Il 2027 doveva segnare la fine della Lotus Emira, che nei piani iniziali doveva uscire di produzione per lasciare via libera a un luminoso futuro fatto solo di auto elettriche. Le cose non sono andate come previsto e la Lotus ha dovuto correggere il tiro rivedendo completamente la sua strategia. Durante la presentazione dei risultati del secondo trimestre (piuttosto negativi, qui per saperne di più), il ceo Feng Qingfeng ha annunciato che la due posti a motore centrale avrà un futuro.
Attualmente la Emira è disponibile con due motori: un 4 cilindri turbo 2.0 della AMG e un V6 3.5 sovralimentato di origine Toyota, nessuno dei due conforme ai futuri standard Euro 7, in arrivo alla fine del 2026. Per questo la Lotus sarebbe al lavoro per tenere in vita l'unico modello di serie ancora costruito nella storica sede di Hethel grazie a un restyling ma, soprattutto, due nuovi motori, un ibrido plug-in e un V6 "upgrade". Nessuna specifica tecnica è stata ancora comunicata.

Il nuovo sistema ibrido plug-in non dovrebbe essere lo stesso “Hyper Hybrid” che la Lotus sta sviluppando per le Eletre e Emeya. Quest’ultimo è pensato per le elettriche e richiede ingombri che mal si adattano a una sportiva compatta come la Emira (è lunga 440 cm). Più probabile, invece, uno schema più tradizionale con un motore elettrico collocato tra il termico (forse un 4 cilindri) e la trasmissione con batterie ricaricabili non troppo grandi. Una configurazione che permette di aumentare la potenza e contenere le emissioni, senza compromettere le doti dinamiche dell’auto.
Per quanto riguarda l’altra unità termica, la Lotus utilizza il V6 Toyota dal 2009, anno di uscita dell’Evora. L’arrivo delle normative Euro 7, impongono la ricerca di un nuovo motore 6 cilindri, che potrebbe essere fornito sempre dalla Mercedes-AMG, come l’attuale quattro cilindri della Emira.
































































