Ci vorranno degli anni per vedere in che misura e in che modo lo stile della Hyundai Three appena svelata all’IAA di Monaco influenzerà quello delle future auto del marchio coreano. Ma una cosa è certa: questa compatta e accattivante concept car, sviluppata sulla base della crossover Kia EV3 (le due case fanno parte dello stesso gruppo), prefigura all’80% una quattro porte elettrica che arriverà nel 2026. Lo ha confermato il responsabile dello Hyundai Design Center di Seul, Simon Loasby (leggi qui l’intervista).

Chi nella Hyundai Three vede un po’ della Veloster del 2011 (che nonostante i dieci anni abbondanti di carriera, è passata come una meteora nella storia recente della casa coreana) non ha indovinato del tutto, ma non non ci è andato neppure così lontano. Proporzioni, dimensioni e forme sono simili, ma quest’ultime, spiega Nicola Danza, responsabile del design degli esterni al centro stile europeo del marchio, sono frutto di un’idea del tutto inedita: “Abbiamo pensato di collegare il cofano anteriore, la fiancata e il montante posteriore come se fossero tre fogli di lamiera d’acciaio intersecati tra loro”.

Ne è venuta fuori un’auto dallo stile personale, con le porte che si aprono ad armadio e il cui sapore futurista è sottolineato dalla scelta di colorare di verde lime le superfici vetrate e le sottilissime razze dei cerchi, coperti quasi del tutto da un disco per ridurre le turbolenze aerodinamiche. D’effetto la trama della mascherina anteriore, che può proiettare animazioni luminose composte da pixel. A forma di pixel sono anche i fanali della Hyundai Three, che si estendono a tutta larghezza alla base di un originale spoiler trasparente a coda d’anatra. Nel massiccio estrattore posteriore sono integrate due aperture rettangolari: sembrano dei terminali di scarico, ma sono degli altoparlanti da cui fuoriesce un rombo artificiale che imita quello di un motore sportivo a benzina.

Quanto agli interni, quelli della Hyundai Three sono un inno al minimalismo, ma non per questo passano inosservati. Anzi, è vero il contrario: le avvolgenti poltrone anteriori sembrano un pezzo d’arredamento e i due posti dietro, nonostante le sedute sia molto infossate, promettono di far accomodare senza troppe rinunce due adulti di media corporatura. Numerosi i richiami al mondo dei videogiochi: il satellite alla destra del volante monorazza, per esempio, ricorda un gameboy.

























































































