EFFETTO IMMEDIATO - Hans Dieter Pötsch (nella foto) è stato nominato presidente del Consiglio di sorveglianza del Gruppo Volkswagen. Il manager austriaco, 64enne, succede (con effetto immediato) al traghettatore Berthold Huber e dovrà presiedere l’organo incaricato di vigilare su due fondamentali attività dell’aziend. Il Consiglio è composto da 20 persone, in rappresentanza degli azionisti e dei sindacati.
RIVOLUZIONE AL VERTICE - La nomina di Pötsch è contemporanea a quella di Frank Witter, 56enne, che abbandona la presidenza di Volkswagen Financial Services ed afferra il testimone che Pötsch gli cede quale responsabile delle operazioni finanziarie del gruppo Volkswagen. Le nomine vanno inserite nel complesso quadro successivo all’esplosione del cosiddetto
dieselgate, ovvero il caso del software delle centraline elettroniche dei motori EA 189 Euro 5 in grado di abbassare le emissioni inquinanti durante i test di omologazione rispetto al normale uso su strada. Il primo manager a pagare le conseguenze dello scandalo è stato Martin Winterkorn, allora amministratore delegato del Volkswagen Group, le cui dimissioni hanno preceduto la sospensione di alcuni fra i massimi responsabili tecnici.
LE PRIME PAROLE - Pötsch si è detto “grato per la fiducia” ed ha promesso di voler “far emergere la piena verità su quanto accaduto. Sono fermamente determinato a dare il mio contributo in modo che Volkswagen possa riconquistare la fiducia di Clienti, pubblico, investitori e partner commerciali. E credo che il mio compito principale sia guidare il Gruppo Volkswagen verso un futuro di successo”. Il manager ha poi citato il nome dello studio legale incaricato di svolgere l’indagine esterna sul caso. “Lo studio legale Jones Day sta investigando a fondo - recita una nota. Seguiremo da vicino e supporteremo questa azione. Faremo ciò che serve per assicurarci che dopo le indagini vengano adottate le misure necessarie”.