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Liux Big: ecco perché in Spagna puntano sulle microcar

Pubblicato 17 ottobre 2026

Abbiamo intervistato i fondatori della startup spagnola per capire le ragioni dietro al progetto della piccola elettrica, dalla particolare carrozzeria in fibra di lino al prezzo non proprio contenuto.

Liux Big: ecco perché in Spagna puntano sulle microcar

CAMBIO DI PROGRAMMA

Fondare una nuova casa automobilistica non è un'impresa semplice, specialmente in un mercato come quello delle auto elettriche. Lo sanno bene Antonio Espinosa de los Monteros e David Sancho Domingo (foto qui sotto), fondatori nel 2021 della spagnola Liux, che hanno dovuto rivedere profondamente i loro piani iniziali.

L'obiettivo, infatti, non era quello di realizzare un quadriciclo elettrico, bensì un'automobile vera e propria. Nel 2022 l'azienda aveva sviluppato la Liux Animal, una vettura elettrica del segmento C, arrivando a presentare un prototipo funzionante nel novembre dello stesso anno. Poi il cambio di rotta, che ha portato alla nascita della Liux Big.

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PERCHÉ UNA MICROCAR?

Le ragioni di questa decisione sono principalmente tre, come ci hanno spiegato i fondatori: una diffusione delle auto elettriche più lenta del previsto, l'arrivo sul mercato europeo di un numero crescente di costruttori cinesi e, soprattutto, le prospettive di crescita dei veicoli più piccoli.

Secondo le analisi condotte dalla Liux, infatti, il mercato dei quadricicli sta crescendo a un ritmo superiore al 10% annuo, mentre quello delle automobili tradizionali è nonostante tutto più in difficoltà. Da qui la scelta di concentrarsi su un settore meno affollato e, almeno secondo le previsioni dell'azienda, con maggiori possibilità di sviluppo. Una decisione che i fondatori definiscono oggi fondamentale per il futuro della Liux.

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PICCOLA, MA NON ECONOMICA

Il risultato è la Liux Big, un quadriciclo pesante elettrico omologato nella categoria L7e, che può essere guidato a partire dai 16 anni con la patente B1. Lunga appena 2,7 metri, ha due posti e viene proposta con batterie da 15 o 20 kWh, per un'autonomia dichiarata rispettivamente di 215 e oltre 270 km.

Numeri interessanti per un veicolo destinato prevalentemente alla città, ma c'è un aspetto che potrebbe far storcere il naso a diversi automobilisti: il prezzo, annunciato appena al di sotto dei 18.000 euro. Una cifra con cui è possibile avvicinarsi anche a vere e proprie citycar elettriche.

Come convincere quindi un cliente a scegliere la Big? Secondo i fondatori, la risposta sta innanzitutto nelle dimensioni: "Parcheggiare a Roma o a Parigi un'auto di 2,7 metri è tutta un'altra cosa rispetto a parcheggiarne una di 4 metri". E aggiungono che, una volta al volante, la sensazione sarebbe molto simile a quella di guidare un'automobile tradizionale. L'azienda è convinta di poter offrire uno dei migliori rapporti tra qualità e prezzo nel segmento delle ultracompatte.

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LA CARROZZERIA È IN LINO

Un'altra particolarità della Liux Big riguarda i materiali utilizzati per costruirla. La carrozzeria è infatti realizzata in un materiale composito a base di fibra di lino, una soluzione che, oltre a contenere il peso, permette di ridurre gli investimenti necessari per avviare la produzione.

Come ci hanno spiegato i fondatori, realizzare componenti in questo materiale richiede impianti meno costosi rispetto alle tradizionali linee dedicate alla lavorazione della lamiera. Il composito viene impiegato nelle parti che non devono svolgere una funzione strutturale di protezione dagli urti, contribuendo così a ridurre la massa complessiva del veicolo e, di conseguenza, i consumi.

La struttura superiore pesa appena 45 kg, mentre le componenti più pesanti, comprese le batterie e il gruppo motopropulsore, sono concentrate nella parte inferiore.

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BATTERIE “FACILI” DA SOSTITUIRE

La Liux Big punta anche sulla modularità delle batterie, che possono essere rimosse e sostituite in officina. Non si tratta soltanto di una soluzione utile in caso di guasto: secondo i fondatori, questo sistema permetterà in futuro di installare accumulatori con tecnologie più avanzate, senza dover sostituire l'intero veicolo.

C'è poi un vantaggio economico legato al valore dell'usato. Una batteria che ha perso parte della propria capacità può ridurre sensibilmente il valore commerciale di un'auto elettrica. Rendendola facilmente sostituibile, invece, sarebbe possibile prolungare la vita del veicolo e recuperare parte del valore dell'accumulatore, che potrebbe essere riutilizzato per altri impieghi. Naturalmente, molto dipenderà dai costi effettivi di sostituzione, che non sono ancora stati comunicati.

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5.000 ALL'ANNO, PER COMINCIARE

Ma quando vedremo effettivamente la Liux Big sulle nostre strade? Su questo punto i fondatori ci hanno fornito un aggiornamento importante rispetto ai programmi comunicati inizialmente. La prima fase dello stabilimento produttivo spagnolo è già stata completata e dispone di una capacità di 5.000 veicoli all'anno.

L'impianto sta attualmente assemblando le prime unità e preparando l'avvio della produzione in serie, previsto nella prima metà del 2027. La struttura è stata progettata per essere ampliata progressivamente, fino a raggiungere una capacità di 15.000 esemplari annui, senza dover realizzare un nuovo stabilimento.

L'aumento dei volumi dipenderà naturalmente dall'andamento delle vendite. Quanto alla possibilità di tornare in futuro al progetto di un'automobile tradizionale, i fondatori non si sono sbilanciati: per il momento, tutte le attenzioni sono concentrate sulla piccola Big.



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Ritratto di Pepetto
17 ottobre 2026 - 11:32
Mah…. Perdono già all’origine il confronto con la smart #2…. E poi e’ orrenda… Solitoquadriciclo plasticoso,…. Volete venderne qualcuno? Mettetela a 7000 €
Ritratto di giocchan
17 ottobre 2026 - 11:55
Tutti queste microcar perdono in partenza contro la #2... e, al tempo stesso, se non fanno volumi non possono scendere di prezzo. L'unica possibilità per "la categoria" è che un costruttore grande (Sperantis, VW, ecc...) se ne metta a fare a fare una. La Ami, pur essendo tutt'altro che entusiasmante, costa 8k, un prezzo che un suo senso ce l'ha. Se riescono a vendere a 11-12k un quadriciclo pesante con clima (tipo Xev Yoyo per intenderci), ecco che la differenza con #2 inizia a diventare interessante. Teoricamente Sperantis sta facendo qualcosa a marchio Fiat in quella direzione (i 10k richiesti per la Topolino però non lasciano ben sperare...).
Ritratto di Pepetto
17 ottobre 2026 - 11:34
All’anteriore sembra Darth Vader di star wars….
Ritratto di giocchan
17 ottobre 2026 - 11:50
18k... esempio perfetto di minicar che non ha più un vero senso dopo la presentazione della #2 a 20k...
Ritratto di Trattoretto
17 ottobre 2026 - 12:34
Chissà come si ripara un telaio in fibra di lino, perché qualche colpetto in città potrebbe anche prenderlo.
Ritratto di Vate
17 ottobre 2026 - 12:47
Si porta in sartoria
Ritratto di tindaro
17 ottobre 2026 - 12:43
Bruttina... e non hanno capito la domanda di Cesare Nebbia

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