IL BELLO DI FARE GRUPPO - I numeri del 2015 sembrano parlare chiaro: il record di vendite della
Jeep compensa il calo della FCA sul mercato brasiliano, da sempre chiave per l’andamento della Fiat prima e del gruppo italo-americano poi. Il marchio Jeep ha concluso l’anno con
1.237.583 auto vendute: +22% rispetto al 2014 (con un +25% relativo agli Stati Uniti). Insomma, un ottimo viatico verso quota 1,9 milioni di unità, vale a dire l’obiettivo dichiarato da parte di Sergio Marchionne per il 2018. I numeri in dettaglio parlano di 295.000 Cherokee, 277.000 Grand Cherokee e 255.000 Wrangler; sostanzioso il contributo della Renegade, costruita a Melfi (e poi anche in Brasile) sul pianale della cugina Fiat 500X. I piani d’espansione prevedono alche la delocalizzazione produttiva della Cherokee: prescelta in tal senso la Cina, ritenuto un mercato in ascesa.
BRASILE AMARO - Sui numeri della FCA pesa come un macigno la profonda crisi economica del Brasile: il Gruppo mantiene il primato per volumi (360.000 auto vendute nel 2015, cioè il 17% del mercato) davanti a General Motors (331.000) e Volkswagen (290.000), con una perdita percentuale del 37% rispetto al 2014 in termini di mezzi venduti. Un dato, questo, in linea con GM (-33%) e Volkswagen (-38%). Tuttavia, su base complessiva, il saldo è positivo: gli otto mercati principali (i cinque europei: Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna, oltre a Stati Uniti, Brasile e Canada, ma viene esclusa dal computo la Cina) hanno assorbito 3,65 milioni di mezzi, 100.000 in più rispetto al 2014. Va comunque considerato che questa sorta di G8 automobilistico ha registrato nell’ultimo anno un’ascesa (+3,8%) superiore rispetto alla performance di FCA (+2,8%): così si spiega la perdita di quota di mercato del Gruppo FCA, passato dall’11,6% all’11,5%.