Molto spaziosa e comoda pur con una lunghezza non esagerata (siamo sui 450 cm), la Hyundai Tucson ha un design distintivo, è ben fatta e vanta una gamma davvero ampia. Si va dalla versione a benzina con cambio manuale all’ibrida plug-in; non mancano la diesel e neanche le verisoni 4x4.
Nessuna è cara, specie se si considera la dotazione: per dire, tutte hanno di serie molti aiuti alla guida e il dispositivo che avvisa se ci si allontana dall’auto mentre c’è un bimbo sul divano. C’è anche una maxi-garanzia Tutte godono di cinque anni di garanzia, senza limitazioni di percorrenza. Per le ibride (ce ne sono di mild, di full e di ricaricabili), la copertura sulla batteria di trazione sale a otto anni o 160.000 km.
Questo quattro cilindri è alla base anche delle varianti con tecnologia ibrida full o plug-in. Si tratta di un’unità in lega di allumino con iniezione diretta, turbo e sistema CVVD (Continuously Variable Valve Duration): in base a quanta potenza è richiesta, aumenta o diminuisce il tempo di apertura delle valvole per favorire il consumo o la potenza.

Rispetto alla versione solo a benzina, il 1.6 sviluppa 30 cavalli in più (180 anziché 150). È abbinato a un’unità elettrica da 65 CV, alimentata da una batteria da 1,49 kWh: combinati, erogano 239 CV. Una seconda unità, da 18 cavalli, è collegata all’albero motore tramite una cinghia e si occupa di riavviare il 1.6.
Come la full hybrid, la plug-in monta un 1.6 da 180 CV. La differenza è nella parte elettrica: l’unità di trazione a corrente ha ben 107 CV. La alimenta un accumulatore agli ioni di litio da 13,8 kWh: per la casa, una carica basta per percorrere in media 71 km (91 km in città). Se l’auto è a trazione integrale, il valore scende a 65 km (81 in città).
Come quello a benzina, è un turbo a quattro cilindri; identica anche la cilindrata. Sfrutta però la tecnologia ibrida mild a 48 volt: l’unità elettrica da 17 CV, collegata all’albero a gomiti tramite una cinghia, assiste in accelerazione a bassa velocità. È alimentata da una batteria da 0,44 kWh, montata sotto il piano di carico: per questo motivo, il bagagliaio perde il doppiofondo.

È abbinabile solo al 1.6 a benzina e la sua sigla sta per Intelligent Manual Transmission. La frizione è azionata da un motorino, che riceve il segnale elettronico dal pedale sinistro. Così, nei rallentamenti il sistema disinnesta la frizione, spegnendo il quattro cilindri e facendo procedere l’auto per inerzia al fine di risparmiare carburante.
Gestito da un originale ma comodo comando dietro al volante, è un’unità con convertitore di coppia che garantisce una fluidità di marcia invidiabile; è riservato alle ibride full e plug-in.
Ha sette rapporti ed è piuttosto rapido ma anche vellutato nei passaggi di marcia. È di serie nelle ibride mild a gasolio, mentre per le 1.6 solo a benzina richiede un sovrapprezzo di € 1.800 rispetto alla trasmissione manuale.

Nelle 4x4, un albero di trasmissione porta il moto pure alle ruote posteriori. Questo avviene quando le gomme anteriori perdono aderenza, ma anche in base alle logiche dei programmi di guida selezionabili: ci sono anche quelli riservati alla neve, al fango o alla sabbia.
1.6 HEV 2WD A parità di dotazione, la full hybrid HEV non si paga molto di più di una 1.6 a benzina con cambio robotizzato a doppia frizione: la differenza è di € 1.300, ma c’è un netto vantaggio in termini di sprint e consumi. Inoltre, solo la “full” può essere abbinata a tutte le versioni, incluse le due più ricche di accessori (ne parliamo nella pagina successiva). La HEV si può avere anche 4x4, con un sovrapprezzo di € 2.100. Ne vale la pena? Se vi trovate spesso sulla neve, sì; altrimenti, meglio quella a trazione anteriore, che ha più grinta e consuma circa il 10% in meno.
1.6 a benzina col cambio manuale o 1.6 HEV, questa versione ha già i fari e gli abbaglianti automatici, la frenata automatica d’emergenza, gli specchietti ripiegabili e sbrinabili elettricamente, i sensori di distanza pure davanti, la retrocamera, il sedile di guida regolabile in altezza. C’è anche un valido sistema multimediale, con Android Auto e Apple CarPlay wireless, i servizi connessi, il navigatore e la app di gestione dal cellulare. La full hybrid aggiunge poi il “clima” bizona anziché manuale, con pratici comandi a rotella, e i “tergi” automatici.

