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Lamborghini Countach: 50 anni di un mito

Pubblicato 29 luglio 2021

Dal prototipo del 1971 alla 25° anniversario, il racconto per immagini del bolide tutto muscoli e spigoli che ha cambiato per sempre le sorti della Lamborgini e il nostro modo di intendere le supercar.

Lamborghini Countach: 50 anni di un mito

PERBACCO! - Countach, il nome della Lamborghini più spettacolare di sempre, in dialetto piemontese letteralmente significa peste o contagio, ma in realtà - ha spiegato qualche tempo fa sul sito internet della casa di Sant’Agata Bolognese Marcello Gandini - viene usato più spesso come “espressione di stupore o ammirazione, come “perbacco!’”. Al geniale designer torinese, all’epoca responsabile dello stile della Bertone e artefice del design mozzafiato della supercar che nel 2021 taglia il traguardo del suo primo mezzo secolo di vita, quell’espressione dialettale che sarebbe diventata leggenda viene suggerita da un giovane collaboratore addetto alle serrature, impressionato da quelle linee così affilate e audaci, così cariche di dinamismo e di futuro. La Lamborghini Countach fa il suo esordio nelle vesti di show-car al Salone di Ginevra del 1971. Rispetto alla Miura uscita solo cinque anni prima (altra sbalorditiva testimonianza su quattro ruote dell’ingegno gandiniano), è un salto quantico. Il telaio a traliccio progettato da Paolo Stanzani, una gabbia di sottilissimi tubi d’acciaio ispirato alla struttura delle Maserati Birdcage degli anni 50 e 60, è rivestito da superfici tese costituite da piani e spigoli. La Countach è un cuneo affilato che sembra pronto a scattare velocissimo da un momento all’altro, e infatti promette di superare la soglia dei 300 km/h.

CHE LA LEGGENDA ABBIA INIZIO - Se la scelta di un motore a 12 cilindri, che sul prototipo Lamborghini Countach LP 500 svelato a Ginevra nel 1971 viene maggiorato da 4 a 5 litri di cilindrata, conferma il frazionamento del potente propulsore della Miura, una grande novità è la collocazione in posizione posteriore longitudinale, e non più posteriore trasversale, con il cambio installato a ridosso dei sedili e l’albero di trasmissione che attraversa il monoblocco. 

LA PIÙ AMBITA - Dopo un biennio di intenso e appassionato lavoro, tecnici e collaudatori trasformano la concept car che aveva brillato come nessun altra sotto i riflettori del Salone di Ginevra in un’auto vera. A tenere a battesimo la prima generazione della Lamborghini Countach, nel 1973, è di nuovo la kermesse ginevrina. La macchina - modificata con l’aggiunta di pochi, ma decisivi elementi come le due grandi prese d’aria Naca sulle fiancate e quelle a periscopio sopra i passaruota posteriori - è una logica evoluzione del prototipo svelato due anni prima. Come suggerisce il nome - Countach LP 400 -, la cilindrata del motore a 12 cilindri viene ridotta a 4 litri: si tratta della stessa, collaudatissima unità che aveva già equipaggiato la Miura. La potenza massima di 375 CV consente allunghi mozzafiato sul filo dei 300 km/h. Altamente scenografico l’innovativo sistema di apertura delle portiere, che diverrà un marchio di fabbrica anche per le future generazioni di bolidi Lamborghini. Si aprono a forbice, in alto e in avanti, una soluzione mai vista prima che fa invecchiare di colpo persino i sistemi all’epoca in uso sulle più evolute auto da corsa. Costruita in 152 esemplari tra il 1973 e il 1977, la LP 400 è oggi la Countach più ambita dai collezionisti.

UNA “S” CHE FA LA DIFFERENZA - Nel 1978 debutta la Lamborghini Countach LP 400 S. Realizzata in collaborazione con Walter Wolf - all’epoca patron dell’omonima scuderia di Formula 1 - e immediatamente riconoscibile per i passaruota allargati e i pneumatici super ribassati, monta a richiesta un vistosissimo alettone posteriore che in molti sceglieranno per rendere il look ancora più spettacolare. Dai cancelli di Sant’Agata bolognese, dove rimane in produzione fino al 1982, ne escono 235 unità.


