UN COMPLEANNO DI SICUREZZA - Dieci anni fa entrava in vigore la
patente a punti. Come per tutte le norme di legge, non è che sia cosa da festeggiare o celebrare, ma una sottolineatura l’evento la merita per il contributo che ha dato alla sicurezza stradale. Perché anche senza tenere conto dei risultati conseguiti nei primissimi tempi di validità della norma - legati all’effetto novità - non ci sono dubbi che il sistema della punizione in punti ha funzionato bene come deterrente per i comportamenti più disinvolti (per non dire irresponsabili).
PIÙ COLPITI GLI UOMINI - Dal primo luglio 2003 i punti sottratti per infrazione al Codice della strada sono stati 85.604.842, a 37.634.404 automobilisti. Da notare che gli analisti rilevano che la categoria più colpita dalla sottrazione di punti sono i giovani fino a 20 anni. Le donne sono state più virtuose degli uomini, rappresentando il 43,67% degli automobilisti colpiti dal provvedimento. Ancora più in dettaglio: gli uomini oltre che statisticamente più numerosi, commettono anche infrazioni più gravi, visto che al 56,33% della loro quota del totale dei “puniti”, corrisponde il 74,56% dei punti sottratti.
MENO VITTIME - Nello stesso periodo gli incidenti sono passati da 265.402 del 2002 a 205.638 del 2011 (i dati statistici del 2012 non sono ancora disponibili). Diminuito è anche il numero dei deceduti sulle strade: da 6.980 morti nel 2002 a 3.860 nel 2011, mentre i feriti nello stesso periodo sono passati da 378.492 a 292.019..
UN SUCCESSO - Evidentemente a incidere sul miglioramento sono stati anche elementi come la progressiva diffusione dei dispositivi di sicurezza sulle strade (per quanto riguarda le conseguenze degli incidenti) e - per quanto concerne gli ultimissimi anni - il calo della mobilità e del traffico dovuto alla crisi economica. Ciò detto, la patente a punti resta un successo.