Tra tutti, i costruttori tedeschi sono quelli che in assoluto credono ancora di più nei motori a gasolio. Dopo aver analizzato l’offerta della Mercedes e della BMW, tocca ora al gruppo Volkswagen. Il colosso di Wolfsburg può contare su ben 5 marchi che continuano a proporre veicoli equipaggiati con i propulsori TDI.
La voce grossa la fa l’Audi, che propone i turbodiesel a quattro e sei cilindri (spesso ibridi leggeri) con potenze che vanno dai 116 fino a 299 CV su un’ampia gamma di auto, dalla compatta A3 fino alla mastodontica Q7. I diesel, al di fuori dei quattro anelli tutti non elettrificati, restano molto importanti anche per la Volkswagen in particolare su modelli chiave come la Golf e la Tiguan: qui domina il 2.0 TDI in diversi livelli di potenza, anche se sulla Touareg resiste il “vecchio” V6 TDI.
Solo “duemila” per gli altri tre marchi del gruppo (Cupra, Seat e Skoda), con 116 o 150 CV tutti i modelli tranne per la Kodiaq e la Superb che adottano anche la variante da 193 CV.




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Motore |
Cilindrata |
Range Potenza |
Principali Modelli |
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EA288 |
2.0 (4 cil.) |
116 - 204 CV |
Golf, Tiguan, A3, Formentor, Octavia |
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EA897 |
3.0 (V6) |
231 - 344 CV |
Audi A6, A8, Q7, VW Touareg |
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Ford EcoBlue |
2.0 (4 cil. / 3.0 (V6) |
170 - 241 CV |
VW Amarok |

Il 2.0 TDI è il vero cuore della gamma a gasolio del gruppo Volkswagen. Il quattro cilindri EA288 evo è un’evoluzione introdotta nel 2018 per aumentare l’efficienza, le prestazioni e il comfort, rispettando le normative Euro 6d. È un motore che ha subito una cura dimagrante e tecnica profonda: attriti ridotti, gestione termica migliorata e il sistema Twin Dosing (due catalizzatori SCR in serie) che riduce sensibilmente gli ossidi di azoto (NOx) emessi in atmosfera.
Lo troviamo in versione “base” da 116 o 122 CV su auto come la Volkswagen Golf o la Skoda Octavia, dove punta tutto sul risparmio, con medie reali spesso sopra i 20 km/l. Salendo di potenza, la versione da 150 CV è l’equilibrio pensato per suv come la Volkswagen Tiguan o la Seat Ateca ma anche per chi vuole più brio su vetture più compatte.
Per chi cerca la trazione integrale e più brio, le varianti da 193 CV (VW/Skoda) e 204 CV (Audi, in versione ibrida leggera) offrono prestazioni da sportiva con consumi comunque sotto controllo.

Destinato alle ammiraglie e alle suv di grandi dimensioni, il sei cilindri 3.0 V6 TDI, identificato con la sigla EA897, è arrivato alla quarta evoluzione sulle ultime Audi. Si tratta di un propulsore che rende protagonisti il comfort e la coppia. Sui modelli di Ingolstadt, il V6 TDI è sempre abbinato alla tecnologia mild hybrid a 48 volt, che consente di veleggiare a motore spento in autostrada, risparmiando carburante. Oltre che sulle Audi, con potenze da 231 a 299 CV, l’EA897 viene montato anche sulla Volkswagen Touareg in due varianti non ibridizzate da 231 o 286 CV.
Un capitolo a parte merita il Volkswagen Amarok. Sebbene sul portellone spicchi la sigla TDI, sotto il cofano del pick-up tedesco battono propulsori di origine Ford (frutto della partnership che ha dato vita anche al Ranger dell’ovale blu). Qui la filosofia cambia: meno attenzione alla “souplesse” autostradale e più focus sulla coppia motrice necessaria per il traino e il fuoristrada gravoso.
Il 2.0 TDI da 170 CV e da 205 CV nella versione biturbo è l’EcoBlue della Ford e offre una spinta generosa già dai regimi più bassi. Il 3.0 V6 TDI da 241 CV dell’Amarok è diverso da quello montato sulle Audi, pensato più per affrontare pendenze estreme e gestire senza sforzo pesanti rimorchi piuttosto che per la raffinatezza.




















