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"K-cars", un fenomeno tutto giapponese

24 giugno 2011

La notizia che Nissan e Mitsubishi uniranno le forze per sviluppare una nuova generazione di microcar, ci dà lo spunto per ricordare quali sono state le migliori interpreti di un genere molto in voga in Giappone.

GRANDE FUTURO - NMKV è la nuova società che nasce dalla joint venture tra Nissan e Mitsubishi. L’azienda è operativa dal 1° giugno scorso ed ha sede a Takanawa. Le due case giapponesi svilupperanno in sinergia le cosiddette K-cars (che sta per keijidosha, auto leggere in giapponese) le "micro car" tanto popolari nella terra del Sol Levante. L’accordo è nato non solo per risparmiare sui costi di sviluppo e della componentistica, ma anche per far fronte alla prevista espansione di questo tipo di auto nei prossimi anni legata all’aumento dei prezzi dei carburanti. 

UN FENOMENO LOCALE - Le K-cars sono una realtà affermata nella terra del Sol Levante, perché consentono ai proprietari di godere di agevolazioni fiscali ed assicurative. Tuttavia, sono obbligatorie per coloro che non possiedono il garage personale. In questa categoria possono rientrare solo i veicoli lunghi al massimo 343 cm, mentre il motore dev’essere non superiore ai 660 centimetri cubi di cilindrata ed erogare al massimo 64 CV di potenza. Vediamo alcune delle K-cars più "famose", premesso che quese auto sono una realtà prevalentemente giapponese e che raramente hanno varcato i confini nazionali, come nel caso della Daihatsu Copen e della Mitsubishi i-MiEV.


MAZDA AUTOZAM AZ-1

Mazda autozam az 1 02 

La Autozam AZ-1 era una piccola sportiva della Mazda, venduta anche come Suzuki Cara. Le caratteristiche tecniche principali di questa vettura erano le porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in vetroresina che permise di contenere il peso della vettura poco sopra i 700 kg. La AZ-1 era lunga solo 3,3 metri ed era equipaggiata con il motore 657 turbo 12V a 3 cilindri da 64 CV, collocato in posizione centrale-posteriore. Fu prodotta tra il 1992 e il 1994 in soli 4.392 esemplari, solo per mercato giapponese.
 

DAIHATSU COPEN

Daihatsu copen 2007

La Daihatsu Copen è la piccola spider con capote elettrica in metallo, reclinabile in 20 secondi. È stata commercializzata anche in Europa dapprima solo con il volante a destra e con il motore 660 turbo da 68 CV, mentre nel 2006 ha debuttato la versione "High Grade" con guida a sinistra e il motore 1.3 a 4 cilindri da 87 CV di potenza; è uscita di scena solo lo scorso anno.
 

HONDA BEAT

Honda-beat-roadster-1007

La Honda Beat è stata l’ultima vettura approvata dal patron Soichiro Honda. Era una K-car con carrozzeria spider e motore 660 aspirato da 64 CV collocato in posizione centrale-posteriore. L’auto fu disegnata da Pininfarina e, nonostante l’aspetto da sportiva, raggiungeva la modesta velocità massima di 135 km/h. È stata prodotta dal 1991 al 1996 in circa 33.600 esemplari, solo con guida a destra.


MITSUBISHI i

Mitsubishi i 2011

La Mitsubishi i è la moderna micro car della casa giapponese, conosciuta anche in Europa, dove è venduta nella versione elettrica denominata i-MiEV, da cui derivano le gemelle francesi Citroën C-Zero e Peugeot iOn. In Giappone, la Mitsubishi i è disponibile con il motore 660 da 64 CV di potenza.
 

SUZUKI CAPPUCCINO

Suzuki cappuccino 91-97 30-original

La Suzuki Cappuccino era la diretta rivale della Honda Beat e fu prodotta dal 1991 al 1997. La Cappuccino utilizzava un motore 660 a tre cilindri da 64 CV abbinato a un cambio manuale a quattro marce. Dotata di impianto frenante con quattro dischi, le ultime versioni erano dotate anche di servosterzo elettrico e sospensioni a doppi triangolo in alluminio.



