Una delle ultime tendenze dell’industria automobilistica ha l’introduzione sempre più massiccia delle maniglie delle portiere a scomparsa. Oltre che rendere l’immagine dell’auto più armoniosa, questi elementi hanno anche una ruolo funzionale perché non uscendo dal profilo del veicolo quando è in movimento non incidono negativamente sulla sua aerodinamica, diventando importanti soprattutto per le auto elettriche. Di contro c’è chi solleva possibili problemi di sicurezza, come ha fatto l’ADAC lo scorso anno (qui la notizia). Ed è proprio questo il motivo per cui la Cina sta valutando la possibilità di metterle al bando.
Lo riporta l’agenzia di stampa cinese Mingjing Pro, secondo la quale il governo di Pechino avrebbe aperto le discussioni per vietare completamente l’uso delle maniglie a scomparsa. Secondo fonti anonime provenienti dalle case automobilistiche, il divieto potrebbe entrare in vigore entro luglio del 2027, lasciando ai costruttori un anno di tempo per adeguare i propri veicoli. Le motivazioni di questa possibile decisione sono da ricercare nei problemi di sicurezza sollevati dall’ADAC, cioè la difficoltà di aprire le portiere dei veicoli in caso di incidente o di altri problemi. Per esempio, negli Stati Uniti, alcuni proprietari della Mustang Mach-E hanno fatto causa alla Ford per le difficoltà nell’aprire le portiere in caso di interruzione di corrente.
Considerando l’importanza che il mercato cinese riveste per tutta l’industria automobilistica globale, una decisione in tal senso da parte di Pechino potrebbe cambiare l’aspetto delle auto nei prossimi anni anche nel resto del mondo. Alla costante ricerca di contenere i costi, i costruttori cercano di limitare per quanto possibile le varianti regionali dei propri modelli e se l’azienda non dovesse poter montare le maniglie a scomparsa in Cina è probabile che decida di non utilizzarle anche negli altri mercati oppure offrirle come optional a pagamento.



































