia non é quello che ha detto Marchionne. È stato posto invece un problema sulla competitività dell'Italia. Su questo dobbiamo agire” (nella foto in alto lo stabilimento di Mirafiori).
QUALCHE DUBBIO - A favore del "piano A", cioè di Fabbrica Italia, in una recente intervista con degli analisti (21 ottobre), Marchionne avrebbe anche manifestato la speranza che entro la fine dell'anno possa essere raggiunto un accordo con i sindacati per rendere effettivo il progetto. Un obiettivo che i più scettici vedono allontanarsi: la Fiat sembra essere sempre più legata ai mercati emergenti come Brasile, Russia, India e ha previsto uno “sbarco” in Cina per il 2012. Di certo, con il prolungarsi del braccio di ferro tra Fiat e sindacati, la questione tempo potrebbe incidere sulle future scelte che farà il gruppo torinese.




























