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Visser: ecco cos'è Lynk & Co

Pubblicato 11 settembre 2021

In occasione del test della Lynk & Co 01 abbiamo parlato di questo nuovo marchio col suo amministratore delegato Alain Visser.

Visser: ecco cos'è Lynk & Co

> LYNK & CO 01: IL PRIMO CONTATTO

Che origine ha il nome Lynk & Co? Ad alcuni ricorda Lincoln, il marchio di lusso di Ford…
È buffo che me lo diciate: noi cercavamo proprio un marchio che non “suonasse” come uno automobilistico. Avevamo un nome di progetto interno che era “lynk”, che però pensavamo fosse noioso. Così abbiamo iniziato a farci ipotesi intorno: qualcuno ha proposto di aggiungerci la “&”, presente in molti marchi della moda, come Tiffany & Co e Abercrombie & Fitch. Abbiamo quindi ipotizzato Lynk & One, Lynk & Three, Lynk & 100 e altri ma alla fine Lynk & Co ci pareva bello da leggere e da ascoltare. Non abbiamo nemmeno provato a fare dei test su possibili clienti o ricerche di mercato: ci è piaciuto e l’abbiamo approvato. Sappiamo che a molti non sono convinti, perfino dentro l’azienda, ma credo che a volte si debba seguire i propri sentimenti. Pensate a quell’azienda di computer che come nome ha scelto quello di un frutto: Apple…

Lynk & Co è un marchio di rottura: come nasce?
Dall’idea che mi sono fatto in 35 anni di carriera nel mondo delle auto (Visser ha lavorato in Ford e Opel, ndr), dove tutto è sempre rimasto uguale: si fanno auto e si spediscono ai concessionari che fanno anche riparazioni e manutenzione. Ma le cose stanno cambiando rapidamente e francamente tutte le auto oggi sono di qualità, cosa che non era vera 20 anni fa. E se tutti, noi compresi, produciamo buone vetture, ci deve essere qualcosa in più: i processi di vendita sono cambiati più negli ultimi 5 anni che nei precedenti 50, quindi è il momento di puntare su cosa c’è attorno all’auto. L’auto media sta parcheggiata per il 96% del tempo: facciamo qualcosa per risolvere questa situazione. Molti clienti sono pronti a qualcosa di nuovo: è un piccolo numero ma che sta crescendo. E non vale per tutti i mercati: in Cina è “cool” comprare un’auto perché è qualcosa di nuovo. In Europa è invece già qualcosa di “vecchio”. Secondo i nostri dati il 10% degli automobilisti è pronto ad abbandonare la classica formula di acquisto e noi siamo qui per loro: offriamo un contratto con canone mensile tutto incluso, con una sola mensilità di impegno e possibilità di recedere in qualunque momento senza penali. E la 01 è sicuramente una buona auto, basata sulla piattaforma della Volvo XC40 e full optional.

Come funziona il pagamento mensile?
Nei 500 euro mensili sono compresi assicurazione RCA, “bollo”, assistenza stradale, manutenzione ordinaria straordinaria e si può ridurre la cifra condividendo la propria vettura: con l’app il proprietario decide tariffa e tempo di uso e l’utilizzatore apre e avvia il motore con la medesima app. Noi non guadagniamo su questa funzione ma speriamo che i clienti la usino perché non vogliamo più auto sulla strada ma che quelle che ci sono siano utilizzate al meglio. D’altra parte, solo pochi anni fa l’idea di lasciare casa a sconosciuti era impensabile e ora tutti usiamo servizi come Airbnb. 

Che versioni della 01 offrite?
Una mild hybrid e una plug-in, allo stesso canone: la seconda è scelta dal 75% dei clienti. L’auto è full optional e non abbiamo accessori, se si esclude il gancio di traino: si può scegliere solo fra il colore blu e quello nero, che è preferito dal 55% delle persone. E, volendo, in un secondo tempo si può cambiare l’auto con una di colore diverso senza sovrapprezzo.

Dove vengono assemblate?
Inizialmente avevamo annunciato che l’auto sarebbe stata prodotta in Belgio, nella stessa fabbrica della Volvo XC40. Però l’enorme successo di questa vettura, che sta saturando le linee, ci ha costretto a cambiare i piani e ora il 100% della produzione è in Cina.

Arriverà anche un’elettrica?
Sì. La tecnologia è già disponibile (la Volvo XC40 c’è anche a batteria, ndr) ma abbiamo deciso di non offrirla fin da subito: se hai un’unica auto e cerchi mobilità, a oggi un’elettrica non è la soluzione a causa della mancanza di punti di ricarica. L’elettrico è per ora perfetto solo per le seconde auto da usare in città. Con la 01 plug-in già offriamo 70 km di autonomia reale a emissioni zero, che è molto, e per i lunghi viaggi non ci sono preoccupazioni.

Ci saranno altri modelli?
Sì, ma la gamma non ne conterà mai più di tre in totale e credo che due sia il numero corretto. Molto probabilmente tutti con guida alta, con stile suv/crossover, e tutti disegnati in Svezia, dove abbiamo la nostra sede. Per ora stiamo “sperimentando” questo modello di noleggio in Europa e se avrà successo sbarcheremo negli Usa, magari con un’auto più grande e anche 4x4.

