NIENTE SOGNI - «Dobbiamo fare molta attenzione a non fare sogni irrealistici, ora che stiamo realizzando risultati storicamente importanti così come la libertà dai debiti» ha detto Sergio Marchionne (foto qui sopra), amministratore delegato del gruppo Fiat Chrysler parlando davanti all’assemblea degli azionisti svoltasi oggi ad Amsterdam. E per essere ancora più chiaro ha chiuso l’argomento affermando che «non siamo nella situazione di discutere qualsiasi alleanza».
CAMBIO DI VISIONE - La cosa ha fatto senz’altro notizia perché in più occasioni e per parecchio tempo Marchionne ha sostenuto la necessità di stringere una alleanza di consolidamento con un grande partner nell’intento di ridurre i reciproci costi di sviluppo dei nuovi modelli. Come noto si è parlato della General Motors, della Volkswagen e anche del gruppo PSA, senza scordare i pour-parler per una possibile acquisizione della Opel. Tanto che in molti hanno anche “letto” gli sforzi di Marchionne per ridurre il debito della FCA come una tappa necessaria per rendere il gruppo più appetibile appunto per un “matrimonio”. Ma, più in generale, Marchionne ha sottolineato come intese che presupponessero collaborazioni per la produzione di modelli di grande massa, porrebbero il gruppo in una situazione più complicata di quella attuale, caratterizzata dall’impegno nella produzione di modelli alto di gamma, decisamente più redditizi.
COLLABORAZIONE TECNOLOGICHE - Ma Marchionne, oltre a parlare delle (mancate) prospettive di fusione, ha anche dato una notizia di spessore: «entro quest’anno dovremmo annunciare un nuovo accordo con un partner tecnologico nell’ambito delle nuove forme di mobilità». Ciò in aggiunta alla attuale collaborazione con Google per l’auto a guida autonoma. In particolare Marchionne ha ammesso di aver fatto proposte anche alla Apple, e che nel mondo delle società tecnologiche della Silicon Valley molte sono interessate all’auto autonoma, precisando però che «ma nove su dieci falliranno l’obiettivo, e noi non siamo nelle condizioni di ricoprire il ruolo di fornitori di capitale».
DUBBI SULL’IDROGENO - Lo stesso ragionamento della indisponibilità delle risorse necessarie, Marchionne lo ha fatto a proposito dei progetti di auto a idrogeno. «In proposito sono molto meno ottimista di altri miei colleghi e noi non siamo nella situazione da poter sprecare risorse preziose. Crediamo che nel caso che questa soluzione dimostrasse di poter svilupparsi, troveremmo i fornitori cui rivolgersi».































