PRIMO CONTATTO

Lynk & Co 01: viaggi in tutta sicurezza, ma con pochi bagagli

La Lynk & Co 01 è una brillante crossover plug-in dalla dotazione molto ricca (specie per gli aiuti alla guida) e con interni ben fatti. Basso e con un doppiofondo inutilizzabile, però, il bagagliaio. Si può acquistare o noleggiare: 500 euro al mese, tutto compreso.
Pubblicato 09 settembre 2021
  • Prezzo (al momento del test)

    € 40.700
  • Consumo medio (dichiarato)

    83,3 km/l
  • Emissioni di CO2 (dichiarate)

    27 grammi/km
  • Euro

    6d
Lynk & Co 01
Lynk & Co 01 1.5 PHEV
500 euro al mese, bollo e Rca inclusi

Lynk & Co è un nuovo marchio che punta su un’offerta semplice: una sola auto (la Lynk & Co 01, una crossover dall’aspetto inconfondibile) disponibile in versione mild hybrid (197 CV e 35.000 euro) oppure plug-in (265 CV e  40.700 euro, come quella in prova). Tutto è di serie, tranne il gancio di traino (1.040 euro o 40 euro al mese) e si può scegliere solo fra il colore blu e quello nero. Più che sulla vendita, però, la casa punta sul noleggio: 500 euro al mese, indipendentemente dal motore e con un massimo di 1.250 km mensili (oltre si pagano 15 centesimo al chilometro), comprensivi di assicurazione Rca, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria con ritiro e riconsegna a domicilio, cambio gomme e molto altro. Il contratto prevede solo un mese di anticipo e si può rescindere in qualunque momento senza penali. Inoltre, è possibile inviare chiavi virtuali ai cellulari di chi ha installato l’app della casa: sia gratuitamente (magari per prestarla ad un amico) sia a pagamento, decidendo l’importo e il tempo.

Ricca, quasi opulenta

Molto ricca la dotazione della Lynk & Co 01, che comprende “clima” bizona, sistema multimediale con navigatore, Android Auto, Apple CarPlay e aggiornamenti via web, hi-fi, piastra di ricarica per cellulari, frenata automatica d’emergenza, cruise control adattivo, centraggio della corsia, monitoraggio dell’angolo cieco, sensori di distanza davanti e dietro, retrocamera, sistema di parcheggio semiautomatico, tetto panoramico apribile, cruscotto digitale, sedili riscaldabili a regolazione elettrica, fari automatici a led, portellone motorizzato e altro ancora.

Il marchio è di proprietà della cinese Geely, che controlla anche Volvo. La meccanica della Lynk & Co 01 è infatti condivisa con la svedese XC40, che costa parecchie migliaia di euro in più. E la parentela si vede anche nella sicurezza offerta: nei crash test EuroNCAP la 01 ha appena ottenuto il massimo dei voti, con punteggi molto alti nelle singole prove.

Ben fatta, fin nei dettagli

Gli interni della Lynk & Co 01 sono meno originali dell’esterno ma risultano moderni e ben realizzati: siamo ai livelli delle “solite” tedesche. In alcuni dettagli perfino di più: tutte le tasche hanno il fondo antirumore, cassetto e portaoggetti sotto il bracciolo centrale sono floccati e la parte alta delle porte è rivestita morbidamente (come anche la plancia) anche dietro. I comandi sono poi “solidi” al tocco, le plastiche di qualità e quelle che imitano il metallo lo fanno in maniera convincente. I sedili sono rivestiti in un gradevole tessuto tecnico però hanno il poggiatesta integrato e non regolabile: per qualcuno potrebbe risultare troppo vicino alla nuca.

Abbondante lo spazio nella seconda fila (che dispone di bocchette d’aerazione dedicate e prese Usb di ricarica) e anche il quinto passeggero non viaggia scomodo. Meno rosea la situazione del bagagliaio della Lynk & Co 01: è ben rifinito, ma non certo ampio; e fra il fondo e il tendalino ci sono appena 44 cm. Inoltre, il doppiofondo è quasi inutilizzabile perché la batteria dei servizi è montata al centro, creando una vistosa protuberanza. Fosse stata collocata lateralmente, ci sarebbe entrato un trolley ma la scelta di metterla lì è stata dettata da motivi tecnici, per non rischiare problemi di sicurezza nei crash test.