Costa solo € 500 più della XTech, ma ha una dotazione simile a quella della Business, di cui parliamo in seguito. Fuori si riconosce subito per il colore nero del tetto, delle calotte degli specchietti, della mascherina e dei cerchi in lega. Di serie il controllo dell’angolo cieco, il “clima” bizona, il cruscotto di 12,3”, la pratica piastra di ricarica per i cellulari nella consolle centrale sopraelevata e la regolazione del supporto lombare. Se l’auto ha il cambio automatico, ci sono anche la frenata d’emergenza che agisce agli incroci (evitando il rischio di “frontali”) e il cruise control adattativo.
A fronte di € 2.000 di sovrapprezzo, differisce dalla Dark Line solo per i dettagli di colore chiaro (come i cerchi e i profili attorno ai vetri) e per le ruote di 18” anziché di 17”. A differenza delle versioni meno costose, è disponibile anche come diesel, full hybrid 4x4 e ibrida plug-in.
Si può scegliere solo con le ibride e fa spendere € 2.500 più della Business, rispetto alla quale aggiunge i cerchi di 19”, i fari a matrice di led (variano il fascio luminoso per rischiarare a giorno senza abbagliare gli altri), il portellone motorizzato e i sedili e il volante riscaldabili.

La versione sportiva ha paraurti e mascherina più aggressivi, profili neri attorno ai vetri e passaruota in tinta con la carrozzeria. Dentro, spiccano i rivestimenti neri, in pelle e scamosciato con cuciture rosse. Costa come la Excellence, ma, rispetto a quest’ultima, non ha l’head-up display, l’hi-fi, le tendine parasole arrotolabili ai finestrini posteriori e il “clima” trizona (monta comunque quello bizona).
Dark Line: questa versione costa poco più della “base” , eppure ha una dotazione molto più ricca, specie per il comfort e la sicurezza: con il cambio automatico è di serie pure la guida semiautonoma. In pratica, non ci sono optional. Si sceglie solamente il colore della carrozzeria, fra i quattro proposti: il rosso pastello è di serie, mentre costano € 900 il grigio o il nero metallizzato e il bianco micalizzato.
Riservato alla Exellence, è un pacchetto che costa € 2.000. Comprende i sedili rivestiti in pelle (bianca o nera a scelta, senza sovrapprezzo), ventilati e con regolazioni elettriche (quello del guidatore anche con memoria). Altre comode raffinatezze sono la poltrona che arretra automaticamente quando si apre la porta per entrare, facilitando l’ingresso, e il divano riscaldabile.
Anche questo pacchetto si può avere solo nella Exellence: si paga € 2.600 e deve essere ordinato in combinazione con il Lounge, ma non è disponibile se si è scelto il tetto scuro, poiché aggiunge quello panoramico apribile elettricamente. In più, si ha anche la vista a 360° (che mostra pure le auto nell’angolo cieco durante la marcia) e la frenata automatica in retromarcia, anche in caso di veicoli o persone che arrivino dai lati. Per le ibride full e plug-in si aggiunge la possibilità di gestire il parcheggio automatico dall’esterno: sfruttando i tasti sulla chiave elettronica, l’auto avanza o arretra da sé, per entrare o uscire dai parcheggi stretti e fermandosi da sola nel caso che rilevi degli ostacoli.

È, di fatto, il pacchetto Premium di cui parliamo a sinistra, ma riservato alla N Line e offerto a € 2.800. Come l’altro è incompatibile col tetto nero, poiché aggiunge quello in vetro motorizzato, e comprende le telecamere perimetrali e la frenata automatica in retromarcia. In più, ci sono anche le poltrone anteriori ventilate; come nell’altro caso, il sistema di parcheggio automatico azionato dalla chiave è riservato alle 1.6 HEV e 1.6 PHEV (le ibride full e plug-in).
Scattante, comoda, spaziosa, sicura, garantita 5 anni e non assetata: così si può riassumere questa ibrida full. La dotazione è ricca nonostante il prezzo di questa versione presentata di recente sia di poco superiore a quello della “base”: di serie ha una bella dotazione di aiuti alla guida e piccole comodità come lo specchietto autoanabbagliante, il “clima” bizona e la piastra di ricarica per i cellulari. E il conto non è neppure destinato a “lievitare”: escludendo le tinte alternative al rosso, non ci sono optional da aggiungere.














