Se da un lato l'Italia si conferma una vera e propria "nazione di automobilisti", dall'altro emerge una difficoltà strutturale nel rinnovamento tecnologico e ambientale del parco circolante rispetto ai partner europei.
L'Italia detiene un record assoluto nell'Unione Europea: la più alta densità di autovetture, con ben 701 auto ogni 1.000 abitanti nel 2024. Per dare un termine di paragone, la media UE si attesta a 570, mentre paesi come la Lettonia si fermano a 418. Questo dato sottolinea come l'auto rimanga il mezzo di trasporto centrale per le famiglie italiane, nonostante le sfide della transizione ecologica.
In termini assoluti, circolano sulle nostre strade circa 41,3 milioni di autovetture, posizionandoci come il secondo mercato nell'UE subito dopo la Germania (49,3 milioni) e davanti alla Francia (39,7 milioni).
Se la quantità non manca, la qualità in termini di anzianità dei veicoli solleva diverse preoccupazioni. L'età media delle auto in Italia è di 13 anni, superiore alla media UE di 12,7 anni. Siamo lontani dai modelli virtuosi come il Lussemburgo, dove le auto hanno in media solo 8,2 anni.
La situazione si fa ancora più critica nel settore dei veicoli commerciali e industriali:
Il rapporto evidenzia come il passaggio ai veicoli a zero emissioni sia ancora in una fase embrionale nel nostro Paese. Se in Norvegia oltre un quarto delle auto in circolazione è già elettrico a batteria (BEV), in Italia la quota di auto BEV si ferma ad un marginale 0,7%. Persino la media UE, pur modesta al 2,3%, appare lontana.
Un dato peculiare del mercato italiano è la resistenza dei carburanti alternativi tradizionali: l'Italia vanta infatti una quota di auto alimentate a gas naturale (metano) del 7,6%, di gran lunga la più alta in Europa, dove la media UE non supera lo 0,6%.
ACEA sottolinea che la sostituzione dei vecchi modelli con veicoli più puliti e sicuri richiede tempo e condizioni favorevoli. Per accelerare questo processo, il report suggerisce che non bastano i target legislativi, ma serve un ecosistema che includa infrastrutture di ricarica capillari e incentivi fiscali che stimolino la domanda e il rinnovo del parco circolante.
L'Italia, pur essendo leader per volumi di mezzi in circolazione (soprattutto nel trasporto pubblico e commerciale), si trova oggi a dover colmare un gap tecnologico importante per non restare indietro nel percorso verso la decarbonizzazione del trasporto su strada.





















































































































