Valido infotaiment

Un discorso a parte lo merita l’infotainment della Lynk & Co 01, che è sviluppato internamente dalla casa e non “mutuato” dalle Volvo. L’interfaccia (ripresa anche dal cruscotto digitale di 12,3”: ricco, ben leggibile e facile da configurare) è essenziale e di facile utilizzo e lo schermo di 12,7” rapido nel rispondere al tocco, sebbene a volte capitino dei leggeri impuntamenti. Non mancano, però, piccole incongruenze nell’interfaccia che potranno comunque essere corrette nei futuri aggiornamenti via web. Per esempio, il menù a scomparsa per gestire i sistemi di sicurezza è richiamabile solo nella schermata principale e il tasto di ricircolo dell’aria del “clima” (che per il resto usa pratiche rotelle fisiche) è in un sottomenù e quindi non attivabile istantaneamente.

L’approccio anticonvenzionale si nota poi anche dalle app presenti, sviluppate tutte internamente: come un “segnapunti” per i giochi che fanno fra genitori e bambini durante i viaggi e l’app per scattare selfie o registrare video con le telecamere dell’auto (ce n’è anche una interna). Non mancano poi tanti servizi online per audiolibri e la musica, come Spotify; e c’è perfino un tasto per inviare al team di sviluppo un messaggio vocale con idee su quale app sviluppare in futuro. Migliorabili infine i comandi vocali della Lynk & Co 01: permettono di controllare tante cose (perfino “clima” e finestrini) ma richiedono l’uso di frasi specifiche e, nel test, non hanno mai funzionato per gestire il navigatore. 

Ok lo sprint, più che lo sterzo

La Lynk & Co 01 plug-in della prova è omologata per 69 km a emissioni zero (81 in città): la batteria è sotto il divano e nel tunnel centrale e ha una capacità effettiva di 14,1 kWh. Per rigenerarla servono circa 5 ore da una presa domestica. Tre le modalità di guida: elettrica, ibrida (in cui il tre cilindri turbo entra in azione solo quando si preme molto l’acceleratore) e Sport (il 1.5 è sempre acceso e spinge sempre). In tutte la spinta risulta vivace, tanto che la funzione Sport ci è parsa quasi superflua: “a pelle” la spinta è quasi la stessa e non variano altre tarature della meccanica; inoltre, al minimo un po’ di vibrazioni del motore arrivano nell’abitacolo. Rispetto alle migliori rivali, lo sterzo pecca un po’ di precisione e non è neppure leggero in manovra. 

Ma quelle gomme…

Inavvertibile il funzionamento del cambio robotizzato a doppia frizione della Lynk & Co 01; il comando sul tunnel, però, richiede due tocchi consecutivi per passare dalla marcia avanti alla “retro” (e viceversa): quando si deve fare rapidamente manovra è un impiccio. La taratura delle sospensioni è morbida nella prima parte dell’escursione per favorire il comfort e diventa più ferma nella seconda per migliorare la precisione di traiettoria. Nonostante questo, però, le asperità più marcate, come le rotaie del tram o i rattoppi dell’asfalto non vengono assorbite al meglio: con tutta probabilità la colpa è da attribuire alle gomme con profilo ribassato.

Secondo noi

PREGI
> Dotazione. C’è di tutto, compresi i più avanzati sistemi di sicurezza e un sistema multimediale ricco e reattivo.
> Finiture. Non stupisce con soluzioni “esotiche” ma tutto è ben fatto: ci sono auto più costose fatte peggio.
> Prezzo. Anche pagandola in contanti, la 01 costa parecchie migliaia di euro in meno delle rivali di pari dotazione. Semplice e chiaro il pagamento mensile.

DIFETTI
> Assorbimento. Nonostante l’assetto non sia “di marmo”, sulle asperità più marcate si sentono dei contraccolpi: le gomme ribassate non aiutano.
> Bagagliaio. Il vano è basso e il doppiofondo quasi inutilizzabile per colpa della batteria dei servizi collocata al centro.
> Dettagli dei comandi. Alcuni menù del sistema multimediale vanno migliorati; stessa cosa per la logica della leva del cambio.

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina  
Cilindrata cm3 1477
No cilindri e disposizione 3 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 132 (179)/5500 giri
Coppia max Nm/giri 265/1500-4000
   
Motore elettrico  
Potenza massima kW (CV)/giri 60 (82)/n.d.
Coppia max Nm/giri 160/n.d.
   
