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Thomas Ulbrich: “La Volkswagen costruirà auto elettriche per milioni di persone, non per milionari”

Pubblicato 11 aprile 2019

Prezzi competitivi e ricarica veloce. È la strategia che porterà la Volkswagen a produrre vetture “a batteria” per tutti. Ce la racconta il responsabile per la e-mobility del gruppo tedesco.

Thomas Ulbrich: “La Volkswagen costruirà auto elettriche per milioni di persone, non per milionari”

ELETTRICHE PER TUTTI - Sembra trascorso un millennio dalla svolta del dieselgate, il “grande errore”, come lo chiamano al quartier generale di Wolfsburg, che ha spinto la Volkswagen a sterzare verso l’auto elettrica. Invece era solo il 2015. Il fatto è che dal 18 settembre di quell’anno è davvero accaduto di tutto nel mondo dell’automobile, e in particolare nel gruppo tedesco, colpito al cuore dallo scandalo delle emissioni di biossido di azoto eppure capace di ripensare, in tempi rapidi, la sua strategia in chiave green. Ce la illustra Thomas Ulbrich (nella foto qui sopra), membro del board e responsabile proprio di quella strategia. Che ha un nome: e-mobility, mobilità elettrica. Ulbrich, 53 anni, ingegnere in forza alla Volkswagen dal 1992, ha incontrato alcuni giornalisti a Roma, nei giorni scorsi. Per lanciare un messaggio forte e chiaro: le Volkswagen elettriche non saranno un giocattolo per ricchi, ma automobili destinate al grande pubblico. Quindi prodotte in milioni di esemplari. La parola d’ordine “electric for all”, elettriche per tutti, era stata lanciata il 12 marzo dal numero uno del gruppo tedesco, Herbert Diess, e Thomas Ulbrich la illustra nei dettagli.

OFFENSIVA A TUTTO CAMPO - “Il nostro programma è di lanciare 70 nuovi modelli con motore elettrico entro il 2028”, dice Ulbrich, “contro i 50 inizialmente annunciati. È uno sforzo enorme, e ci vedrà produrre 22 milioni di veicoli nei prossimi anni invece dei 15 previsti, e investire 30 miliardi di euro, tutti autofinanziati, entro il 2023”. Il potente colpo di acceleratore è dovuto al fatto che “la domanda di queste auto sta aumentando rapidamente - negli ultimi mesi di circa il 15% - e non solo nei paesi del Nord Europa. Col risultato che oggi per avere una Golf elettrica servono dai sei agli otto mesi. Dobbiamo rispondere a questa crescente esigenza della clientela. E, vedrete, le quote di mercato trascurabili delle elettriche saranno presto un ricordo”.  Del resto, i primi frutti di una strategia che ha l’ambizione di cambiare la mobilità individuale cominciano a vedersi: all’Audi e-tron, già in vendita, si aggiungeranno la Porsche Taycan e, soprattutto, modelli più abbordabili che portano i nomi di Seat el-Born, Skoda Vision, ID Buzz e ID Vizzion. In pratica, la “prima ondata” delle elettriche Volkswagen, destinata ad abbattersi sul mercato europeo tra la fine di quest’anno e il 2020. Resta il fatto, però, che oggi le elettriche costano troppo. Ulbrich non ha difficoltà ad ammetterlo. E quando gli si chiede quanto potrebbe costare la “versione base” di una delle nuove Volkswagen “a batteria”, fornisce una cifra indicativa ma significativa: “circa 18.000 euro, non molto di più del prezzo di un modello medio con motore a benzina”. 

