Si chiude un capitolo nella storia dell’Italdesign: la maggioranza dell’azienda passa infatti ufficialmente nelle mani della UST, società statunitense specializzata in tecnologia, intelligenza artificiale e ingegneria digitale. L’azienda americana (ma con forti radici in India) ha acquisito il 60% del capitale della storica realtà torinese, mentre l’Audi, attraverso la controllata Lamborghini, mantiene il restante 40% e continuerà a essere un partner strategico e un importante cliente.
L’operazione, annunciata nel 2025 e perfezionata ora, non comporta per il momento cambiamenti alla sede di Moncalieri né al vertice dell’azienda: resta amministratore delegato Antonio Casu e, secondo quanto dichiarato dalle società, non sono in programma effetti sull’occupazione.

Nata nel 1968 su iniziativa di Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani, l’Italdesign opera inizialmente con il nome di SIRP (Società Italiana Realizzazione Prototipi). Tra i primi grandi progetti c’è l’Alfasud del 1971, seguita dalla Volkswagen Passat e, negli anni successivi, da alcune automobili che hanno fatto la storia del settore: dalla Volkswagen Golf alla Scirocco, passando per modelli come la Fiat Panda, la Lancia Delta e la Fiat Uno.
Nel corso dei decenni l’azienda ha progressivamente ampliato le proprie attività, affiancando al design lo sviluppo ingegneristico, la prototipazione e la produzione di piccole serie. Nel 2010 il controllo è passato al Gruppo Volkswagen, che nel 2015 ha trasferito l’Italdesign sotto il controllo dell’Audi e, successivamente, della Lamborghini.

Il cambio di proprietà punta soprattutto a portare Italdesign in una dimensione più digitale. La UST mette infatti sul piatto competenze nell’intelligenza artificiale, nell’ingegneria software e nello sviluppo dei cosiddetti veicoli definiti dal software (qui per approfondire).
L’obiettivo è unire queste tecnologie alla tradizionale esperienza di Italdesign nel design, nell’ingegneria, nella prototipazione e nello sviluppo dei veicoli, così da offrire ai costruttori un servizio che copra un numero crescente di fasi, dal concept alla produzione. La scommessa sarà trasformare il patrimonio di competenze accumulato in quasi sessant’anni in un vantaggio nella nuova industria dell’auto, sempre più legata a intelligenza artificiale, connettività e software.





















