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In gara a Monza con la Renault Clio Cup: ecco com’è andata

Pubblicato 04 luglio 2016

Lo scorso weekend abbiano vissuto dall’abitacolo una tappa della Renault Clio Cup. Un trofeo avvincente, e senza esclusione di colpi. 

In gara a Monza con la Renault Clio Cup: ecco com’è andata

COME VERI PILOTI - Correre in pista a Monza ha un fascino tutto particolare. Quando si indossa tuta e casco la mente non può non andare ai grandi piloti che hanno fatto (e fanno) la storia del automobilismo sportivo. Già soltanto vivere per un weekend nello stesso box dove tra un paio di mesi potrebbe entrare Vettel piuttosto che Hamilton regala forti emozioni. E immaginare di trovarsi sulla griglia di partenza aspettando il via da quel semaforo che tante volte abbiamo guardato con ansia da spettatori delle gare qualche brivido lo mette. Ma una volta allacciate le cinture tutti questi pensieri lasciano il posto alla concentrazione: non ci si può permettere la minima distrazione in una pista veloce come questa. E anche la paura di sbagliare va lasciata fuori dall’abitacolo, quello della Clio Cup nel nostro caso, con la quale abbiamo disputato una gara dell’avvincente monomarca Renault.

IN BUONA COMPAGNIA - Il campionato italiano Renault Clio Cup è uno dei tanti trofei “gemelli” che si disputano in Europa con le vetture della casa francese: ce n’è uno anche in Gran Bretagna, uno in Belgio, Olanda e Lussemburgo, uno per l’Europa centrale (con gare su circuiti leggendari come il Nürburgring, Hockenheim o Zandvoort) e uno, ovviamente, in Francia. Le auto sono tutte identiche (infatti, nella nostra gara di Monza hanno corso anche due concorrenti del campionato del Benelux). Rispetto al modello di serie, le Renault Clio del campionato montano lo stesso motore 1.6 turbo, seppur modificato nella centralina e nell’aspirazione. I 220 cavalli devono spingere solo 1075 kg (a vuoto), grazie al fatto che l’auto è “svuotata” di tutto. Il cambio è un sequenziale Sadev a sei marce, che si innestano grazie alle pratiche palette sul volante (le vecchie Clio da gara utilizzavano per lo stesso cambio un meccanismo a leva, che però costringeva a spostare la mano destra a ogni passaggio di marcia). Specifici per le gare l’assetto, i freni (con dischi di 320 mm davanti) e le gomme Dunlop (slick oppure da bagnato) larghe 205 mm e montate su cerchi di 17 pollici. 

IL “NOSTRO” TEAM - L’auto numero 33 del trofeo Clio Cup Italia è quella che la Renault ha riservato ai giornalisti: in dodici (di diverse riviste e siti internet) ci stiamo alternando nel corso della stagione in altrettante manche che si disputano sui principali circuiti italiani (guarda qui il calendario). A gestirla è il team Oregon che non partecipa al campionato (la nostra vettura non prende punti in classifica generale, ma ne ha una riservata ai giornalisti per chi ottiene i migliori piazzamenti), ma che ha una bella storia di vittorie nei trofei Renault: nel 2016, per esempio, sta partecipando con successo al campionato europeo Renault Sport Trophy in cui le velocissime R.S01 corrono su sei circuiti internazionali (da Imola all’Estorile, passando per Spa e per il Paul Ricard). La scelta della Renault Sport Italia e dell’organizzatore del trofeo, la FastLane Promotion, è stata proprio quella di affidare l’auto a un team imparziale rispetto all’agguerrito campionato italiano Clio.

SI PARTE! - Il venerdì pomeriggio inizia l’avventura con la “nostra” Renault Clio numero 33. Arrivati al box troviamo l’auto già pronta per correre e ci facciamo spiegare dal team i comandi, incluso il tasto per limitare la velocità (a 60 km/h) in corsia box, importantissimo per non rischiare penalità. Decidiamo con la squadra e col nostro compagno di guida, Francesco Pelizzari, di disputare un turno di prove libere a testa: infatti durano solo 30 minuti e dividendoli ciascuno in due frazioni da 15 minuti vorrebbe dire fare pochi giri a testa, soprattutto in una pista lunga come quella di Monza. Invece noi abbiamo bisogno di tempo per conoscere l’auto e il circuito… Tocca a noi il turno del venerdì pomeriggio, mentre il sabato mattina, per la seconda mezz’ora di prove libere, saremo in corsia box da osservatori. L’auto infonde sicurezza e giro dopo giro ci miglioriamo. “Peschiamo il jolly” quando ci troviamo in gruppo con altre vetture: a Monza il gioco delle scie è fondamentale, e i nostri tempi scendono di oltre cinque secondi. Trenta minuti passano in fretta e ci sentiamo fiduciosi per le qualifiche del sabato pomeriggio della Renault Clio Cup.

UN PO’ DI DELUSIONE - Il giorno successivo, dopo la seconda sessione di prove libere, arriva presto l’ora di quelle ufficiali: in quel caso i trenta minuti sono da dividere tra noi due giornalisti (gli altri piloti delle Renault Clio Cup, invece, hanno tutta la sessione di qualifiche, visto che corrono da soli). A noi tocca partire per secondi dopo aver fatto un cambio gomme ai box. Entriamo in pista e ci rendiamo conto di aver “perso il treno”: non ci sono vetture davanti a noi di cui sfruttare la scia. E nessuno è in vista neppure negli specchietti. “Persi” sul lungo circuito brianzolo (coi suoi 5793 metri non ha eguali in Italia) non possiamo certo sapere che gli altri piloti hanno costituito un gruppetto che sfreccia esattamente sul lato opposto della pista rispetto a noi. Continuiamo a correre (qui sotto il video), sperando di abbassare i tempi, ma non c’è verso. Senza scie non si va da nessuna parte. Ci toccherà partire in gara 2 (tra i due giornalisti della Renault Clio Cup Press League, chi si qualifica meglio parte nella prima manche).

