Come saranno le hypercar della Lamborghini nei prossimi anni? Ce lo dicono una serie di disegni diffusi dal costruttore in occasione del ventennale del Centro Stile guidato da Mitja Borket, che raffigurano una concept car dal nome emblematico: Manifesto.

La Lamborghini Manifesto a detta del suo designer anticipa lo stile della future super sportive del Toro. Il prototipo non si discosta molto dalle linee tese delle attuali supercar del costruttore, tuttavia sono presenti degli elementi inediti. Su tutto risalta la purezza delle forme, che sono essenziali, prive di inutili orpelli. Il frontale è appuntito e la forma dei fari a Y contribuisce a mettere in risalto la presenza su strada della vettura. Ma la parte più estrema è il posteriore, che appare quasi svuotato con una parte delle ruote scoperte e l’enorme estrattore, progettato per ottimizzare i flussi aerodinamici. Il cofano motore è suddiviso in due da una striscia a led. Un'altra peculiarità della Lamborghini Manifesto è l’ampia superficie vetrata, con le portiere prive di telaio. Mentre la vista laterale richiama i prototipi dalle forme cuneiformi degli Anni 70.

Il ventesimo anniversario del Centro Stile Lamborghini è stato giustamente omaggiato dalla casa di Sant’Agata Bolognese perché è stato determinante per il suo successo. Nei primi anni lo stile era infatti gestito da professionisti esterni. L’internalizzazione del design inizia nel 1998 con l’acquisizione della Lamborghini da parte di Audi. Ma è solo nel 2000 che Walter de Silva, allora responsabile del design dell’Audi, propose ai vertici di Audi e Lamborghini di istituire un Centro Stile interno. Che fu annunciato nel 2003 diventando pienamente operativo nel 2005.





















