NEWS

Guai per la Fiat a Pomigliano

22 giugno 2012

Stop forzato per lo stabilimento a causa del terremoto che ha colpito un fornitore. Inoltre il tribunale di Roma ha condannato la Fiat ad riassumere 145 operai iscritti alla Fiom.

STOP FORZATO - Lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, dove viene prodotta la Fiat Panda, da ieri è fermo e lo sarà sino a lunedì prossimo. Non è né una serrata né uno sciopero, ma una conseguenza del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna. I motori della Panda sono prodotti nello stabilimento della Power Train (Fiat) di Termoli, in Abruzzo, il quale ha dovuto sospendere la produzione perché ha esaurito gli stock di magazzino di bobine d’accensione e mancano gli approvvigionamenti.

SENZA MOTORI - L’azienda all’origine del problema è la Federal Mogul, multinazionale che produce le bobine in questione nel suo stabilimento di Carpi, in provincia di Modena, comune toccato duramente dal terremoto. Tra gli edifici danneggiati nella cittadina emiliana c’è anche quello della Federal Mogul  che si è trovato impossibilitata a soddisfare le esigenze della produzione Fiat. Lo stop produttivo di questi giorni viene dopo quello di tre giorni resosi necessario dal 3 al 5 giugno, sempre per mancanza di componenti elettronici prodotti in Emilia. 

DEVE RIASSUMERNE 145 - Sul fronte sindacale questa estate inizia male per la Fiat, condannata per discriminazione a riassumere 145 lavoratori iscritti alla Fiom e a risarcirne 19 con 3.000 euro. Questo perché tra le oltre 2000 persone riassunte a Pomilgiano nessuna apparteneva (al momento della denuncia) al sindacato Fiom. In base a una simulazione statistica affidata dal Tribunale di Roma a un professore di Birmingham le possibilità che ciò accadesse casualmente risultavano meno di una su dieci milioni. La Fiat si appellerà contro la sentenza. La “newco” Fip (Fabbrica Italia Pomigliano), che gestisce l'impianto campano, fino ad ora ha riassunto poco più di 2000 persone, sulla base dei nuovi accordi sindacali, delle circa 5000 impiegate in precedenza. I sindacati sono sul piede di guerra, perché il piano delle riassunzioni sta andando a rilento. Sarà una lunga estate calda a Pomigliano...





Aggiungi un commento
Ritratto di GaBrYBG
22 giugno 2012 - 10:42
Ma io non capisco.. se non hanno firmato il contratto perchè dovrebbe assumerli?? Non ha per niente senso!!! non hanno firmato = non vogliono lavorare a quelle condizioni!!! Allora perchè ci lavorano?? Secondo me ha pienamente ragione la FIAT!!!!!!!!!
Ritratto di zantor
22 giugno 2012 - 11:03
Capisco che per uno molto giovane sia difficile comprendere i principi alla base della convivenza civile, quindi vado a spiegare. Votare no ad un nuovo contratto non equivale a rinunciare ad un posto di lavoro, altrimenti 3/4 degli italiani sarebbero disoccupati. I lavoratori che hanno votato contro si sarebbero adeguati a quanto deciso dalla maggioranza ed avrebbero accettato il nuovo contratto. Uso il condizionale perché la Fiat ha deliberatamente scelto di non riassumerne neanche uno iscritto alla Fiom. Una cosuccia da nulla. Come se un'azienda si rifiutasse di assumerti in quanto gay, oppure, cattolico (o ateo), oppure perché portatore di una malattia genetica (prossima frontiera delle discriminazioni). Ti sembra una cosa su cui passare sopra? No perché se è così quello che non capisce divento io. Non sarebbe necessario, ma sottolineo che sono uno strenuo avversario delle posizioni della FIOM, ma qui la sigla sindacale non centra nulla. Lavoratori o schiavi? E' questa la questione.
Ritratto di cervuz
22 giugno 2012 - 11:28
zantor ti sei autocontraddetto da solo. >la Fiat ha deliberatamente scelto di non riassumerne neanche uno iscritto alla Fiom perchè non hanno firmato il contratto collettivo di lavoro quindi non hanno accettato le condizioni. In genere se non si accettano le condizioni di lavoro stai a casa e e ne cerchi un altro
Ritratto di zantor
22 giugno 2012 - 12:04
No, sei tu che non hai capito. Comunque il problema non è mio. Quando toccherà a te essere discriminato forse la penserai in modo diverso (sindrome di Stoccolma permettendo). Buona fortuna.
Ritratto di cervuz
22 giugno 2012 - 12:24
Io non ho paura di essere discriminato perchè ho la coscienza pulita e lavoro seriamente
Ritratto di zantor
22 giugno 2012 - 13:10
Mi sa che hai le idee un po' confuse sul tema. Cosa centra il merito o la coscienza pulita con l'essere discriminati? La discriminazione è un'ingiustizia per antonomasia.
Ritratto di cipo1
25 giugno 2012 - 20:24
I lavoratori erano invitati a RISPONDERE ad un REFERENDUM sindacale : non veniva loro sottoposta la firma del contratto, bensì esprimere il loro parere su un referendum (indetto dal sindacato). Invece la firma del contratto collettivo viene apposta dai dirigenti dei sindacati ammessi istituzionalmente alla firma: il contratto (collettivo) non viene firmato dal lavoratore (singolo).
Ritratto di madeinchina
2 luglio 2012 - 22:03
votare un partito di destra non vuol dire non accetare le leggi che fa uno di sinistra che ha vinto le elezioni :::::::: in democrazia di un paese del mondo occidentale se poi no si accetta la democrazia on non si vuole proderre e lavorare in democrazia beh' dobbiammo andare ad aprire stabilimenti nel mondo orientale (cina russia serbia ecc.) mi sembra molto conveniente pagando gli operaia 300 euro al mese
Ritratto di LucaPozzo
22 giugno 2012 - 11:59
Condivido pienamente dal punto di vista formale. E' stato un errore non prenderne una ventine per tutelarsi dall'accusa di discriminazione. Però bisogna anche dire che chi insiste nell'andare dietro alla FIOM ha effettivamente dichiarato di non voler lavorare. Non attraverso il voto contrario al contratto, ma attraverso l'adesione a delle politiche che hanno a cuore tutto tranne il futuro di quell'impianto. Siamo ancora fermi al sindacato che misura la propria forza in termini di ore di produzione che riesce a far perdere e al numero di postazioni che riesce a bloccare facendo scioperare i suoi uomini nei punti chiave a monte.
Ritratto di zantor
22 giugno 2012 - 12:03
Però converrai con me che è molto pericoloso mischiare i due livelli. Un conto sono i comportamenti individuali che possono portare un'azienda legittimamente a preferire un lavoratore al posto di un'altro. Altro discorso sono le epurazioni di massa che si sa come cominciano, ma non si sa dove arrivano.
Pagine