MERCATO A ZERO - Questo mese non c’è nemmeno bisogno di aspettare i dati ufficiali che verranno diffusi nei prossimi giorni dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per sapere che la situazione del mercato dell’auto in Italia è drammatica con 2.073 unità immatricolate a venerdì scorso. Così la stima dell’Unrae per il mese di aprile 2020 prevede un calo delle immatricolazioni intorno al 97-98%: 3 o 4 mila unità in tutto sono state targate, contro le 175.000 dello scorso anno.
SETTORE IMPORTANTE - Il presidente dell’Unrae, Michele Crisci ribadisce che è necessaria un’azione senza precedenti da parte del Governo, a supporto dell’intera filiera automotive. “In questo drammatico contesto - prosegue Crisci - con migliaia di aziende a rischio di sopravvivenza e 160.000 dipendenti è assolutamente necessaria l’urgente adozione da parte del Governo di interventi che riattivino velocemente la domanda di auto alla ripresa delle attività”.
AGIRE SUBITO - Nei giorni scorsi l’Unrae ha inviato una lettera al Governo, presentando un pacchetto di misure, per aiutare il mercato dopo il lungo blocco dell’economia. E Crisci sostiene come sia cruciale che l’avvio della Fase 2 con la ripresa delle attività economiche sia accompagnata dall’approvazione entro questa settimana delle proposte espresse appunto nella lettera dell’Unrae.
LE MISURE DA ADOTTARE - Proposte che si possono ricapitolare in alcuni punti fondamentali, quali introduzione di una terza fascia di Ecobonus (con emissioni comprese tra 61-95 g/km di CO2), aumento degli importi per gli incentivi seconda fascia (21-60 g/km CO2). Inoltre sospensione (per il 2020) dell'Ecotassa all’atto dell’immatricolazione e introduzione di un ulteriore bonus per le auto già nella disponibilità delle concessionarie (cumulabile con ecobonus), per agevolare ripartenza del mercato (solo per il 2020). L’Unrae chiede inoltre il riallineamento fiscale agli standard degli altri Paesi UE sui veicoli aziendali nuovi o l’aumento della detraibilità IVA al 100% o ancora l’aumento del costo totale deducibile fino a un massimo di 50.000 euro.



