Potenza massima complessiva kW (CV) 192 (261)
   
Emissione di CO2 grammi/km 27
No rapporti del cambio 7 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 210
Accelerazione 0-100 km/h (s) 7,9
Consumo medio (km/l, ciclo WLTP) 83,3
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 454/186/169
Passo cm 273
Peso in ordine di marcia kg 1879
Capacità bagagliaio litri 466/1213
Pneumatici (di serie) 235/45 R20
Lynk & Co 01
TI PIACE QUEST'AUTO?
I VOTI DEGLI UTENTI
15
10
11
13
40
VOTO MEDIO
2,4
2.404495
89


Aggiungi un commento
Ritratto di Veni Vidi Vici
9 settembre 2021 - 19:03
1
Di suo non è malvagia, ha l’unica piaga di tutte le plug in, ossia che il bagagliaio è quasi indecente per un’auto di quelle dimensioni. Ripeto, è un problema delle phev, che insieme a tutti gli altri che si portano dietro ne sanciranno una durata piuttosto breve. Meglio elettrica pure se giro in città, meglio un Diesel se viaggio tanto. Non sono né carne né pesc.e
Ritratto di deutsch
9 settembre 2021 - 22:12
4
Sono come la 4 stagioni, non sono le migliori d'estate e nemmeno d'inverno ma se la cavano ovunque ed infatti in giro se ne vedono parecchie, come le plug-in che vendono più delle elettriche
Ritratto di KT1007
10 settembre 2021 - 02:15
Vendono solo perché hanno gli incentivi.... Vogliamo vedere quanti proprietari le usano davvero solo in elettrico? Sfruttano gli incentivi e girano solo a benzina.... Le plug-in sono la truffa più truffa tra le ibride, altro che le mild! Ma ovviamente chi fa le leggi le ritiene la manna dal cielo, come i monopattini nelle città.
Ritratto di bangalora
10 settembre 2021 - 17:43
Bhe la tucson ha un ottimo bagagliaio ed e'plug in ,npn vedo il problema .
Ritratto di AndyCapitan
12 settembre 2021 - 18:46
1
non e' per nulla bella sta lynk & coin!!!....il frontale e' gia' bruttarello di per se ma il posteriore poi lo e' ancor di piu'....io licenzierei in tronco quello che ha disegnato quegli orribili fari posteriori....cosa sono quelle appendici laterali....borse agli occhi???...
Ritratto di offon
9 settembre 2021 - 19:06
Molto meravigliato che perfino un marchio di spicco come Audi su un modello appena uscito si sia fatto battere da questi nell’Euroncap. Gli europei devono un po’ chinare il capo e mettersi a lavorare duramente, la diffidenza pregiudizievole non durerà all’infinito verso questi marchi esotici. Meno male che almeno per il momento questa come le altre hanno un design indigeribile qui
Ritratto di alex_rm
9 settembre 2021 - 19:53
Dopo il recente aumento di vendite nelle moto(vendono molte benelli cinesi,moto molini e varie e tutte le ktm e bmw sotto i 1000cc sono fatte in cina)A breve i cinesi venderanno bene anche nel settore automobilistico.
Ritratto di Road Runner Superbird
9 settembre 2021 - 20:18
Possiamo considerare l'Australia come paese occidentale pilota, dove già da svariati anni sono venduti discretamente alcuni modelli cinesi, in particolare MG che è nella top ten nelle immatricolazioni. Parliamo però sempre di alternative più economiche ai modelli mainstream. No low cost, ma che costano quei 4-5mila dollari in meno a una giapponese o una coreana. Prima di giocarsela alla pari, ovvero quando verranno scelte per le loro qualità e non per il prezzo inferiore, ci vorrà ancora del tempo.
Ritratto di offon
10 settembre 2021 - 08:37
10-15 mila euro meno di una tedesca certamente è un incentivo goloso, ma se lo scarto rispetto a una coreana o giapponese è di 4-5 mila su 25 propenderei più per queste ultime a occhi chiusi
Ritratto di alex_rm
10 settembre 2021 - 19:41
L’Australia(30 milioni di abitanti)è un paese con un mercato fine a se stesso e non può essere paragonato ai mercati occidentali europei dove sono presenti i marchi locali con anche un’assistenza diffusa sul territorio
Pagine