Siete una casa senza concessionari, perché?
Pensiamo che non siano un’esperienza gradevole per i clienti: secondo una statistica che ho visto recentemente, il 30% degli automobilisti statunitensi preferisce andare dal dentista piuttosto che dal proprio concessionario. Inoltre, nel mondo il margine medio sulla vendita di auto per rivenditore è del 15%: eliminandoli, insieme all’estrema semplicità dell’offerta, ci permette di abbassare notevolmente i prezzi.

Cosa proponete al loro posto?
Abbiamo pianificato di fare qualcosa di diverso: apriamo dei “club” nei centri delle città, dove si possa andare ad ascoltare musica e prendere un caffè, magari con la famiglia, o a bere qualcosa la sera. Al momento ne abbiamo solo tre: Anversa, Amsterdam e Göteborg e ne apriremo uno la settimana prossima a Berlino. I prossimi saranno quelli di Barcellona, Milano, Roma e Parigi. E si tratta di veri e propri locali: dentro c’è una sola auto in esposizione.

Come avviene la consegna dell’auto comprata? E per la manutenzione?
La si può ritirare a uno dei “club” o fissiamo un punto dove portarla. Per la manutenzione ci appoggiamo ai concessionari della Volvo ma il cliente non dovrà mai andarci: monitoriamo a distanza la “salute” dell’auto e avvisiamo in anticipo quando ci sarà bisogno di un controllo o di un intervento. Veniamo a prendere l’auto dove vuole il cliente, negli orari che vuole lui, aprendola e avviandola usando un codice sull’app (lo stesso modo con cui si mette l’auto in car-sharing) senza dover incontrare il cliente per prendere la sua chiave. E se l’intervento è lungo, gli diamo l’auto di cortesia.

Anche le auto acquistate godono di questo trattamento?
Sì: per i primi tre mesi è gratis, poi si deve comprare dei pacchetti di manutenzione.

Oltre al canone mensile offrite anche la possibilità di comprare l’auto: avete statistiche su quanti preferiscono la prima soluzione?
Prima di lanciare il marchio speravamo in un 70% di preferenze per il noleggio; ora siamo già al 90%. A inizio 2021 avevamo un obiettivo: 9.000 clienti in Europa e oggi siamo già a 23.000. Con nostra sorpresa l’Italia è il nostro secondo mercato, con oltre 5000 contratti firmati senza praticamente fare alcuna azione di marketing; sono 2000 in meno dell’Olanda, che è il nostro primo mercato.

Quante auto avete consegnato finora? La crisi dei semiconduttori vi ha coinvolto?
Siamo a poco più di 1.000 vetture e ovviamente le consegne sono rallentate dalla crisi dei chip. Non riusciamo a stare dietro alla domanda e un’auto ordinata oggi (inizio settembre, ndr), nonostante non ci siano complicazioni come le combinazioni di optional o altro, non arriverà prima di novembre.

> LYNK & CO 01: IL PRIMO CONTATTO

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Ritratto di Meandro78
11 settembre 2021 - 14:25
Dopo questa intervista mi sembra corretto rimodulare il giudizio: da due volanti passo ad uno.
Ritratto di Pintun
11 settembre 2021 - 16:39
Ops, ho fatto la stessa cosa
Ritratto di Ferrari4ever
12 settembre 2021 - 14:53
Veramente avevate messo 2 volanti??? Io uno fin da subito, sfortunatamente però non se ne possono mettere meno.
Ritratto di francyb11
12 settembre 2021 - 19:31
@Ferrari4ever. Io al primo ho messo 1 volante da quanto non è funzionale.
Ritratto di Giocatore1
11 settembre 2021 - 15:09
1
Intervista interessante, il paragone tra Airbnb e questa modalità di utilizzo della vettura però è un po' stretto, Airbnb non ha creato un mercato, lo ha cambiato (quello degli affitti), questi invece vogliono proprio cambiare le abitudini degli automobilisti.
Ritratto di Andrea Zorzan
11 settembre 2021 - 16:10
Che risposte imbarazzanti. La prima è proprio indifendibile.
Ritratto di IloveDR
11 settembre 2021 - 17:10
4
il margine del 15% del Conc. è una spesa in più...l'intermediario è un costo inutile, peccato che nella realtà dietro ci sono Famiglie che ci campano con quel Lavoro...Internet è una grande conquista, ad es. mi consente di esprimere le mie idiozie su un blog, ma sta eleminando l'intermediazione nel commercio, un misero à15% io lo vedo come una dozzina di famiglie che tutto sommato tirano a campà...
Ritratto di Er sentenza
11 settembre 2021 - 19:14
Tra l'altro quel 15% non lo tagliano dal listino "regalandolo" al cliente....se lo intascano loro aumentando gli utili.
Ritratto di PierSilver
12 settembre 2021 - 11:33
Da persona giovane, gli intermediari sono il male quasi sempre. Spiace per chi lo è, ma la mia opinione non cambia. Hanno senso nei prodotti "premium" (non parlo di auto), dove il cliente ha abbastanza soldi da spendere e poco tempo/voglia per informarsi, quindi demanda la competenza decisionale a un intermediario che dovrebbe fare i suoi interessi. Solo così giustifico gli intermediari: come servizio aggiuntivo opzionale.
Ritratto di Andre_a
12 settembre 2021 - 15:52
9
La vedo come PierSilver: mi dispiace per chi ci lavora, ma ho sempre visto i concessionari come un fastidio, l'acquisto su internet è molto più chiaro, è più facile confrontare modelli
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