MASSIMA FLESSIBILITA - Come si ottiene un prezzo così competitivo? “Il segreto sta nella nuova piattaforma MEB che”, spiega Ulbrich, “comporta una rivoluzione tecnologica paragonabile, per la sua importanza, allo storico passaggio di consegne di quarant’anni fa tra il Maggiolino e la Golf”. Da questa piattaforma, progettata esclusivamente per le auto elettriche, nasceranno tutti i modelli “a pila” più abbordabili del gruppo: Audi, Seat, Skoda e, naturalmente, Volskwagen. “È un’architettura estremamente flessibile, pensata per vetture molto diverse in termini di carrozzeria, dimensioni e abitacolo”. Su questa piattaforma nasceranno berline piccole, medie o grandi, suv, monovolume, wagon, persino spider e sportive. Niente a che vedere, quindi, con la versione elettrica di un modello già in produzione e adattato, con gli inevitabili costi aggiuntivi, per accogliere il motore elettrico e le batterie. Piuttosto, una generazione di nuove automobili concepite fin dall’origine e in ogni dettaglio in chiave elettrica. Usciranno da otto fabbriche in tutto il mondo, tra cui quelle di Hannover, Emden e Zwickau, in Germania, a loro riservate, come pure lo saranno gli stabilimenti cinesi di Antig e Foshan; gli altri impianti attrezzati “anche” per la piattaforma MEB sorgono a Dresda e a Mladá  Boleslav, rispettivamente in Germania e nella Repubblica Ceca, e a Chattanooga, negli Usa. Tutto ciò determinerà forti economie di scala, cioè una riduzione dei costi di produzione.

RICARICA VELOCE - “La nostra piattaforma MEB”, aggiunge Ulbrich, “dà una quantità di vantaggi, in termini di spazio interno, ampiezza di gamma, passo lungo con sbalzi ridotti, design. Ed è studiata per la facilitare la connessione web, indispensabile per i futuri sviluppi della guida autonoma”. Naturalmente, è prevista la ricarica veloce, per risolvere un altro dei problemi che limitano la diffusione delle elettriche. E, anche se in parallelo si lavora allo sviluppo di batterie più evolute e performanti, per centrare l’obiettivo dei 700 chilometri di autonomia, il manager tedesco ricorda la necessità di un’adeguata rete infrastrutturale di colonnine, tema annoso su cui devono intervenire scelte politiche. Altrettanto importante, a monte di tutto ciò, il ricorso a energia generata da fonti rinnovabili. Quello della Volkswagen, d’altronde, è un ambizioso progetto di decarbonizzazione, attraverso il quale approdare all’azzeramento, entro il 2050, delle emissioni di CO2 dovute alla produzione di veicoli e componenti, oltre che alla loro circolazione. In sintonia con gli obiettivi fissati dalla Cop 21, l’Accordo di Parigi del 2015 che vuole limitare i cambiamenti climatici.



