In un’epoca sempre più orientata alla mobilità elettrica sarà necessario trovare nuovi modi per produrre energia in modo pulito per alimentarle: infatti l’energia che alimenta le batterie delle auto elettriche arriva da fonti inquinanti, il problema delle emissioni viene solamente spostato dallo scarico delle vetture alla produzione. Anche per questo negli ultimi anni si è tornati a parlare di nucleare che, però, è legato a grandi investimenti per la realizzazione di centrali. Tuttavia dagli Stati Uniti arriva un’idea decisamente meno impattante: la Radiant Nuclear sta realizzando un mini-reattore nucleare, compatto, chiavi in mano e facilmente installabile anche in luoghi remoti.

L’idea dell’azienda è di creare una struttura che possa essere ospitata in spazi ristretti come magazzini o piccoli impianti industriali in grado di generare fino a 500 megawatt di elettricità utilizzabile, capace di soddisfare il bisogno di energia di una piccola città o di un grande impianto industriale. Ma la Radiant si spinge oltre, pensando anche a un micro-reattore ancora più piccolo, delle dimensioni di una stanza o di un box, che possa produrre un megawatt di energia, abbastanza per dare energia a un quartiere o a una piccola fabbrica. O ricaricare completamente la batteria di 100 kWh di 10 auto elettriche (ovviamente in condizioni ideali).

Ma come funziona il reattore “portatile”? Come ogni reattore a fissione, il progetto della Radiant si basa su un nocciolo di barre di combustibile nucleare raffinato. I neutroni rilasciati dalle reazioni di fissione sono rallentati da un materiale come la grafite o l’acqua e il tasso di reazione è controllato tramite barre di controllo o, in questo caso, tamburi di controllo. Il calore prodotto viene poi catturato, sia come vapore che tramite convezione di aria surriscaldata, e pompato a una serie di turbine che convertono l’energia termica in elettricità.
In sostanza è essenzialmente una versione ridotta (o miniaturizzata) di reattore ad alta temperatura raffreddato a gas (HTGR). In questo genere di impianti, miscele di combustibile isotropo tristrutturale (TRISO), costituito da isotopi di uranio racchiusi in più strati di materiale ceramico, rendono di fatto impossibili le condizioni necessarie per uno scenario di fusione: questo fattore di sicurezza è un punto di forza chiave che secondo la Radiant rende il suo mini-reattore il sostituto ideale dei generatori diesel. I meccanismi di sicurezza sono progettati per funzionare in modo indipendente e automatico, utilizzando sia la fisica (convezione naturale) che il software (scram autonomo) per garantire il raffreddamento e l’arresto del reattore in caso di problemi.
































