A distanza di un mese e mezzo dall’annuncio, mercoledì 22 ottobre, a partire dalle 12, aprirà la piattaforma online per richiedere i nuovi incentivi auto 2025 per l’acquisto dei veicoli elettrici. A disposizione ci sono quasi 600 milioni di euro, provenienti dalle risorse del PNRR e destinati all’acquisto di auto elettriche. I privati che rottamano un veicolo con motore omologato fino a Euro 5 e con un ISEE inferiore ai 30.000 euro possono ottenere un bonus di 11.000 euro, mentre per quelli con ISEE tra 30.000 e 40.000 euro lo sconto è di 9.000 euro. Il portale a cui richiedere gli incentivi auto 2025 è www.bonusveicolielettrici.mase.gov.it ed è gestito da Sogei per conto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le risorse sono disponibili fino al 30 giugno 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi.
Si prospetta quindi un vero e proprio “click day” in cui i fondi rischiano di terminare in breve tempo, lasciando a “bocca asciutta” chi arriva in ritardo. Questo perché ci sono tutti i contratti stipulati nelle scorse settimane da parte delle concessionarie, vincolati all’ottenimento dell’incentivo. Che deve essere richiesto da parte del singolo cittadino sulla piattaforma del Ministero, producendo un voucher da presentare al concessionario. Se il cittadino ottiene i fondi, lo sconto pari all'incentivo viene praticato dal concessionario direttamente sul prezzo della vettura. Il concessionario viene poi rimborsato dallo Stato.
Per questo il Codacons lancia l’allarme per una grave falla del sistema. Infatti, tra i paletti imposti dal governo per accedere agli incentivi c’è anche la residenza all’interno delle cosiddette FUA, le aree urbane funzionali: zone composte da una città con almeno 50.000 abitanti e dal suo aggregato di Comuni contigui. L’attuale elenco conta 83 FUA per un totale di 1.892 Comuni ed è stato stilato sulla base del censimento generale della popolazione risalente al 2011, “ma il prossimo 15 novembre l’Istat dovrà aggiornare tale elenco, inserendo nuovi Comuni ed eliminandone altri, sulla base del censimento del 2021”, fa notare il Codacons.
Di conseguenza, secondo l’associazione dei consumatori, chi oggi risiede in un Comune che sarà inserito solo a novembre in una FUA non potrà accedere al bonus, mentre chi dovesse essere incluso oggi, ma escluso fra un mese godrà dell’incentivo pur non avendone diritto. Il Codacons avverte che ciò rischierebbe di “portare a un enorme contenzioso legale contro lo Stato Italiano”. La richiesta dell’associazione è quindi di rinviare il tutto a novembre, quando ci sarà il nuovo elenco Istat dei Comuni che rientrano nella area urbana funzionale.






























































































































