PALLIATIVI INUTILI - “I blocchi domenicali del traffico in nome della salvaguardia ambientale sono palliativi inutili e demagogici, bocciati da 7 cittadini su 10”. Sono queste le parole che ha espresso Enrico Gelpi (foto in alto), presidente dell’Automobile Club d’Italia, in merito allo stop della circolazione annunciato in molte città per la giornata di domenica 28 febbraio (leggi qui la news).
LIMITE ALLA LIBERTÁ - Secondo il presidente dell’ACI, “l’auto è il bersaglio più facile per le amministrazioni locali chiamate a far qualcosa contro l’inquinamento”. E la scelta delle domeniche ecologiche “compromette solo il diritto dei cittadini alla mobilità nel giorno dedicato alla cura delle relazioni familiari e di amicizia, degli hobbies, allo svago e alla libertà di muoversi fuori dalle costrizioni della settimana lavorativa”.
SISTEMA DA RIPENSARE - Gelpi sottolinea che per fronteggiare il problema dell'inquinamento, “è necessario rafforzare il trasporto pubblico locale, garantire una più efficiente accessibilità ai grandi centri urbani, potenziando il trasporto su ferro, ponendo maggiore attenzione all’impatto sulla mobilità dei nuovi insediamenti residenziali e commerciali e delle operazioni di recupero delle aree dismesse”.
PEDAGGI IN DUBBIO - Il presidente dell'ACI si è detto anche piuttosto scettico sulla reale efficacia dell'ipotesi di una sovratassa autostradale per i veicoli più pesanti: “deve esserne ben approfondito il rapporto costi-benefici e, soprattutto, deve essere certo che i ricavi vengano effettivamente e documentatamente reinvestiti nel sistema del trasporto, anche con la realizzazione di infrastrutture. Il rischio, visto le esperienze passate, è che l’eventuale pedaggio finisca nel calderone generale e diventi l’ennesimo balzello per gli italiani che già pagano 168 miliardi di euro ogni anno per l’utilizzo della propria automobile”.
UN “LUSSO” CIRCOLARE - Infine, restando sul tema di quanto costi oggi muoversi in auto, Gelpi fa notare che, “proprio quando è stata annunciata la mancata proroga degli incentivi”, le amministrazioni comunali sono tornate “a parlare di divieti e di pedaggi legati alle emissioni delle auto, aumentando così il gap tra chi si può permettere un’auto nuova, e quindi avere più facilità di muoversi, e chi no”.