MATTINATA DA SPETTATORI - La prima gara della Renault Clio Cup di domenica mattina vede vincitore Cristian Ricciarini, davanti a Michele Puccetti e Fabio Francia, mentre il nostro compagno d’avventura, che riesce a prendere un buon ritmo, conclude dodicesimo dopo essere partito diciottesimo. Per la manche del pomeriggio sarà questa la nostra posizione di partenza, con non pochi timori: alle nostre spalle ci sono piloti che per incidenti o guasti sono arrivati agli ultimi posti in gara o non l’hanno terminata. Ma che di sicuro non sanno andare forte… La loro voglia di riscatto e la loro esperienza ci lasciano presagire un attacco fin dai primi metri. Cominciamo a pensare con un po’ d’ansia al via, anche perché non abbiamo mai provato una partenza (in questa fase va gestita una frizione non certo modulabile come quella di un’auto di serie).

È L’ORA DELLA GARA - La seconda manche della Renault Clio Cup è prevista alle 15.10 di domenica. Un pomeriggio caldo e afoso, di quelli che i milanesi ben conoscono. Ma con tuta ignifuga e casco va ancora peggio… Il leggero ritardo al via prolunga la sofferenza, ma una volta che i meccanici ci dicono che è l’ora di mettersi in macchina non sentiamo gli oltre 50 gradi che ci sono dentro l’abitacolo. Abbiamo il giro di schieramento e quello di riscaldamento per portare le gomme in temperatura: può sembrare strano ma anche con il caldo vanno preparate per la gara con una serie di slalom, soprattutto quelle posteriori che non avendo trazione ci impiegano di più a scaldarsi (il rischio è quello di un testacoda). Siamo in griglia, pronti a partire…

L’INCUBO SI AVVERA - Il direttore di gara accende le luci rosse del semaforo e, al loro spegnimento, si parte. O, meglio, partono gli altri, perché per la paura di far pattinare troppo le ruote anteriori noi abbiamo dato poco gas, e la nostra Clio si è spenta. Non abbiamo il tempo di pensare alla voglia che avevamo fino a prima della gara di provare la partenza. Dobbiamo rimettere in moto e lanciarci all’inseguimento delle vetture che ci hanno (fortunatamente) sfilato in griglia. Ci sembra di avvicinarci al gruppo, perché alla prima variante c’è bagarre e quelli nelle retrovie devono rallentare per non trovarsi coinvolti in un incidente. Ma non siamo mai abbastanza vicini per sfruttare la scia. La nostra gara nella Renault Clio Cup si avvia a una passerella in solitaria proprio come erano state le prove del sabato…

UNA SPERANZA - Dopo qualche giro vediamo uscire dai box la Clio blu numero 2 di Alfredo De Matteo: è stato costretto a una sosta a causa di un incidente. Puntiamo ad accodarci, ma ci riusciamo giusto per poche centinaia di metri: lui è uno di quelli forti. Infatti, dopo qualche giro sparisce dal nostro orizzonte (lo si nota bene dal video qui sotto), mentre compare un’altra vettura che però è sensibilmente più lenta. La passiamo senza fatica, ma con un po’ di apprensione perché ci troviamo vicinissimi proprio all’ingresso della variante Ascari. Nel dubbio che ci dia strada preferiamo non rischiare, e rimandiamo il sorpasso al rettilineo. Da lì in poi la nostra gara torna in solitario, e infatti i tempi tornano a salire… Alla fine taglieremo il traguardo tredicesimi, esausti ma soddisfatti per aver condiviso l’emozione di vivere come piloti l’avventura della Renault Clio Cup. A vincere, invece, è stato ancora Cristian Ricciarini, davanti a Gustavo Sandrucci e a Michele Puccetti.

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Ritratto di Zac79
4 luglio 2016 - 23:57
3
la prossima volta potreste provare le partenze da fermo, per non rischiare di far spegnere la macchina al via, ehehe! scherzi a parte... gran bel pezzo e complimenti per la vostra esperienza, piacerebbe anche a me un giorno guidare una macchina da pista su una pista.
Ritratto di bravehearth
5 luglio 2016 - 11:26
Anch'io non posso credere che uno faccia una gara senza neppure aver provato le partenze... E poi non posso credere che il team non abbia informato il pilota su quando entrare in pista per sfruttare le scie comunque vi invidio per la bella esperienza
Ritratto di orsogol
5 luglio 2016 - 11:59
1
Monza è un circuito velocissimo dove i cavalli sembrano non bastare mai. Con una Golf R da 240 cv ricordo che mi sembrava di essere fermo (tranne nelle poche curve ovviamente) e nel lungo rettilineo delle tribune non riuscivo a superare i 190! A Monza insomma, con 220 cv non vai da nessuna parte. Chissà perché questo genere di gare non le fanno su circuiti più tortuosi, tipo Varano, Franciacorta o Misano, dove più dell'aerodinamica conta il rapporto peso/potenza?
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
5 luglio 2016 - 12:12
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Ritratto di Ivan92
5 luglio 2016 - 20:55
8
Se esci bene dalla Parabolica però con una Hot Hatch da 240 cv arrivi alla prima variante a 215 - 220 km/h effettivi prima di staccare :)
Ritratto di Anonimo
Anonimo (non verificato)
6 luglio 2016 - 14:37
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