La Hyundai Ioniq 6 N è la versione sportiva dell’affusolata quattro porte elettrica nata nel 2022. Debutta in concessionaria nel 2026, in contemporanea con il restyling delle versioni meno potenti che prevede un frontale più spiovente, con luci a led sottili e fari nel paraurti (qui per saperne di più). La Ioniq 6N riprende la base tecnica della crossover Ioniq 5 N (qui la prova) pur se le due auto sono del tutto diverse nello stile: tondeggiante e bassa la prima, squadrata e più alta la seconda. Anche la nuova sportiva è quindi bimotore a trazione integrale e dispone di 609 CV (650 attivando la modalità N Grin Boost). Il prezzo previsto è intorno agli 80.000 euro. Per ora abbiamo solo potuto osservare la Ioniq 6N, senza guidarla, ma, essendo in pratica una 5N con una carrozzeria più bassa, ci sono tutti i presupposti per un comportamento raro (se non unico) fra le elettriche a livello di coinvolgimento e sportività di guida.

Lunga 493 cm, la Hyundai Ioniq 6 N può contare su una serie di elementi che ne rendono corsaiolo l’aspetto. Il paraurti anteriore è dotato di spoiler e alette laterali che convogliano l’aria nei passaruota e di prese d’aria più grandi: servono per raffreddare meglio la batteria da 84 kWh (finora la più grande per il modello era da 77 kWh). L’autonomia media dichiarata è di 469 km e grazie all’architettura a 800 volt l’auto può ricaricare (trovando una colonnina adeguata) fino a 350 kW; nel migliore dei casi, il 10-80% richiede 18 minuti. Lungo la fiancata si notano poi i passaruota maggiorati, i cerchi in lega di 20” e le vistose minigonne sottoporta. Dietro, la parte di carrozzeria sotto il profilato “codino” è tutta nera e nella zona inferiore c’è un sottile diffusore aerodinamico. Imponente infine l’alettone agganciato vicino al lunotto, che serve per aumentare il carico aerodinamico, premendo verso il suolo l’auto e aumentando l’aderenza.

Sottopelle, la Hyundai Ioniq 6 N può contare su una scocca più rigida (nel baule è stata aggiunta una barra trasversale che riduce le piccole deformazioni) e dispone di una taratura specifica per gli ammortizzatori a controllo elettronico e per lo sterzo. L’impianto frenante dispone invece di dischi di 40 cm di diametro davanti (con pinze a quattro pistoncini) e di 36 cm al posteriore (con pinze flottanti a pistoncino singolo). Il motore elettrico anteriore dispone di 225 CV, quello posteriore di 383 CV per 609 CV totali. I 650 CV sono disponibili per 10 secondi, premendo il tasto rosso NGB (N Grin Boost) nel volante, mentre la velocità massima promessa dal costruttore coreano è di 257 km/h.

Dal display centrale si può variare a piacere la risposta della meccanica, personalizzando la guida. Tra le funzioni disponibili, l’N Launch Control (prefigura l’intera meccanica in modo da partire il più rapidamente possibile), l’N Torque Distribution (varia su 11 diversi livelli la potenza inviata all’asse anteriore e a quello posteriore) e l’N Drift Optimizer, per innescare e mantenere più facilmente le sbandate di potenza.

Anche dentro l’impostazione è sportiveggiante. Le poltrone (con poggiatesta integrato nella struttura del sedile) hanno fianchetti sporgenti per tenere ben saldi al loro posto guidatore e passeggero quando si affrontano le curve in velocità. I materiali sono di buona qualità: morbida ecopelle riveste i sedili (con parte centrale di seduta e schienale scamosciata), i pannelli porta e la console centrale. Il vero protagonista è però il volante multifunzione a tre razze con il logo N. Da qui si controllano gran parte delle funzioni dell’auto: oltre al “grin boost”, da qui si scelgono le modalità di guida e, premendo il tasto sotto la razza destra, si accede alla modalità N e-Shift, con gli altoparlanti (interni, ma pure esterni) che simulano il rombo di un 2.0 turbo, ricalcandone l’erogazione e ritmandone le “cambiate”, che si possono gestire dalla palette dietro al volante (vi si regola pure l’intensità della frenata rigenerativa).


















































