  
IL MODELLO DELLA MATURITÀ - Nel 1982, sotto il segno del Toro i gradi di ammiraglia passano alla Lamborghini Countach LP 5000 S. Il progetto, affidato a Giulio Alfieri, fresco d’arrivo dalla Maserati, prevede innanzitutto un aumento di cilindrata. Il motore, portato a 4750 cm³ e inizialmente accreditato degli stessi 375 CV dei precedenti modelli, subisce un ulteriore upgrade nel 1985: grazie all’adozione della distribuzione a quattro valvole per cilindro la cilindrata cresce fino a 5167 cm³ e la potenza a 455 CV. Affidabile e velocissima, la Quattrovalvole supera agevolmente i 300 km/h e - specie nella versione senza l’appariscente ala posteriore - risulta molto più stabile rispetto al passato. I miglioramenti apportati alla supercar, giunta ormai a completa maturazione, si riflettono positivamente anche sulle vendite: in meno di tre anni la Lamborghini consegna 321 Countach LP 5000 S, ben 84 in più rispetto alle LP vendute nei primi quattro anni di produzione.

L’ULTIMO BALLO - Il canto del cigno della Lamborghini Countach si materializza al Salone di Parigi del 1988, a 15 anni esatti dall’avvio della produzione del modello e a 25 dalla fondazione della divisione automobilistica della Lamborghini. Battezzata 25° Anniversario, viene rivista nella carrozzeria da un giovanissimo Horacio Pagani, che smussa leggermente gli spigoli sui fianchi raccordando in maniera più morbida i codolini dei passaruota e le bandelle sottoporta. L’ultima Countach prodotta - un esemplare color argento metallizzato con gli interni in pelle grigia che è anche l’ultima delle 658 25° Anniversario costruite - lascia la fabbrica di Sant’Agata Bolognese il 4 luglio 1990. È la fine di un mito senza tempo che, a cinquant’anni di distanza, continua a sedurre e ispirare nuove visioni estetiche nel mondo delle quattro ruote. E non solo.

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Ritratto di Volpe bianca
29 luglio 2021 - 20:53
Questa volta si potrebbe dare la possibilità di mettere 6 volanti
Ritratto di ziobell0
29 luglio 2021 - 21:53
che linea
Ritratto di MotorG
29 luglio 2021 - 22:09
Un sogno da bambino che continuerà nel tempo !
Ritratto di Road Runner Superbird
29 luglio 2021 - 22:17
Ancora oggi sembra un oggetto fantascientifico, è stata davvero un'auto stupefacente.
Ritratto di alvolantefan
29 luglio 2021 - 22:45
Leggo che l'ultima versione è stata gestita nel design da Horacio Pagani: è andato a toccare proprio dove non doveva!
Ritratto di Metalmachine
29 luglio 2021 - 23:27
1
Sarò di parte ….ma a me ha sempre fatto schifo …..
Ritratto di puccipaolo
30 luglio 2021 - 00:15
6
Forse oggi...dopo 50 anni dal lancio può apparire fuori luogo, eccessiva , troppo anni 70...ma se guardiamo le sue concorrenti del 1970...beh non c'è storia, facevi un entrata da standing ovation. Grande italianità!
Ritratto di Quello la
30 luglio 2021 - 07:58
Di parte in che senso?
Ritratto di Oxygenerator
30 luglio 2021 - 00:38
Per me è la macchina più bella, mai costruita al mondo, insieme alla Jaguar e-tipe. Sono le mie preferite, nonostante non mi piacciano per niente, le auto sportive.
Ritratto di Cancello92
30 luglio 2021 - 09:47
Per me le migliori sono la ford cobra oppure la sl "ali di gabbiano". Design senza tempo. Certo ho escluso mostri sacri come la corvette c2 ,la miura, la gto
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