ASPETTANDO I DATI UFFICIALI - Segnali di ripresa dal mercato italiano dell’auto? In attesa che siano divulgati i dati delle immatricolazioni di aprile, cominciano a trapelare le prime indiscrezioni, che scommettono sul segno positivo rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Non si tratta certo di un boom, visto che si parla di un punto percentuale o poco di più, ma è pur sempre un inizio. I numeri che saranno comunicati dal ministero dei Trasporti verso le 18 sono molto attesi, visto che si confronteranno con quelli dell’aprile del 2010, il primo mese a non risultare “drogato” dagli ecoincentivi di cui poteva usufruire chi ordinava un’auto entro la fine del 2009. Agevolazioni che hanno gonfiato il mercato fino a marzo 2010, al cui confronto i dodici mesi successivi, privi di agevolazioni, non hanno potuto fare altro che mostrare il segno meno; tanto che il primo trimestre del 2011 si è chiuso in calo del 23,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In altre parole, oggi si potrà finalmente avere una fotografia realistica del panorama italiano delle quattro ruote.
PREVISIONI FIAT - Al Lingotto, a fronte delle prevedibili difficoltà delle Fiat, che non rinnoverà i suoi modelli più venduti (Panda in testa) fino al 2012, si pensa che Lancia e Alfa Romeo abbiano buone possibilità di consolidare la propria posizione, in linea con quanto avviene in Francia. Secondo i dati pubblicati pochi minuti fa dall’associazione locale dei costruttori d’auto, in aprile il solo marchio Fiat ha immatricolato il 26,7% di auto in meno rispetto all’anno scorso, che diventa un più mite -9,9% considerando il primo quadrimestre. Per contro, l’Alfa Romeo è cresciuta, rispettivamente, del 72,2 e del 66,1%. Nel complesso, tuttavia, l’intero gruppo italiano è sceso ad aprile del 17,1% (6220 vetture) a fronte di un calo generale dell’11,2% delle immatricolazioni in Francia. La casa torinese ha così limato ulteriormente la propria quota di mercato oltralpe: da 3,74 a 3,67%. In ogni caso, il calo del gruppo si riduce considerando il primo quadrimestre: meno 1,9%, ma a fronte di un settore che, nello stesso periodo, cresceva di quattro punti percentuali.