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Ritratto di m1a2
26 giugno 2011 - 10:36
Io invece apprezzo molto il modo di parlarne di Clarkson &Co. Usano i discorsi da bar per mettere realmente in evidenza difetti che in nessuna rivista si troverebbero mai ("troppi tasti, non capisco a cosa servono") il tutto detto con molta ironia e leggerezza. É facile poi prendere una BMW e parlarne bene, il difficile è parlarne senza dire le solite banalità e i loro test folli secondo me sono il miglior metodo per mettere in risalto caratteristiche simpatiche e curiosità che interessano agli appassionati i quali probabilmente avranno letto ben più di un articolo su quell'auto. Oltretutto non è vero che parlano bene solo di auto veloci: ricordo ad esempio una puntata sulla Skoda Yeti, in cui giunsero alla conclusione che "è più comoda di una Range Rover, più pratica di una Maybach, più veloce di una Ferrari (avevano piazzato un finto cantiere nel circuito di prova..) più economica di una Vauxall Astra e capace di resistere ai vigili del fuoco". Al contrario, Clarkson ha fatto infinite polemiche, ad esempio, sul cruscotto della 458 Italia, con le frecce sul volante, il navigatore che oscura il tachimetro e viceversa ecc... pur dicendo, ovviamente, si guida meravigliosamente. Tendenzialmente comunque tendono a criticare tutte le auto, ma ciò non significa che vogliano denigrarle (anche perché le auto scelte solitamente sono auto che piacciono a loro): se un'auto vale avrà modo di dimostrarlo durante la puntata. Bisogna anche capire che se Clarkson dice che una Quattroporte è un'auto da mafioso russo, che le BMW sono noiose auto da colletti bianchi e che le Porsche meriterebbero di stare all'estrema sinistra del Cool-Wall (praticamente in Irlanda) solo perché le hanno i suoi due colleghi, semplicemente scherza. Top Gear non è un programma fatto per recensire auto, ma semplicemente per parlarne un po' con fervore e ironia da appassionati piuttosto che lucido e razionale distacco da esperti.
Ritratto di akabuster
27 giugno 2011 - 02:27
AMEN
Ritratto di Federico °_°
24 giugno 2011 - 22:07
Ecco da dove sono usciti questi obbrobri di auto nel gioco GRAN TURISMO 5 per ps3!! Le ho avute tutte queste auto citate sopra, e mi sono sempre chiesto se esistevano veramente.... e adesso ho scoperto che purtroppo esistono..... le odio!
Ritratto di Fede97
25 giugno 2011 - 14:23
io ce l'ho ancora funzionante che ci stavo giocando prima!! comunque andavano così piano che riuscivo a fare un giro normale in 2 munti di orologio HAHA
Ritratto di mustang54
24 giugno 2011 - 19:17
2
Piccoline, dai bassi costi di gestione e che si parcheggiano in un fazzoletto...
Ritratto di armyfolly
24 giugno 2011 - 20:58
IN CITTA'...
Ritratto di fogliato giancarlo
26 giugno 2011 - 02:49
Il commento è stato rimosso perché l'utente è stato disattivato per violazione della policy del sito. La redazione.
Ritratto di Alessandro
26 giugno 2011 - 09:13
Magari esteticamente più europee.........Sono vetture divertenti da guidare e in città sembrano essere l'ideale dato le loro risicate dimensioni......Però a quanto sembra le city car moderne sono destinate a superare abbondantemente i 3,70 metri e ad essere larghe 1,70m.......Però se lo si fa per la sicurezza.....
Ritratto di Baf
26 giugno 2011 - 13:46
Bisogna anche considerare che a parte la Mitsubishi i e la Daihatsu Copen si tratta di auto di 20 anni fa, è normale che siano lontane dal nostro stile, anche perché all'epoca la globalizzazione non era arrivata a questi livelli. Riguardo alle citycar devo dire che questa lievitazione delle dimensioni mi sembra contraddittoria, è vero che le esigenze cambiano ma superata una certa soglia non si può più dire che appartengano a questo segmento, e la stessa tendenza si diffonde nei segmenti superiori. Ci stiamo americanizzando?
Ritratto di Marco79
26 giugno 2011 - 20:20
Come tutti voi,anche io le ho conosciute in gt2,la mia preferita la cappuccino.......!!! saluti a tutti.....!!
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