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Ritratto di remor
11 aprile 2019 - 20:30
Be c'è da ben sperare, se per il 2028 produrranno 22 milioni di vetture invece dei previsti 15, vuol dire che l'auto elettrica sarà evidentemente alla portata di tutti
Ritratto di treassi
11 aprile 2019 - 20:43
A questo punto totalmente inutile investire su ibridi sul modello Toyota, plug-in e via dicendo.. ma puntare dritto all'elettrico puro, visto che bene o male Tesla ha raggiunto diversi obbiettivi partendo da zero, figuriamoci un gruppo come Vag... Molti gruppi ancora non sanno che fare o tentennano... prIma si parte e primi si arriva.
Ritratto di zero
11 aprile 2019 - 21:11
11
Io non credo che sia possibile per un costruttore che vuol fare grandi numeri abbandonare lo sviluppo dell'ibrido: EV e HEV saranno sempre chiamate a convivere sulle strade.
Ritratto di Fra977
11 aprile 2019 - 21:35
@treassi. Toyota al momento ha varie piattaforme idonee ad essere trasformate in elettrico totale. Ad esempio la Corolla,la Chr,il RAV 4,le Lexus. Tempo fa lessi che queste piattaforme sono predisposte ad ospitare l'elettrico puro. Non a caso in Cina e Giappone a breve il CHR sarà disponibile elettrico come il RAV 4. Ma non credo che sarà la strategia di Toyota,visto che loro credono nell'idrogeno con investimenti miliardari in tal senso.
Ritratto di treassi
12 aprile 2019 - 08:09
Toyota al momento è l'unica che si può permettere di stare alla finestra a guardare visto che il suo ibrido sarà attuale per altri 10 anni ancora.. Se poi prende piede l'elettrico puro, chi crea le stazioni per l'idrogeno solo per Toyota??
Ritratto di Fra977
12 aprile 2019 - 08:57
@treassi. Attualmente in Giappone ci sono oltre 91 stazioni ad idrogeno. Il Giappone è tra i Paesi più all’avanguardia per lo sviluppo della tecnologia e il suo impiego per autotrazione conta un forte sostegno da parte del Governo. Toyota, Nissan, Honda e la società francese Air Liquide, hanno formato un consorzio ‘Japan H2 Mobility’ per lo sviluppo della rete di distribuzione, che prevede la realizzazione di 80 nuove stazioni in quattro anni. Quello che invece vuole fare Snam assieme ad altre società, è di poter creare, entro il 2025,in Italia,una rete minima di infrastrutture che permetta la circolazione di vetture ad idrogeno sul territorio nazionale. Occorreranno 25 stazioni. Il numero di stazioni di rifornimento potrà poi crescere in relazione al fabbisogno che si determinerà una volta resa possibile la commercializzazione dei veicoli ad idrogeno. Qualcosa si muove,poi non so come si evolverà.
Ritratto di treassi
12 aprile 2019 - 10:34
Addirittura 25 stazioni di idrogeno entro il 2025!... Solamente Tesla adesso in Italia ha circa 1500 colonnine suddivise in 30 stazioni di proprietà con più di 200 colonnine per la super ricarica e altri 500 punti convenzionati strategici presso alberghi, ristoranti e centri commerciali con 1/2 colonnine ciascuno e ogni anno ne implementa la rete… mi spiace per Toyota che apprezzo e per l'investimento che ha fatto, ma cinesi, americani e europei puntano dritto sull'elettrico puro e si preannuncia una gara persa in partenza...
Ritratto di Fra977
12 aprile 2019 - 11:35
@treassi. Cmq Toyota non farà solo idrogeno,avrà seppur pochi,modelli elettrici. Diciamo che il prossimo futuro sarà concentrato sul come decarbonizzare il pianeta nei prossimi 20/30 anni. Poi con che tecnologia reale non so, comunque giusto che qualcosa si muovi. Di sicuro ci saranno marchi che avranno solo elettrico,altri che avranno elettrico,idrogeno (vedi Toyota e BMW che collaborano) ed altri che rimarranno al palo coi motori convenzionali. L'importante è che qualsiasi marchio automotive progredisca per cercare di lasciare il pianeta alle prossime generazioni un po' meno malconcio di come lo è ora.
Ritratto di Gwent
12 aprile 2019 - 12:18
2
Toyota, leggevo ieri, non sta facendo nulla sull'elettrico, ma nulla proprio, e poi in altra sede leggevo che l'ibrido ha ancora trent'anni di tempo, l'elettrico solo dieci in più, dal momento che l'elettricità non si ottiene da fonti rinnovabili ma bruciando enormi quantità di gasolio. Sarebbe economicamente molto più redditizio e semplice cambiare l'alimentazione dei propulsori stessi che non il sistema di propulsione in sé con tutti i problemi di costruzione delle infrastrutture che ne derivano, però non lo faranno dal momento che i ceo delle case non capiscono assolutamente nulla di auto e delle esigenze della massa, ne gliene importa saperne qualcosa, tanto li metti a dirigere un azienda di fazzoletti piuttosto che di canne da pesca o di smartphone loro agiscono sempre alla stessa maniera dei politici seguendo 3 punti cardine: 1)Chiacchiere infinite, 2)demagogia pura, 3)portare a casa la pagnotta (e che sia la più grande possibile). Questo naturalmente imho e con rispetto parlando. Un saluto. Il Gwent.
Ritratto di v8sound
12 aprile 2019 - 13:18
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